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LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
NormativaCapitolo 4.24· 11 min di lettura

Allegato I D.Lgs. 18/2023: valori parametrici

Allegato I D.Lgs. 18/2023: valori parametrici: cosa prevede la legge, valori limite e obblighi. Guida aggiornata.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

L’Allegato I del D.Lgs. 18/2023 è l’allegato tecnico che elenca i parametri e i relativi valori di parametro (le soglie numeriche) usati per valutare la qualità dell’acqua destinata al consumo umano in Italia. È diviso in quattro parti: Parte A (parametri microbiologici), Parte B (parametri chimici), Parte C (parametri indicatori) e Parte D (parametri per la valutazione del rischio della distribuzione interna, come piombo e Legionella nelle strutture prioritarie). Per le cifre esatte di ogni parametro fa fede il testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Quando un referto di laboratorio riporta un parametro "fuori Allegato I", la fonte a cui si fa riferimento è proprio questo: l’allegato tecnico del D.Lgs. 18/2023 che elenca parametri e soglie numeriche per l’acqua destinata al consumo umano. Questa guida spiega come è organizzato l’Allegato I, cosa contiene ciascuna parte e come usarlo per leggere un risultato di analisi, restando nel quadro più ampio della normativa sull’acqua in Italia e dell’approfondimento sulla normativa acqua potabile in Italia (D.Lgs. 18/2023).

In breve

  • L’Allegato I è l’allegato tecnico del D.Lgs. 18/2023 dove sono elencati i parametri e i relativi valori di parametro.
  • È diviso in quattro parti: A (microbiologici), B (chimici), C (indicatori), D (rischio distribuzione interna).
  • La Parte A riguarda la contaminazione fecale (es. Escherichia coli, Enterococchi): il rischio sanitario più immediato.
  • La Parte B copre le sostanze chimiche (metalli, nitrati, antiparassitari, PFAS) con effetti spesso a lungo termine.
  • La Parte C elenca i parametri indicatori (pH, durezza, cloro, torbidità): segnalano qualità e stato dell’impianto, non un pericolo diretto.
  • La Parte D riguarda la valutazione del rischio negli impianti interni degli edifici, con attenzione a piombo e Legionella.
  • Per le cifre esatte di ogni parametro l’unica fonte affidabile è il testo ufficiale in Gazzetta Ufficiale, non una sintesi a memoria.
  • Un referto di laboratorio ben fatto riporta sempre risultato, unità di misura e valore di parametro dell’Allegato I fianco a fianco.

Cos’è l’Allegato I e a cosa serve

L’Allegato I è la parte tecnica del D.Lgs. 18/2023: l’elenco dei parametri da controllare nell’acqua destinata al consumo umano, con i rispettivi valori di parametro, cioè le soglie numeriche che definiscono la conformità. È lo strumento operativo che gestori, laboratori e autorità sanitarie usano ogni giorno per stabilire se un’acqua è a norma, mentre il corpo del decreto definisce responsabilità, controlli e procedure.

Il testo del decreto rimanda costantemente a questo allegato: quando la norma parla di "valore di parametro" per una sostanza, la cifra concreta va cercata lì, non nell’articolato. Per questo motivo, e coerentemente con la nostra linea editoriale, questa guida descrive la struttura e la funzione dell’Allegato I senza riportare a memoria le soglie numeriche: per i numeri esatti di ciascun parametro rimandiamo sempre al testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale o al referto emesso da un laboratorio accreditato, che riporta il valore aggiornato accanto al risultato.

Come è strutturato l’Allegato I: le quattro parti

L’Allegato I è organizzato in quattro parti, ciascuna con una funzione diversa: la Parte A copre la sicurezza microbiologica immediata, la Parte B le sostanze chimiche con rischio nel tempo, la Parte C la qualità organolettica e gestionale, la Parte D il rischio specifico della distribuzione interna degli edifici. Insieme, le quattro parti coprono l’intera filiera, dalla fonte al punto di consumo.

Parte Ambito Funzione principale
Parte A Parametri microbiologici Escludere la contaminazione fecale e il rischio infettivo
Parte B Parametri chimici Escludere sostanze tossiche o dannose nel medio-lungo periodo
Parte C Parametri indicatori Valutare qualità organolettica e funzionamento dell’impianto
Parte D Rischio distribuzione interna Monitorare piombo, Legionella e altri rischi dopo il contatore

Questa suddivisione ricalca quella già introdotta a livello generale nella guida sui parametri dell’acqua potabile: l’Allegato I ne è la traduzione normativa puntuale, con l’elenco completo delle sostanze e delle soglie applicabili.

Parte A: i parametri microbiologici

La Parte A dell’Allegato I elenca i parametri microbiologici, cioè gli indicatori usati per verificare l’assenza di contaminazione fecale: tra questi rientrano Escherichia coli ed Enterococchi, i marcatori classici di sicurezza igienico-sanitaria dell’acqua. Per questi parametri il rispetto del valore di parametro è la condizione minima e non negoziabile di potabilità.

A differenza dei parametri chimici, un superamento microbiologico segnala un rischio potenzialmente immediato, non un effetto che si accumula nel tempo: per questo le analisi microbiologiche vengono eseguite con tecniche come la filtrazione su membrana seguita da coltura, descritte più in dettaglio nella guida sui parametri microbiologici dell’acqua.

Parte B: i parametri chimici

La Parte B dell’Allegato I elenca i parametri chimici: sostanze come metalli (piombo, arsenico, rame, nichel), nitrati, antiparassitari e i più recenti composti perfluoroalchilici (PFAS), il cui effetto sulla salute è generalmente legato a un’esposizione prolungata nel tempo più che a un singolo episodio. È la parte più ampia e articolata dell’allegato, in continua evoluzione con le conoscenze scientifiche.

Tra i metalli monitorati dalla Parte B rientra anche il rame, che può derivare sia dalla fonte sia, più spesso, dalle tubazioni interne dell’edificio: per un approfondimento specifico su origine, valori limite e comportamento di questo parametro rimandiamo alla guida dedicata al rame nell’acqua e alle indicazioni pratiche sull’analisi del rame nell’acqua. In questa sede il punto rilevante è un altro: il rame, come tutti i parametri della Parte B, ha un proprio valore di parametro definito nell’allegato, e la sua presenza va sempre letta insieme al contesto (età dell’impianto, tempo di stagnazione dell’acqua nelle tubazioni) più che come dato isolato.

Per un quadro più ampio dei parametri chimici tipicamente monitorati e della loro funzione, la guida di riferimento è parametri chimici di legge dell’acqua potabile.

Parte C: i parametri indicatori

La Parte C dell’Allegato I raccoglie i parametri indicatori: pH, durezza, conducibilità, cloro residuo, torbidità, colore, odore e sapore. Non indicano di per sé un pericolo sanitario diretto, ma segnalano la qualità organolettica dell’acqua e possibili anomalie nella gestione dell’impianto, dalla captazione fino al rubinetto.

Un valore fuori soglia in questa parte non comporta automaticamente un divieto di consumo, ma è comunque un segnale da non ignorare: spesso anticipa problemi più seri (per esempio una torbidità anomala può accompagnare un rischio microbiologico) o semplicemente rende l’acqua meno gradevole da bere, anche se tecnicamente sicura. L’approfondimento completo è nella guida sui parametri chimico-fisici nell’acqua.

Parte D: la valutazione del rischio della distribuzione interna

La Parte D dell’Allegato I individua i parametri da monitorare per valutare il rischio della distribuzione interna degli edifici, cioè il tratto di impianto che va dal contatore ai punti di erogazione. I due riferimenti principali sono il piombo, che può derivare da tubazioni datate, e la Legionella, un batterio che prolifera in condizioni di ristagno e temperatura favorevole.

Questa parte è una delle novità più rilevanti del D.Lgs. 18/2023 rispetto al passato: riconosce esplicitamente che la qualità dell’acqua non dipende solo dal gestore della rete pubblica, ma anche dall’impianto interno, spesso di responsabilità del proprietario o del condominio. L’attenzione è massima per le cosiddette strutture prioritarie (ospedali, scuole, strutture ricettive e altre strutture ad alta affluenza), dove il rischio da esposizione è maggiore. Il tema si collega direttamente all’approccio basato sul rischio descritto nella guida sulla normativa acqua potabile in Italia.

Valore di parametro, valore limite e valore obiettivo

Nell’Allegato I il termine tecnico usato per le soglie numeriche è "valore di parametro": per la maggior parte delle sostanze rappresenta la soglia di conformità da rispettare. Per alcune situazioni la normativa distingue anche valori guida o obiettivi di qualità più cautelativi rispetto al semplice valore di conformità, pensati per orientare le azioni preventive prima che si arrivi a un vero superamento.

Questa distinzione, parametro per parametro, non va generalizzata: il modo corretto di procedere è verificare, per la sostanza di interesse, quale tipologia di valore si applica consultando il testo ufficiale o chiedendo chiarimenti al laboratorio che ha eseguito l’analisi.

Esempio pratico: un referto con un valore indicatore fuori soglia

Una famiglia riceve il referto di un’analisi dell’acqua di un pozzo che alimenta un piccolo agriturismo. Tutti i parametri della Parte A e della Parte B rientrano nei valori di parametro, ma la conducibilità (Parte C) risulta più alta del riferimento indicato nel referto. Non essendo un parametro microbiologico o chimico con rischio sanitario diretto, non scatta un divieto immediato di consumo, ma il laboratorio segnala l’anomalia come indicatore da approfondire: può dipendere dalla composizione naturale della falda o da un’infiltrazione da monitorare nel tempo. Il titolare, insieme al laboratorio e se necessario alla ASL, valuta controlli periodici aggiuntivi per capire se il valore è stabile o in peggioramento, prima di decidere eventuali interventi.

Come usare l’Allegato I quando leggi un referto

Il modo più pratico di usare l’Allegato I non è memorizzarne le cifre, ma sapere in quale parte cercare un parametro e cosa significa un eventuale superamento. Un referto ben strutturato riporta, per ogni analita, il risultato, l’unità di misura, il metodo utilizzato e il valore di parametro di riferimento, così da rendere il confronto immediato senza dover consultare separatamente il testo di legge.

Se stai leggendo un referto e non sai interpretare un dato, la guida su come leggere il referto di un’analisi dell’acqua spiega passo per passo cosa significano le voci più comuni. Se invece devi ancora far eseguire l’analisi e vuoi essere sicuro di coprire i parametri pertinenti al tuo caso, conviene definire il set di analisi insieme al laboratorio, per esempio con un pacchetto orientato alla verifica completa rispetto ai parametri di legge come quello per la potabilità completa.

Domande frequenti

Cos’è l’Allegato I del D.Lgs. 18/2023?

È l’allegato tecnico del decreto che elenca i parametri da controllare nell’acqua destinata al consumo umano e i relativi valori di parametro, cioè le soglie numeriche di riferimento per valutarne la conformità.

Quali sono le parti dell’Allegato I?

L’Allegato I è diviso in Parte A (parametri microbiologici), Parte B (parametri chimici), Parte C (parametri indicatori) e Parte D (parametri per la valutazione del rischio della distribuzione interna degli edifici).

Cosa contiene la Parte A dell’Allegato I?

La Parte A elenca i parametri microbiologici, cioè gli indicatori di contaminazione fecale come Escherichia coli ed Enterococchi, usati per escludere il rischio infettivo immediato.

Cosa contiene la Parte B dell’Allegato I?

La Parte B elenca i parametri chimici, cioè le sostanze che possono risultare dannose nel tempo: metalli come piombo e arsenico, nitrati, antiparassitari e sostanze emergenti come i PFAS.

Cosa contiene la Parte C dell’Allegato I?

La Parte C elenca i parametri indicatori, come pH, durezza, conducibilità, cloro residuo e torbidità: non segnalano di per sé un pericolo sanitario diretto, ma la qualità generale e il funzionamento dell’impianto.

Cosa prevede la Parte D dell’Allegato I?

La Parte D riguarda la valutazione del rischio della distribuzione interna degli edifici e individua i parametri da monitorare in questo contesto, tra cui piombo e Legionella, con attenzione particolare alle strutture prioritarie come ospedali e scuole.

Che differenza c’è tra valore limite e valore obiettivo nell’Allegato I?

Il valore di parametro è generalmente una soglia da rispettare per la conformità; per alcune sostanze la normativa prevede anche valori guida o obiettivi di qualità più cautelativi, distinti dal valore di conformità. La distinzione esatta va verificata parametro per parametro sul testo ufficiale.

L’Allegato I si applica anche ai pozzi privati?

I parametri e i valori dell’Allegato I sono il riferimento tecnico anche per le fonti private, ma l’obbligo di controllo d’ufficio scatta solo se l’acqua alimenta un’attività aperta al pubblico o un’impresa alimentare; per il solo uso domestico la verifica è comunque consigliata.

Dove trovo il testo ufficiale dell’Allegato I?

Il testo integrale è pubblicato in Gazzetta Ufficiale insieme al D.Lgs. 18/2023 ed è consultabile su Normattiva; la Direttiva UE 2020/2184, da cui deriva, è disponibile su EUR-Lex.

Come si confronta un referto di laboratorio con l’Allegato I?

Un referto corretto riporta, per ogni parametro analizzato, il risultato, l’unità di misura e il valore di parametro di riferimento previsto dall’Allegato I, così da rendere immediato il confronto e l’esito di conformità.

In sintesi

L’Allegato I del D.Lgs. 18/2023 è il riferimento tecnico che traduce la normativa sull’acqua potabile in parametri concreti, organizzati in quattro parti: microbiologici, chimici, indicatori e rischio della distribuzione interna. Conoscerne la struttura aiuta a capire dove cercare un’informazione e cosa significa un eventuale scostamento, senza bisogno di memorizzare cifre che vanno sempre verificate sulla fonte ufficiale o sul referto del laboratorio.

Per un quadro d’insieme sulla normativa puoi partire dalla guida normativa acqua potabile in Italia (D.Lgs. 18/2023) o dalla panoramica sulla normativa sull’acqua in Italia; se invece vuoi tradurre l’Allegato I in un’analisi concreta sulla tua acqua, la guida all’analisi dell’acqua ti aiuta a costruire una richiesta corretta, che puoi poi inoltrare a un laboratorio accreditato tramite la pagina richiedi un’analisi.

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