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GlossarioCapitolo 12.60· 4 min di lettura

Nanofiltrazione: definizione

glossario nanofiltrazione nell’analisi dell’acqua. Definizione chiara e significato pratico.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua

Risposta rapida

La nanofiltrazione è un processo di filtrazione a membrana con pori di dimensione intermedia tra l’osmosi inversa e l’ultrafiltrazione, in grado di trattenere selettivamente ioni bivalenti (come calcio e magnesio), molecole organiche e alcuni contaminanti, lasciando passare in parte gli ioni monovalenti. È impiegata in ambito domestico e industriale per addolcire l’acqua o ridurre specifiche sostanze, ma non sostituisce l’analisi di laboratorio per verificare la conformità dell’acqua destinata al consumo umano.

In breve

  • La nanofiltrazione è un processo a membrana con pori tra 1 e 10 nanometri circa, intermedio tra ultrafiltrazione e osmosi inversa.
  • Trattiene selettivamente ioni bivalenti (calcio, magnesio, solfati) e molecole organiche di medie dimensioni.
  • Lascia passare in parte gli ioni monovalenti (sodio, cloruro), a differenza dell’osmosi inversa.
  • È usata per addolcire l’acqua, ridurre la durezza o abbattere alcune sostanze organiche disciolte.
  • Non è di per sé garanzia di conformità alla normativa sull’acqua destinata al consumo umano.
  • Va sempre affiancata da analisi di laboratorio, prima e dopo l’installazione di un trattamento.
  • Rientra tra i termini tecnici raccolti nel glossario dell’analisi dell’acqua.

Definizione e funzionamento

La nanofiltrazione è una tecnica di filtrazione a membrana che utilizza pori di dimensione nanometrica per separare selettivamente specie disciolte nell’acqua, in base a dimensione molecolare e carica ionica. Si colloca, per selettività, tra l’ultrafiltrazione (meno selettiva) e l’osmosi inversa (più selettiva).

Il meccanismo combina un effetto di setaccio meccanico, che trattiene molecole e particelle oltre una certa dimensione, con un effetto elettrostatico legato alla carica della membrana, che respinge preferenzialmente gli ioni con carica multipla (bivalenti come calcio e magnesio) rispetto a quelli monovalenti (sodio, potassio, cloruro). Per questo motivo la nanofiltrazione è spesso descritta come una tecnologia "intermedia": riduce la durezza e alcuni contaminanti organici senza demineralizzare completamente l’acqua come farebbe l’osmosi inversa.

Nanofiltrazione e altri processi a membrana

Processo Dimensione pori (indicativa) Cosa trattiene principalmente
Microfiltrazione Micrometrica Particelle sospese, alcuni batteri
Ultrafiltrazione Sub-micrometrica Colloidi, batteri, alcuni virus
Nanofiltrazione Nanometrica Ioni bivalenti, molecole organiche medie
Osmosi inversa Sub-nanometrica Quasi tutti i sali disciolti

Usi pratici e limiti

La nanofiltrazione trova impiego in ambito domestico per l’addolcimento dell’acqua e la riduzione di specifiche sostanze organiche, e in ambito industriale per processi di concentrazione o purificazione selettiva. Non va considerata, da sola, un trattamento risolutivo per la conformità dell’acqua al punto d’uso, poiché la sua efficacia varia in funzione del parametro considerato e delle condizioni di esercizio dell’impianto.

Esempio pratico: una famiglia con acqua molto dura fa analizzare l’acqua di rubinetto e riscontra valori elevati di calcio e magnesio. Dopo aver installato un sistema di nanofiltrazione per l’addolcimento, richiede una nuova analisi dello stesso punto per verificare l’effettiva riduzione della durezza e assicurarsi che gli altri parametri restino nella norma.

Domande frequenti

Cos’è la nanofiltrazione?

È una tecnica di filtrazione a membrana con pori nell’ordine del nanometro, che trattiene selettivamente ioni bivalenti e molecole di medie dimensioni, posizionandosi tra ultrafiltrazione e osmosi inversa.

La nanofiltrazione rende l’acqua potabile?

Non da sola: riduce alcuni parametri ma non garantisce la conformità completa ai requisiti del D.Lgs. 18/2023, che va verificata con analisi di laboratorio.

Che differenza c’è tra nanofiltrazione e osmosi inversa?

L’osmosi inversa ha pori più fini e trattiene quasi tutti i sali disciolti; la nanofiltrazione ne lascia passare una parte, risultando meno drastica sulla mineralizzazione dell’acqua.

La nanofiltrazione elimina i batteri?

Le membrane a nanofiltrazione possono trattenere molti microrganismi per dimensione dei pori, ma non sono validate come barriera microbiologica certa: per la sicurezza igienica servono controlli e trattamenti dedicati.

Quando si usa la nanofiltrazione in ambito domestico?

Tipicamente per addolcire l’acqua riducendo calcio e magnesio o per abbattere specifiche sostanze organiche, in alternativa o a complemento di altri trattamenti.

Come faccio a sapere se ho bisogno di nanofiltrazione a casa?

Serve prima un’analisi dell’acqua che quantifichi i parametri di interesse: solo i risultati indicano se e quale trattamento è appropriato.

La nanofiltrazione riduce i nitrati?

Può ridurne in parte la concentrazione, ma l’efficacia dipende dal tipo di membrana e va verificata caso per caso con analisi prima e dopo il trattamento.

Devo controllare l’acqua dopo aver installato un impianto di nanofiltrazione?

Sì: un controllo periodico verifica che il trattamento funzioni correttamente e che l’acqua in uscita mantenga i parametri desiderati nel tempo, anche in relazione al campionamento corretto da effettuare.

In sintesi

La nanofiltrazione è un processo a membrana utile per addolcire l’acqua e ridurre alcune sostanze, ma la sua efficacia va sempre verificata con dati analitici, non con ipotesi generiche. Per capire se questa tecnologia risponde alle tue esigenze, consulta la guida completa all’analisi dell’acqua e valuta una richiesta di analisi mirata sui parametri che ti interessano, prima e dopo un eventuale trattamento.

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