Vai al contenuto
LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
ParametroCapitolo 3.157· 7 min di lettura

Bario nell’acqua: cos’e, valori limite e rischi

Bario nell acqua: cos’e, valori limite di legge, rischi e come ridurlo. Analisi in laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Il bario è un metallo presente in natura in alcune rocce e falde acquifere, che può finire nell’acqua potabile per dilavamento geologico o per attività industriali. Il D.Lgs. 18/2023 lo inserisce tra i parametri chimici da controllare nelle acque destinate al consumo umano. Concentrazioni elevate e prolungate nel tempo sono oggetto di attenzione sanitaria, per cui in caso di superamento del valore di legge occorre rivolgersi al gestore idrico e, per aspetti di salute, al medico o all’ASL. Un’analisi di laboratorio è il solo modo per sapere quanto bario contiene davvero l’acqua che si beve.

Il bario è uno dei metalli pesanti che può comparire nell’acqua destinata al consumo umano, soprattutto in territori con geologia ricca di minerali bariferi. Non è tra i contaminanti più discussi mediaticamente, ma la sua presenza va comunque monitorata perché rientra tra i parametri chimici disciplinati dal D.Lgs. 18/2023.

In breve

  • Il bario è un elemento chimico naturale, presente in molte rocce e minerali (in particolare la barite).
  • Nell’acqua potabile può arrivare per dilavamento geologico o, più raramente, da fonti industriali.
  • Il D.Lgs. 18/2023 (che recepisce la Direttiva UE 2020/2184) include il bario tra i parametri chimici da controllare.
  • Concentrazioni elevate e protratte nel tempo destano attenzione sanitaria, in particolare per soggetti con patologie renali o cardiovascolari.
  • L’unico modo per conoscere la concentrazione reale è un’analisi di laboratorio con tecniche di spettrometria.
  • L’acqua di pozzo privato è più esposta al rischio, non essendo soggetta ai controlli sistematici dell’acquedotto pubblico.
  • Bollire l’acqua non riduce il bario: è un metallo, non un composto volatile o organico.
  • In caso di superamento dei valori di legge, occorre rivolgersi al gestore idrico e, per la salute, al medico o all’ASL.

Cos’è il bario e perché finisce nell’acqua

Il bario è un metallo alcalino-terroso diffuso in natura, presente soprattutto sotto forma di minerali come la barite (solfato di bario) e la witherite (carbonato di bario). Nell’acqua entra tipicamente per dissoluzione naturale delle rocce attraversate dalle falde, con concentrazioni variabili in base al contesto geologico locale.

In alcune aree, oltre all’origine naturale, il bario può derivare da attività industriali, da alcuni processi estrattivi o di perforazione, o dallo smaltimento non corretto di residui contenenti composti di bario. Per questo motivo le concentrazioni possono variare significativamente da zona a zona, anche a distanza di pochi chilometri, a seconda della composizione del sottosuolo e delle fonti di approvvigionamento.

Valori limite di legge e normativa di riferimento

Il D.Lgs. 18/2023, in vigore in Italia in recepimento della Direttiva UE 2020/2184, disciplina la qualità delle acque destinate al consumo umano e individua il bario tra i parametri chimici da monitorare. In precedenza la materia era regolata dal D.Lgs. 31/2001, oggi abrogato.

Per conoscere il valore limite numerico esatto applicabile al bario è necessario fare riferimento al testo ufficiale del decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, poiché le cifre di legge non vanno mai citate a memoria o per approssimazione. Un laboratorio accreditato è in grado di confrontare il dato analitico con il valore di riferimento normativo aggiornato al momento del controllo.

Aspetto Riferimento
Normativa attuale D.Lgs. 18/2023 (recepisce Direttiva UE 2020/2184)
Normativa storica D.Lgs. 31/2001 (abrogato)
Categoria parametro Chimico, tra i metalli monitorati
Fonte del valore limite Testo ufficiale del decreto in Gazzetta Ufficiale

Rischi per la salute legati al bario

L’esposizione a concentrazioni elevate di bario per periodi prolungati è oggetto di attenzione sanitaria, in particolare per le persone con patologie renali o cardiovascolari preesistenti, che possono essere più sensibili. Le linee guida internazionali sulla qualità dell’acqua potabile tengono conto di questi aspetti nel definire i valori di riferimento.

Non esistono, a livello di conoscenza generale corretta, indicazioni che il bario nei limiti previsti dalla normativa costituisca un rischio per la popolazione generale. È però importante non confondere la valutazione tecnica dell’acqua con una valutazione clinica personale: solo un medico può stabilire se una specifica condizione di salute richieda attenzioni particolari rispetto a un determinato parametro chimico dell’acqua.

Come si analizza il bario nell’acqua

La determinazione del bario in un campione di acqua avviene in laboratorio tramite tecniche di spettrometria per l’analisi di metalli in tracce, in grado di rilevare concentrazioni molto basse con elevata accuratezza. Il campionamento corretto è un passaggio determinante: contenitori idonei, eventuale acidificazione del campione e tempistiche di consegna al laboratorio incidono sull’affidabilità del risultato.

Per un quadro completo sui metalli disciolti nell’acqua, il bario viene spesso analizzato insieme ad altri elementi nell’ambito di pacchetti più ampi dedicati alla potabilità completa, utili sia per acquedotti che per pozzi privati.

Esempio pratico

Una famiglia che vive in una zona rurale, con approvvigionamento da pozzo privato scavato in un’area a substrato roccioso sedimentario, decide di far analizzare l’acqua prima di utilizzarla per uso domestico e potabile. Il laboratorio effettua il prelievo, esegue la determinazione del bario tramite spettrometria insieme ad altri parametri chimici e microbiologici, e restituisce un referto con il confronto rispetto ai valori di legge del D.Lgs. 18/2023. Solo a quel punto la famiglia può valutare, con il supporto del referto e se necessario del medico curante, se l’acqua richiede un trattamento o è idonea all’uso previsto.

Come ridurre il bario nell’acqua

Alcuni sistemi di trattamento domestico, come lo scambio ionico o l’osmosi inversa, possono contribuire a ridurre la concentrazione di bario nell’acqua. L’efficacia reale, tuttavia, dipende dalle caratteristiche specifiche dell’impianto, dalla concentrazione di partenza e dalla corretta manutenzione del sistema installato.

Prima di installare qualsiasi trattamento è opportuno conoscere il dato di partenza attraverso un’analisi, e dopo l’installazione verificare con una nuova analisi che il sistema stia effettivamente funzionando come atteso, senza affidarsi solo alle indicazioni commerciali del produttore del filtro.

Domande frequenti

Il bario nell’acqua è pericoloso?

Dipende dalla concentrazione e dalla durata dell’esposizione. Il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore limite proprio per contenere il rischio; entro quel limite l’acqua è considerata idonea al consumo. In caso di dubbi specifici, in particolare per persone con patologie renali o cardiovascolari, è opportuno sentire il medico o l’ASL.

Da dove viene il bario nell’acqua potabile?

Principalmente da dilavamento naturale di rocce e minerali contenenti bario (es. bariti) attraverso cui scorrono le acque sotterranee. In misura minore può derivare da scarichi industriali o da alcuni processi di perforazione.

Quali sono i valori limite di legge per il bario?

Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184, individua il bario tra i parametri chimici monitorati per le acque potabili. Per il valore numerico esatto è necessario fare riferimento al testo ufficiale del decreto, disponibile in Gazzetta Ufficiale, poiché non va citato a memoria.

Come si misura il bario nell’acqua?

In laboratorio si utilizzano tecniche di spettrometria per la determinazione dei metalli in tracce, adatte a rilevare anche concentrazioni molto basse di bario in campioni di acqua potabile, di pozzo o di rete.

Il bario si può eliminare con un filtro domestico?

Alcuni sistemi di trattamento (ad esempio a scambio ionico o osmosi inversa) possono ridurre il bario, ma l’efficacia va verificata caso per caso con un’analisi prima e dopo l’installazione, senza affidarsi a promesse generiche del produttore.

L’acqua di pozzo va controllata per il bario?

Sì, in particolare in zone con substrato roccioso ricco di minerali contenenti bario. I pozzi privati non sono soggetti agli stessi controlli sistematici dell’acquedotto pubblico, quindi un’analisi periodica è la misura più prudente.

Bollire l’acqua riduce il bario?

No. Il bario è un elemento chimico e non evapora né si degrada con l’ebollizione; anzi, la concentrazione può relativamente aumentare per effetto dell’evaporazione parziale dell’acqua.

Chi deve prestare particolare attenzione al bario nell’acqua?

Le persone con patologie renali o cardiovascolari possono essere più sensibili a esposizioni prolungate a concentrazioni elevate. Per una valutazione personalizzata è indispensabile il parere di un medico, oltre al riferimento all’ASL territoriale.

In sintesi

Il bario è un parametro chimico da non trascurare, soprattutto per chi si approvvigiona da pozzi privati in aree geologicamente predisposte. Solo un’analisi di laboratorio permette di sapere con certezza quale sia la concentrazione reale nella propria acqua e di confrontarla con i valori previsti dal D.Lgs. 18/2023. Per un quadro completo, che comprenda il bario insieme agli altri metalli pesanti nell’acqua e ai parametri di potabilità dell’acqua, può essere utile impostare una richiesta di analisi mirata: scopri come costruire una richiesta corretta nella pagina per richiedere un’analisi.

Costruisci la richiesta giusta

Ti consigliamo il controllo «Potabilità Completa». Richiedi un preventivo gratuito e senza impegno.

Richiedi analisi Vedi cosa include il pacchetto Potabilità Completa