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LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
ConfrontoCapitolo 11.17· 7 min di lettura

Durezza temporanea o permanente

Durezza temporanea o permanente: differenze, pro e contro e come scegliere in base alle tue esigenze.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua

Risposta rapida

La durezza temporanea è dovuta ai bicarbonati di calcio e magnesio e si riduce con il riscaldamento (è la frazione che precipita come calcare in bollitori e caldaie). La durezza permanente dipende da solfati e cloruri di calcio e magnesio e resta in soluzione anche dopo l’ebollizione. La somma delle due componenti costituisce la durezza totale dell’acqua, il parametro che conviene misurare per scegliere il trattamento più adatto.

Chi confronta i trattamenti per l’acqua dura parte spesso da qui: capire se il proprio problema è di durezza temporanea o permanente aiuta a interpretare meglio i risultati di un’analisi e a scegliere la soluzione più adatta, argomento affrontato in modo più ampio nella guida ai confronti sull’acqua e sui trattamenti.

In breve

  • La durezza temporanea è legata ai bicarbonati di calcio e magnesio e si riduce riscaldando l’acqua.
  • La durezza permanente dipende da solfati e cloruri di calcio e magnesio e non cambia con il calore.
  • Bollire l’acqua elimina solo la quota temporanea, facendo precipitare il calcare tipico di bollitori e caldaie.
  • La durezza totale (temporanea + permanente) è il parametro che un laboratorio misura e riporta in un referto.
  • Per distinguere le due componenti serve confrontare durezza totale e alcalinità (bicarbonati).
  • Gli addolcitori a resine a scambio ionico agiscono su entrambe le componenti, non solo su quella temporanea.
  • Il D.Lgs. 18/2023 disciplina la qualità dell’acqua destinata al consumo umano, ma la durezza non è normata come parametro con limite sanitario vincolante.
  • Conoscere la propria acqua permette di dimensionare correttamente un impianto di addolcimento, evitando sovra o sotto-dimensionamenti.

Che cos’è la durezza temporanea

La durezza temporanea è la parte di durezza dell’acqua dovuta ai bicarbonati di calcio e magnesio disciolti; si chiama "temporanea" perché scompare riscaldando l’acqua, quando i bicarbonati si decompongono e precipitano come carbonati insolubili, cioè il calcare.

Quando l’acqua viene portata a ebollizione, il bicarbonato di calcio si trasforma in carbonato di calcio, anidride carbonica e acqua. Il carbonato di calcio è poco solubile e si deposita sulle pareti di pentole, bollitori, caldaie e sulle resistenze degli elettrodomestici. È il fenomeno che tutti riconoscono come "calcare" e che si accumula più rapidamente dove la temperatura dell’acqua è più alta, come negli scaldabagni o nelle lavatrici a cicli caldi.

Questa componente si può stimare tramite la misura dell’alcalinità (contenuto di bicarbonati), un parametro che un’analisi completa dell’acqua, come quelle descritte nella pagina su durezza dell’acqua e calcare, può includere insieme alla durezza totale.

Che cos’è la durezza permanente

La durezza permanente è la quota di calcio e magnesio legata a solfati e cloruri; non precipita con il riscaldamento e resta quindi in soluzione anche dopo l’ebollizione prolungata dell’acqua, motivo per cui viene definita "permanente".

A differenza della componente temporanea, non si osserva una formazione evidente di calcare da bollitura legata a questa frazione. La durezza permanente si somma comunque alla temporanea nel determinare la durezza totale dell’acqua, quella che compare nei referti di analisi e che condiziona il funzionamento di elettrodomestici, impianti idraulici e la sensazione al gusto e al tatto dell’acqua (ad esempio la minore capacità di sciogliere il sapone).

Durezza temporanea vs permanente: tabella di confronto

Aspetto Durezza temporanea Durezza permanente
Origine Bicarbonati di calcio e magnesio Solfati e cloruri di calcio e magnesio
Effetto del calore Precipita come calcare (carbonato) Resta in soluzione
Riconoscibilità pratica Depositi visibili su bollitori, caldaie, resistenze Non produce calcare da bollitura evidente
Come si stima Correlata all’alcalinità (bicarbonati) Per differenza tra durezza totale e componente temporanea
Trattamento tipico Addolcimento a resine, talvolta filtri anticalcare Addolcimento a resine a scambio ionico

Come distinguere le due componenti in un’analisi

Per sapere quanta parte della propria durezza è temporanea e quanta permanente serve un’analisi di laboratorio che riporti sia la durezza totale sia l’alcalinità totale (espressa spesso come bicarbonati o come CaCO3). La differenza tra durezza totale e la quota corrispondente ai bicarbonati fornisce una stima della durezza permanente.

Questo tipo di misura viene tipicamente eseguito con metodi di titolazione, descritti nel dettaglio nella pagina su come si misura la durezza dell’acqua. Chi vuole prima farsi un’idea generale sui range di riferimento può consultare la pagina durezza dell’acqua: cos’è e valori ottimali, mentre per convertire tra unità di misura (gradi francesi, gradi tedeschi, ppm) è disponibile un calcolatore durezza acqua.

Esempio pratico

Un’abitazione registra una durezza totale di 35 °f. L’analisi di laboratorio mostra un’alcalinità corrispondente a circa 22 °f di durezza temporanea, mentre i restanti 13 °f sono attribuibili alla componente permanente (solfati e cloruri). In questo caso il forte accumulo di calcare nella caldaia si spiega con la quota temporanea prevalente, ma la persistenza di durezza anche nell’acqua bollita per uso domestico conferma la presenza significativa di durezza permanente. Un addolcitore a resine, che agisce sul calcio e magnesio indipendentemente dal contro-ione, risulta la soluzione più adatta a coprire entrambe le componenti.

Perché conoscere la differenza aiuta a scegliere il trattamento

Sapere quanta durezza è temporanea e quanta permanente non cambia la scelta tecnologica di base — gli addolcitori a scambio ionico trattano entrambe le forme — ma aiuta a capire dove concentrare l’attenzione: manutenzione più frequente di bollitori e caldaie se prevale la componente temporanea, attenzione a incrostazioni diffuse anche a freddo se prevale quella permanente.

Un percorso tipico parte dall’analisi, prosegue con la valutazione dell’addolcitore più adatto (vedi da durezza ad addolcitore) e può includere interventi correttivi descritti in come correggere la durezza dell’acqua. Chi vuole prima orientarsi sulle modalità di misurazione domestica può leggere anche come misurare la durezza dell’acqua. Per il quadro normativo generale sulla qualità dell’acqua potabile in Italia, la guida alla normativa acqua potabile in Italia (D.Lgs. 18/2023) offre il contesto di riferimento, mentre la pagina acqua potabile: guida completa approfondisce cosa rende un’acqua idonea al consumo.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra durezza temporanea e permanente?

La durezza temporanea deriva dai bicarbonati e si elimina bollendo l’acqua, formando calcare; quella permanente deriva da solfati e cloruri e non si riduce con il calore.

Come faccio a sapere se la mia acqua ha più durezza temporanea o permanente?

Serve un’analisi di laboratorio che misuri sia la durezza totale sia l’alcalinità (bicarbonati): la differenza tra i due valori indica la quota permanente.

Bollire l’acqua riduce tutta la durezza?

No, riduce solo la componente temporanea legata ai bicarbonati; la durezza permanente resta invariata anche dopo l’ebollizione.

La durezza permanente è pericolosa per la salute?

Non risultano rischi specifici collegati alla durezza in sé; per valutazioni su condizioni particolari è opportuno rivolgersi al medico o alla ASL.

Un addolcitore a resine funziona su entrambi i tipi di durezza?

Sì, lo scambio ionico su resine cattura calcio e magnesio indipendentemente dal contro-ione (bicarbonato, solfato o cloruro), riducendo sia la durezza temporanea sia quella permanente.

Perché nel bollitore si forma il calcare anche se l’acqua non sembra molto dura?

Il calcare si forma soprattutto dalla durezza temporanea: anche con durezza totale moderata, se la componente carbonatica è alta il fenomeno può essere evidente.

Che unità di misura si usano per la durezza dell’acqua?

In Italia si usano comunemente i gradi francesi (°f) e i gradi tedeschi (°dH), oltre ai mg/L di CaCO3 o ppm; le conversioni si possono fare con un calcolatore dedicato.

Quale analisi richiedere per distinguere le due componenti?

Un pacchetto che includa durezza totale e alcalinità/bicarbonati, così da calcolare per differenza la quota permanente e temporanea.

In sintesi

Distinguere durezza temporanea e permanente aiuta a capire l’origine del calcare in casa e a valutare con più precisione il trattamento di addolcimento più adatto. Il modo più affidabile per avere questi dati è un’analisi di laboratorio che riporti durezza totale e alcalinità. LaboratorioAcqua propone pacchetti di analisi dedicati alla durezza, utili come base per orientarsi verso un addolcitore su misura: puoi richiedere l’analisi indicando le tue esigenze specifiche per ricevere indicazioni coerenti con i risultati.

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