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GlossarioCapitolo 12.58· 4 min di lettura

Microfiltrazione: definizione

glossario microfiltrazione nell’analisi dell’acqua. Definizione chiara e significato pratico.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua

Risposta rapida

La microfiltrazione è un processo di filtrazione su membrana che trattiene particelle, sedimenti, alcuni microrganismi e materiale in sospensione con dimensioni tipicamente comprese tra 0,1 e 10 micrometri. È una tecnica di pretrattamento o affinamento dell’acqua, distinta dai processi a membrana più fine come ultrafiltrazione, nanofiltrazione e osmosi inversa. Non sostituisce da sola la verifica analitica di potabilità.

In breve

  • La microfiltrazione è una filtrazione su membrana con pori tipicamente tra 0,1 e 10 micrometri.
  • Trattiene particelle, sedimenti, torbidità e alcuni microrganismi di maggiori dimensioni.
  • Non trattiene in modo affidabile virus e sostanze disciolte: non è un trattamento completo da sola.
  • Si distingue da ultrafiltrazione, nanofiltrazione e osmosi inversa per la dimensione dei pori e cosa riescono a trattenere.
  • È spesso un pretrattamento prima di fasi di disinfezione o filtrazioni più fini.
  • L’efficacia va verificata con analisi di laboratorio, non solo con le specifiche del filtro.
  • Rientra nel glossario dell’analisi dell’acqua, utile per orientarsi tra i termini tecnici del settore.

Definizione e significato

La microfiltrazione è un processo di separazione fisica in cui l’acqua attraversa una membrana porosa che trattiene particelle in sospensione, sedimenti fini e una parte dei microrganismi, mentre lascia passare acqua e sostanze disciolte. È una delle tecniche a membrana usate nel trattamento delle acque, insieme a ultrafiltrazione, nanofiltrazione e osmosi inversa.

A differenza dei processi che agiscono a livello molecolare, la microfiltrazione lavora su particelle relativamente grandi: riduce la torbidità e trattiene materiale come sabbia fine, alghe, cisti di alcuni protozoi e parte della componente batterica più grande. Non è invece efficace, da sola, contro i virus o contro le sostanze chimiche disciolte, che richiedono altri trattamenti (per esempio adsorbimento su carboni attivi, scambio ionico o membrane più selettive).

Tecnica Dimensione pori indicativa Cosa trattiene tipicamente
Microfiltrazione Più larga Particelle, sedimenti, alcuni microrganismi
Ultrafiltrazione Intermedia Anche molti virus e macromolecole
Nanofiltrazione Fine Anche alcuni ioni e composti organici
Osmosi inversa Molto fine La maggior parte dei soluti disciolti

Applicazioni pratiche

La microfiltrazione si trova sia in impianti di potabilizzazione su larga scala, come fase di pretrattamento prima della disinfezione, sia in dispositivi domestici o industriali di filtrazione. È utile per ridurre la torbidità e proteggere trattamenti successivi da un carico eccessivo di particelle.

Esempio pratico: in un’abitazione con acqua di pozzo visibilmente torbida, un filtro a microfiltrazione installato al punto d’uso può ridurre sedimenti e migliorare l’aspetto dell’acqua, ma non sostituisce la verifica di parametri come nitrati, metalli o indicatori microbiologici, che va effettuata con un’analisi di laboratorio mirata a valutare la conformità rispetto ai parametri di riferimento.

Per un quadro più ampio su come si struttura un percorso di verifica della qualità dell’acqua, può essere utile consultare la guida completa all’analisi dell’acqua e, per il contesto normativo, la guida alla normativa acqua potabile in Italia.

Domande frequenti

Cos’è la microfiltrazione dell’acqua?

È un processo fisico che fa passare l’acqua attraverso una membrana porosa, trattenendo particelle e alcuni microrganismi più grandi dei pori, senza modificare la composizione chimica disciolta.

Che differenza c’è tra microfiltrazione e ultrafiltrazione?

La microfiltrazione usa pori più larghi e trattiene solo particelle e alcuni batteri; l’ultrafiltrazione ha pori più fini e trattiene anche molti virus e macromolecole.

La microfiltrazione rende l’acqua potabile?

Da sola generalmente no: riduce torbidità e alcune particelle, ma la potabilità va verificata con analisi chimiche e microbiologiche complete secondo il D.Lgs. 18/2023.

Dove si usa la microfiltrazione?

È impiegata come pretrattamento negli impianti di potabilizzazione, in sistemi di filtrazione domestica e industriale, spesso a monte di trattamenti più fini.

La microfiltrazione elimina i virus?

No, i pori della microfiltrazione sono generalmente troppo larghi per trattenere i virus in modo affidabile; per questo servono barriere aggiuntive.

Come si valuta l’efficacia di un filtro a microfiltrazione?

Attraverso analisi di laboratorio su torbidità, parametri microbiologici e particelle prima e dopo il trattamento, confrontando i risultati con i valori di riferimento normativi.

La microfiltrazione richiede manutenzione?

Sì, le membrane si intasano nel tempo e vanno pulite o sostituite secondo le indicazioni del produttore, altrimenti l’efficacia filtrante diminuisce.

Che ruolo ha nella normativa sull’acqua potabile?

Il D.Lgs. 18/2023 non impone una tecnica specifica ma richiede il rispetto dei parametri di qualità: la microfiltrazione può contribuire a raggiungerli come parte di un trattamento più ampio.

In sintesi

La microfiltrazione è uno strumento utile per ridurre particelle e torbidità, ma non sostituisce una verifica analitica completa. Se hai un impianto con o senza microfiltrazione e vuoi sapere cosa contiene davvero la tua acqua, consulta il glossario dell’analisi dell’acqua per orientarti tra i termini tecnici e valuta come impostare correttamente una richiesta di analisi con LaboratorioAcqua.

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