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Scheda tipo d'acquaCapitolo 3.326· 8 min di lettura

Boro nell’acqua di falda: valori, rischi e soluzioni

Boro nell’acqua di falda: valori, rischi e soluzioni. Valori attesi, rischi e trattamento per questo tipo di acqua.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Nell’acqua di falda il boro può essere presente per cause naturali (rocce vulcaniche o geotermiche, formazioni saline profonde) o per infiltrazioni da attività agricole e industriali di superficie. Non ha sapore né odore percepibile, quindi la sua presenza in un pozzo si accerta solo con un’analisi chimica di laboratorio, confrontando il risultato con il valore di parametro del D.Lgs. 18/2023.

In breve

  • Nell’acqua di falda il boro deriva soprattutto dalla dissoluzione di rocce e minerali borati, un processo favorito dal lungo tempo di contatto tipico delle acque sotterranee.
  • Le aree vulcaniche, geotermiche o con formazioni saline profonde sono i contesti geologici in cui il boro naturale tende a essere più presente nei pozzi.
  • Attività agricole e industriali di superficie possono aggiungere una componente antropica, distinguibile dall’origine naturale solo con un’analisi più ampia del solo boro.
  • Il boro non altera sapore né odore dell’acqua di pozzo: la sua presenza si accerta solo con un’analisi chimica.
  • Il D.Lgs. 18/2023 fissa il valore di parametro per l’acqua destinata al consumo umano, verificabile sempre sulla fonte normativa aggiornata.
  • Bollitura e addolcitori a resine non riducono il boro; servono tecnologie dedicate come osmosi inversa o resine selettive.
  • Per uso irriguo la sensibilità di alcune colture al boro va valutata separatamente rispetto alla soglia per il consumo umano.
  • L’unico modo per sapere se il boro del proprio pozzo è nella norma è affidarsi a un’analisi dell’acqua in laboratorio.

Perché il boro compare nelle acque di falda

Nelle acque sotterranee il boro proviene per lo più dalla lenta dissoluzione di rocce e minerali borati con cui l’acqua rimane a contatto per tempi lunghi durante il percorso nel sottosuolo. Questo meccanismo rende le falde, rispetto alle acque superficiali che scorrono rapidamente, un contesto in cui il boro naturale può accumularsi più facilmente, specie in presenza di formazioni geologiche favorevoli.

Le aree vulcaniche, i sistemi geotermici e alcune formazioni saline profonde sono i contesti in cui la letteratura segnala più spesso concentrazioni naturali di boro rilevanti nelle acque di falda. In queste zone il dato non indica necessariamente un problema di inquinamento, ma una caratteristica geologica del territorio che va comunque verificata quando l’acqua è destinata al consumo umano o ad altri usi sensibili.

Accanto alla componente naturale, il boro può raggiungere le falde anche per infiltrazione da fertilizzanti agricoli, scarichi industriali (vetro, ceramica, detergenti) e, in misura minore, perdite da reti fognarie o pozzi neri in aree non servite da collettamento. Distinguere l’origine naturale da quella antropica richiede di guardare l’intero quadro analitico del pozzo, non il solo valore di boro.

Contesti geologici e possibile presenza di boro

Contesto Origine prevalente Attenzione consigliata
Aree vulcaniche o geotermiche Naturale Controllo più frequente, anche in assenza di segnali
Formazioni saline profonde Naturale Verifica soprattutto per pozzi profondi
Zone a intensa attività agricola Mista (naturale + fertilizzanti) Analisi ampia, non solo del boro
Aree industriali (vetro, ceramica, detergenti) Antropica Verifica periodica e controllo della rete fognaria vicina

Valore limite e riferimento normativo per l’acqua di falda a uso potabile

Quando l’acqua di falda è destinata al consumo umano, il riferimento normativo è il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184 e ha sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001, ormai abrogato. Il decreto individua un valore di parametro per il boro applicabile anche alle acque di pozzo private quando utilizzate per bere o cucinare; il valore numerico esatto va sempre verificato sulla fonte normativa aggiornata.

Per un pozzo privato non collegato a un acquedotto pubblico, la responsabilità di verificare la conformità e di intervenire in caso di superamento ricade sul proprietario o sull’utilizzatore. A differenza degli acquedotti gestiti, non esiste un controllo istituzionale periodico automatico: la verifica va attivata autonomamente, in particolare prima di destinare l’acqua a usi domestici o all’alimentazione.

Come si rileva e quanto spesso controllare il boro in un pozzo

Il boro nell’acqua di falda si misura tramite tecniche di spettrometria in laboratorio accreditato, su un campione prelevato secondo un protocollo condiviso con il laboratorio stesso, che individua il punto più rappresentativo del pozzo. Non esiste una frequenza di controllo valida ovunque: va stabilita in base al contesto geologico, alla vicinanza di attività agricole o industriali e agli esiti delle analisi precedenti.

Per i pozzi situati in aree vulcaniche, geotermiche o con storia di uso agricolo/industriale intenso, è ragionevole prevedere controlli più ravvicinati rispetto a contesti privi di questi fattori di rischio. È inoltre utile includere il boro in un pannello analitico più ampio, insieme ad altri parametri chimici, così da poter distinguere un’origine naturale da eventuali apporti esterni.

Esempio pratico

Una famiglia utilizza da anni un pozzo per uso domestico e irriguo in una zona collinare con presenza di sorgenti termali nelle vicinanze. Non avendo mai riscontrato variazioni di sapore o problemi visibili, non aveva mai fatto analizzare l’acqua per il boro. In seguito a un controllo richiesto per altri motivi (nitrati, per la vicinanza a un’area coltivata), il laboratorio segnala un valore di boro superiore al parametro previsto per il consumo umano, compatibile con l’origine geotermica dell’area. La famiglia decide quindi di continuare a usare il pozzo per l’irrigazione, valutando con attenzione le colture più sensibili, mentre per l’uso potabile viene indicata una soluzione di trattamento dedicata, da definire dopo un confronto con il laboratorio sulle opzioni disponibili.

Boro nell’acqua di falda e uso irriguo

Quando l’acqua di pozzo con boro viene usata per irrigare, la soglia di attenzione non coincide con quella prevista per il consumo umano: alcune colture (ad esempio agrumi e alcune specie da frutto) sono note in letteratura per una sensibilità elevata al boro anche a concentrazioni tollerate per bere. Per questo motivo, un’acqua conforme al parametro potabile non è automaticamente adatta senza riserve a ogni uso agricolo, e viceversa.

Valutare l’uso irriguo di un’acqua con boro richiede quindi un’analisi mirata e, se necessario, un confronto con un agronomo per le colture specifiche coltivate, oltre alla verifica di laboratorio sulla concentrazione effettiva.

Domande frequenti

Perché il boro si trova più spesso nelle acque di falda che in superficie?

Perché l’acqua sotterranea rimane a lungo a contatto con rocce e sedimenti, dissolvendo progressivamente i minerali borati presenti, soprattutto in aree vulcaniche, geotermiche o con formazioni saline profonde.

Un pozzo con boro alto è sempre dovuto all’inquinamento?

No. In molte zone il boro elevato ha origine del tutto naturale, legata alla geologia locale; per distinguere l’origine naturale da eventuali apporti agricoli o industriali serve un’analisi più ampia, non solo del boro.

Quanto è profondo il pozzo influisce sul livello di boro?

Sì, spesso i pozzi più profondi intercettano falde a lungo contatto con rocce ricche di boro e possono presentare concentrazioni diverse rispetto a captazioni più superficiali, ma il dato va sempre verificato con l’analisi specifica del punto di prelievo.

Il boro nell’acqua di falda si può ridurre con un addolcitore?

No, gli addolcitori a resine cationiche agiscono su calcio e magnesio, non sul boro. Servono tecnologie dedicate come l’osmosi inversa o resine selettive per boro, da valutare dopo l’analisi.

Come si preleva un campione di acqua di pozzo per analizzare il boro?

Il prelievo va effettuato secondo un protocollo definito con il laboratorio, individuando il punto più rappresentativo (testa pozzo, prima o dopo eventuali trattamenti) per ottenere un dato realmente utile.

Il boro nell’acqua di falda usata per irrigare è un problema?

Sì, alcune colture sono sensibili al boro anche a concentrazioni tollerate per il consumo umano: per uso irriguo va considerata una soglia differente rispetto a quella potabile, da valutare caso per caso.

Ogni quanto controllare il boro in un pozzo privato?

Non esiste una regola valida ovunque: la frequenza va definita in base al contesto geologico, alla presenza di attività agricole o industriali vicine e agli esiti delle analisi precedenti.

Se il pozzo è vicino a un’area vulcanica o geotermica, il boro va controllato più spesso?

È una situazione che giustifica un’attenzione maggiore, perché queste aree sono tra i contesti geologici in cui il boro naturale tende a essere più presente nelle falde.

In sintesi

Il boro nell’acqua di falda ha spesso un’origine geologica naturale, ma può anche derivare da attività agricole o industriali, e in nessun caso è percepibile senza un’analisi di laboratorio. Per chi utilizza un pozzo, in particolare in aree vulcaniche, geotermiche o agricole, la scelta più prudente è far analizzare l’acqua confrontando il risultato con il valore di parametro del D.Lgs. 18/2023, inquadrando il boro nel contesto più ampio dell’analisi dell’acqua e della guida all’acqua potabile. Per approfondire il quadro generale del parametro si può consultare la pagina su boro nell’acqua; per verificare la situazione del proprio pozzo, il passo corretto è richiedere un’analisi, eventualmente nell’ambito di un pacchetto di potabilità completa.

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