Vai al contenuto
LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
NormativaCapitolo 4.6· 7 min di lettura

accreditamento e norma ISO/IEC 17025

accreditamento e norma ISO/IEC 17025: cosa prevede la legge, valori limite e obblighi. Guida aggiornata.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

L’accreditamento secondo la norma ISO/IEC 17025 attesta la competenza tecnica di un laboratorio di prova a eseguire analisi affidabili e riproducibili. In Italia viene rilasciato da un ente nazionale di accreditamento sulla base di verifiche periodiche su metodi, personale, strumentazione e gestione della qualità. Per l’acqua potabile è un elemento di garanzia, ma non sostituisce i controlli ufficiali di ASL e gestore.

Chi si occupa di normativa sull’acqua in Italia incontra spesso il tema dell’accreditamento dei laboratori: un concetto tecnico ma decisivo per capire quanto ci si può fidare di un referto analitico.

In breve

  • L’accreditamento ISO/IEC 17025 attesta la competenza tecnica di un laboratorio a eseguire specifiche prove analitiche.
  • In Italia è rilasciato da un ente nazionale di accreditamento, non da un ente privato qualsiasi.
  • Non riguarda l’intero laboratorio, ma prove o gruppi di prove specifici elencati in un allegato tecnico.
  • È diverso dalla certificazione di sistema qualità (es. ISO 9001), che valuta l’organizzazione aziendale, non la validità tecnica delle prove.
  • Prevede sorveglianze periodiche: non è un titolo acquisito una volta per sempre.
  • Per i controlli ufficiali su acqua potabile è un requisito rilevante; per i privati è un indicatore di affidabilità del referto.
  • Un laboratorio serio rende disponibile la documentazione del proprio accreditamento su richiesta.
  • L’accreditamento si affianca, senza sostituirli, ai controlli di ASL, ARPA e gestore idrico.

Cos’è l’accreditamento secondo la norma ISO/IEC 17025

L’ISO/IEC 17025 è la norma tecnica internazionale che definisce i requisiti generali per la competenza dei laboratori di prova e di taratura. L’accreditamento è il riconoscimento formale, rilasciato da un organismo terzo indipendente, che un laboratorio soddisfa questi requisiti per specifiche prove.

La norma copre due ambiti principali: i requisiti gestionali (organizzazione, documentazione, gestione dei reclami, azioni correttive) e i requisiti tecnici (competenza del personale, idoneità di locali e condizioni ambientali, metodi di prova validati, strumentazione tarata, garanzia della qualità dei risultati). Un laboratorio accreditato ha quindi dimostrato, con verifiche documentali e ispettive, di saper produrre dati analitici tecnicamente validi e riferibili.

Chi rilascia l’accreditamento in Italia

In Italia l’accreditamento dei laboratori di prova è compito di un ente nazionale di accreditamento, che opera nel quadro del regolamento europeo sull’accreditamento e nel rispetto degli accordi internazionali di mutuo riconoscimento. Questo ente valuta le domande dei laboratori, effettua ispezioni periodiche (sorveglianze) e può sospendere o revocare l’accreditamento in caso di non conformità gravi.

È importante non confondere l’ente di accreditamento con enti di certificazione privati che rilasciano certificazioni di sistema di gestione qualità: si tratta di percorsi diversi, con finalità diverse, anche se possono coesistere nello stesso laboratorio.

Aspetto Accreditamento ISO/IEC 17025 Certificazione di sistema (es. ISO 9001)
Oggetto della valutazione Competenza tecnica su prove specifiche Sistema di gestione aziendale generale
Chi rilascia Ente nazionale di accreditamento Organismi di certificazione
Copertura Prove/metodi elencati in allegato tecnico Intera organizzazione
Verifica dei risultati analitici Sì, nel merito tecnico No, solo processi organizzativi

Cosa viene verificato durante l’accreditamento

Ogni H2 di questa guida risponde a una domanda pratica; qui rispondiamo a: cosa controlla davvero l’ente di accreditamento. In sintesi, vengono verificati la qualifica e la formazione continua del personale, la taratura e manutenzione della strumentazione, la validazione dei metodi analitici utilizzati (ad esempio tecniche di spettrometria per i metalli o metodi di filtrazione su membrana per la microbiologia) e la tracciabilità dell’intero processo, dal campionamento alla refertazione.

Le verifiche includono anche la partecipazione a circuiti interlaboratorio, cioè confronti periodici in cui più laboratori analizzano lo stesso campione e i risultati vengono confrontati statisticamente. Questo meccanismo aiuta a individuare eventuali derive sistematiche nei metodi o nella strumentazione.

Accreditamento e controlli ufficiali sull’acqua potabile

L’accreditamento assume particolare rilievo nell’ambito dei controlli previsti dal D.Lgs. 18/2023, che ha recepito la direttiva UE 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. I controlli ufficiali affidati ai gestori del servizio idrico e alle autorità sanitarie, come i controlli ASL e ARPA sull’acqua, sono tipicamente eseguiti in laboratori con competenza tecnica riconosciuta, in coerenza con l’approccio del piano di sicurezza dell’acqua introdotto proprio dal nuovo decreto.

Il quadro normativo distingue tra i controlli interni del gestore, i controlli esterni dell’autorità sanitaria e le analisi che un privato cittadino o un’azienda possono richiedere volontariamente, ad esempio per verificare la qualità dell’acqua tra il punto di consegna e il punto d’uso o negli edifici prioritari.

Perché l’accreditamento conta per chi richiede un’analisi privata

Per un privato o un’azienda che commissiona un’analisi dell’acqua, l’accreditamento del laboratorio è un elemento di garanzia sulla qualità tecnica del dato, utile soprattutto quando il referto deve essere usato in contesti formali: contenziosi, due diligence immobiliari, verifiche pre-acquisto di un immobile con pozzo privato, o supporto documentale in caso di sanzioni.

Non tutte le prove richieste da un privato devono necessariamente essere accreditate per essere utili: per un controllo di routine o una prima valutazione orientativa, anche un’analisi con metodo tecnicamente corretto ma non in regime di accreditamento può fornire indicazioni valide. La scelta dipende dall’uso che si intende fare del risultato.

Esempio pratico

Una famiglia che ha acquistato un’abitazione con pozzo privato in area rurale vuole verificare la qualità dell’acqua prima di utilizzarla per usi domestici e potabili. Richiede un pacchetto di analisi come potabilità completa presso un laboratorio che dichiara l’accreditamento per i parametri chimici e microbiologici principali (es. nitrati, metalli, parametri microbiologici indicatori). Prima di procedere, chiede al laboratorio conferma che i parametri di interesse siano effettivamente compresi nell’elenco delle prove accreditate, non solo che il laboratorio nel suo complesso sia accreditato: questo le permette di valutare correttamente il peso tecnico del referto ricevuto, anche in vista di un’eventuale comunicazione alla ASL in caso di esito sfavorevole.

Domande frequenti

Cosa significa che un laboratorio è accreditato ISO/IEC 17025?

Significa che un ente nazionale di accreditamento ha verificato che il laboratorio dispone di competenza tecnica, metodi validati, personale qualificato e un sistema di gestione della qualità conformi alla norma internazionale ISO/IEC 17025.

L’accreditamento è obbligatorio per analizzare l’acqua potabile?

Non è sempre obbligatorio per legge in ogni contesto, ma è un requisito richiesto per i controlli ufficiali e un forte indicatore di affidabilità per i privati che vogliono un referto tecnicamente solido.

Che differenza c’è tra accreditamento e certificazione?

L’accreditamento riguarda la competenza tecnica di un laboratorio a eseguire specifiche prove, mentre la certificazione (es. ISO 9001) attesta un sistema di gestione aziendale generale, senza verificare la validità tecnica dei singoli metodi di prova.

Quanto dura l’accreditamento di un laboratorio?

L’accreditamento non ha una scadenza fissa a tempo indeterminato: è soggetto a sorveglianze periodiche e a rinnovi da parte dell’ente di accreditamento, che verifica nel tempo il mantenimento dei requisiti.

Come verifico se un laboratorio è davvero accreditato?

Il laboratorio deve poter fornire, su richiesta, gli estremi del proprio accreditamento e l’elenco delle prove per cui è accreditato: un laboratorio serio non ha difficoltà a mostrare questa documentazione.

L’accreditamento riguarda tutte le analisi di un laboratorio?

No: l’accreditamento è rilasciato per specifiche prove o gruppi di prove elencati in un allegato tecnico, non genericamente per l’intero laboratorio: alcune analisi possono essere accreditate e altre no.

Un referto non accreditato ha valore?

Un referto emesso con metodi corretti può comunque avere valore informativo, ma per usi ufficiali, contenziosi o dossier tecnici il referto in ambito accreditato offre una garanzia aggiuntiva di rintracciabilità e controllo.

Chi controlla i laboratori accreditati?

L’ente nazionale di accreditamento effettua verifiche ispettive periodiche (sorveglianze) sui laboratori accreditati, valutando personale, strumentazione, tarature e la corretta applicazione dei metodi di prova.

In sintesi

Capire cosa significa davvero "laboratorio accreditato ISO/IEC 17025" aiuta a leggere un referto con maggiore consapevolezza e a scegliere il livello di garanzia più adatto al proprio uso, che si tratti di un controllo di routine o di un documento tecnico da usare in sede formale. Per un quadro più ampio sugli obblighi di legge, consulta la guida completa alla normativa acqua potabile in Italia o, per capire come impostare correttamente la richiesta di analisi più adatta alle tue esigenze, visita la pagina per richiedere un’analisi.

Costruisci la richiesta giusta

Ti consigliamo il controllo «Potabilità Completa». Richiedi un preventivo gratuito e senza impegno.

Richiedi analisi Vedi cosa include il pacchetto Potabilità Completa