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ParametroCapitolo 3.122· 10 min di lettura

Manganese nell’acqua: cos’e, valori limite e rischi

Manganese nell acqua: cos’e, valori limite di legge, rischi e come ridurlo. Analisi in laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Il manganese nell’acqua è un metallo naturale che si scioglie soprattutto nelle acque sotterranee povere di ossigeno, come pozzi e sorgenti private, per dilavamento di rocce e sedimenti. Il D.Lgs. 18/2023 lo classifica tra i parametri indicatori, con un valore di parametro di 50 µg/L (0,05 mg/L): non è quindi trattato come un rischio sanitario acuto, ma un superamento va comunque verificato, anche perché un’esposizione elevata e prolungata è oggetto di attenzione sanitaria, in particolare per i lattanti. La conferma arriva sempre da un’analisi di laboratorio.

Il manganese è uno dei metalli pesanti nell’acqua più diffusi nelle acque sotterranee italiane, ma con un profilo particolare: non è quasi mai legato a inquinamento umano, bensì alla geologia del sottosuolo, e la normativa lo tratta come parametro indicatore piuttosto che come sostanza tossica con soglia sanitaria diretta. Questa pagina inquadra cos’è il manganese, da dove arriva, quale valore di parametro fissa il D.Lgs. 18/2023, come riconoscerne gli effetti pratici e dove si trova più spesso, con i rimandi agli approfondimenti dedicati a salute, analisi, trattamento e singole fonti d’acqua.

In breve

  • Il manganese nell’acqua deriva quasi sempre da dissoluzione naturale di rocce, terreni e sedimenti, favorita da condizioni povere di ossigeno tipiche delle falde profonde.
  • Il D.Lgs. 18/2023 lo classifica tra i parametri indicatori (Allegato I, Parte C), con un valore di parametro di 50 µg/L (0,05 mg/L).
  • È più frequente in acqua di pozzo e di sorgente private che nell’acqua di acquedotto, già monitorata dal gestore.
  • I segnali più comuni sono macchie scure/nerastre su sanitari e bucato, sapore metallico e acqua che si scurisce dopo l’esposizione all’aria.
  • Manganese e ferro hanno origine e comportamento simili, ma non sono lo stesso parametro: valori di legge e colore dei depositi differiscono.
  • Un’esposizione elevata e prolungata al manganese è oggetto di attenzione sanitaria, in particolare per i neonati alimentati con latte artificiale.
  • La bollitura non elimina il manganese disciolto: serve un trattamento dedicato (demanganizzazione).
  • Solo un’analisi di laboratorio conferma la concentrazione reale e permette di scegliere il trattamento corretto.

Cos’è il manganese nell’acqua e da dove arriva

Il manganese è un elemento naturale, tra i metalli più abbondanti della crosta terrestre, presente in numerose rocce, terreni e sedimenti. Passa in soluzione nell’acqua soprattutto in ambienti chimicamente riducenti, cioè poveri di ossigeno: è il caso tipico delle falde profonde, dei pozzi e delle sorgenti captate direttamente dal sottosuolo, dove il manganese si scioglie più facilmente rispetto ad acque superficiali ben ossigenate.

A differenza di contaminanti come nitrati o alcuni antiparassitari, il manganese raramente segnala un inquinamento di origine antropica: la sua presenza dipende quasi sempre dalla geologia locale attraversata dall’acqua prima della captazione. Questo spiega perché la concentrazione possa variare molto da zona a zona, anche tra pozzi vicini, e perché sia un parametro ricorrente proprio nelle guide dedicate a fonti private come acqua di pozzo e acqua di sorgente.

Il valore di parametro secondo il D.Lgs. 18/2023

La risposta diretta è questa: il D.Lgs. 18/2023, che ha recepito la Direttiva UE 2020/2184 e sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001, colloca il manganese tra i parametri indicatori e fissa un valore di parametro di 50 µg/L (0,05 mg/L). Come per gli altri parametri indicatori, non si tratta di una soglia sanitaria diretta, ma di un riferimento che descrive la qualità tecnica e organolettica dell’acqua e la corretta gestione della filiera di distribuzione.

Aspetto Riferimento
Normativa attuale D.Lgs. 18/2023 (recepisce la Direttiva UE 2020/2184)
Normativa storica (abrogata) D.Lgs. 31/2001
Categoria del parametro Parametro indicatore (Allegato I, Parte C)
Valore di parametro manganese 50 µg/L (0,05 mg/L)
Ambito di applicazione Acquedotto pubblico e acque private a uso potabile

Il quadro normativo completo, con i criteri generali di potabilità e i controlli previsti, è trattato nella guida normativa acqua potabile in Italia (D.Lgs. 18/2023); per il contesto più ampio sulla sicurezza dell’acqua da bere si può partire dalla guida acqua potabile: cosa significa e quando è sicura da bere. Una definizione sintetica del parametro è disponibile anche nella voce di glossario dedicata al manganese.

Come si manifesta: segnali e differenze rispetto al ferro

Manganese e ferro sono spesso presenti insieme nelle stesse acque sotterranee, condividono origine geologica e meccanismo di ossidazione, ma non sono lo stesso parametro: hanno valori di legge diversi e producono depositi di colore diverso, utili come primo indizio ma mai come conferma.

Segnale Manganese Ferro
Colore del deposito Scuro, nerastro Rossastro, brunastro
Sapore Metallico, talvolta descritto come "amaro" Metallico, "di ruggine"
Comparsa Spesso dopo minuti/ore di esposizione all’aria Simile, ma reazione talvolta più rapida
Impianto Depositi in serbatoi, elettrodomestici, tubazioni Analoghi, con possibile intasamento progressivo
Valore di parametro (D.Lgs. 18/2023) 50 µg/L (0,05 mg/L) 200 µg/L (0,2 mg/L)

Esempio pratico

Una famiglia con pozzo privato nota da alcuni mesi aloni scuri, quasi nerastri, sul fondo del lavandino e piccole macchie persistenti sui capi bianchi lavati con l’acqua di casa. L’acqua, appena prelevata dal rubinetto, appare limpida, ma dopo una decina di minuti a contatto con l’aria assume una leggera opacità grigiastra. Sulla base di questi segnali la famiglia richiede un’analisi di potabilità che comprenda manganese e ferro: il referto conferma una concentrazione di manganese superiore al valore di parametro di 50 µg/L, con ferro entro i limiti. Non essendoci un’indicazione di rischio sanitario acuto, la priorità diventa individuare un trattamento di demanganizzazione dimensionato sul dato reale, per poi verificarne l’efficacia con una seconda analisi.

Manganese e salute: cosa sapere

Il manganese è un oligoelemento essenziale in piccole quantità nella dieta, ma un’esposizione elevata e prolungata attraverso l’acqua da bere è un aspetto seguito con attenzione dalle fonti sanitarie internazionali, in particolare per i lattanti alimentati con latte artificiale ricostituito con acqua ricca di manganese. Un approfondimento dedicato, con i riferimenti alle fonti disponibili, è nella guida manganese nell’acqua: effetti sulla salute.

Pozzo, sorgente o acquedotto: dove si trova più spesso

La risposta diretta è questa: il manganese è più frequente nelle acque sotterranee non trattate, come pozzi e sorgenti private, per la sua origine prevalentemente geologica; nell’acqua distribuita da un acquedotto pubblico è generalmente un parametro monitorato dal gestore, che ne verifica il rispetto del valore di parametro prima della distribuzione.

Questa distinzione orienta la ricerca della causa e delle priorità di controllo prima ancora del trattamento: i due contesti più frequenti sono approfonditi separatamente in manganese nell’acqua di pozzo: valori, rischi e soluzioni e manganese nell’acqua di sorgente: valori, rischi e soluzioni, utili soprattutto a chi si approvvigiona da una fonte privata non gestita da un acquedotto.

Come si toglie: cenni sui trattamenti

Una volta confermata la concentrazione con un’analisi, il trattamento più diffuso è la demanganizzazione: ossidazione del manganese (per aerazione o con un ossidante dosato) seguita da filtrazione, oppure filtri catalitici dedicati che trattengono il manganese sulla loro superficie. La scelta della tecnologia dipende dalla concentrazione di partenza, dalla presenza contemporanea di ferro e dalle caratteristiche chimiche complessive dell’acqua.

Il funzionamento delle diverse tecnologie è spiegato nel dettaglio nella guida alla demanganizzazione, mentre per un confronto pratico tra le soluzioni disponibili si può consultare come eliminare il manganese dall’acqua e qual è il miglior filtro per il manganese nell’acqua.

Come si analizza il manganese: cenni sul metodo

La determinazione del manganese in acqua si basa su tecniche di laboratorio dedicate all’analisi dei metalli, tipicamente la spettrometria. Un prelievo corretto del campione, che limiti l’ossidazione del manganese a contatto con l’aria prima della misura, è importante quanto il metodo analitico per ottenere un dato affidabile. Per impostare correttamente la richiesta, dal prelievo alla lettura del referto, la guida analisi manganese nell’acqua: metodo e costo è il riferimento operativo.

Domande frequenti

Cos’è il manganese nell’acqua e da dove arriva?

È un metallo naturale, tra i più diffusi nella crosta terrestre, che si scioglie nell’acqua sotterranea per dilavamento di rocce, terreni e sedimenti, soprattutto in condizioni povere di ossigeno tipiche di falde profonde, pozzi e sorgenti.

Qual è il valore limite di manganese nell’acqua potabile?

Il D.Lgs. 18/2023 fissa per il manganese un valore di parametro di 50 µg/L (0,05 mg/L), collocandolo tra i parametri indicatori dell’Allegato I, Parte C.

Il manganese nell’acqua è pericoloso per la salute?

Alle concentrazioni tipiche dell’acqua potabile non è considerato un rischio acuto, ma un’esposizione elevata e prolungata è oggetto di attenzione sanitaria, in particolare per i neonati alimentati con latte artificiale ricostituito. Per valutazioni specifiche il riferimento resta il pediatra, il medico o la ASL.

Come faccio a capire se la mia acqua contiene troppo manganese?

Macchie scure o nerastre su sanitari e bucato, sapore metallico o un’acqua che si scurisce dopo qualche minuto all’aria sono segnali indiretti, ma solo un’analisi di laboratorio conferma la concentrazione reale rispetto al valore di parametro.

Il manganese si trova più spesso nei pozzi o nell’acqua di rete?

È più frequente nelle acque sotterranee non trattate, come pozzi e sorgenti private, per la sua origine geologica; nell’acqua di acquedotto è generalmente monitorato e gestito dal gestore prima della distribuzione.

Bollire l’acqua elimina il manganese?

No, la bollitura non rimuove il manganese disciolto e non è un metodo affidabile per gestirlo. Occorre un trattamento dedicato, scelto solo dopo un’analisi che quantifichi la concentrazione presente.

Che differenza c’è tra manganese e ferro nell’acqua?

Sono due metalli con origine e comportamento chimico simili, spesso presenti insieme nelle stesse acque sotterranee, ma con caratteristiche diverse: il manganese forma tipicamente depositi scuri/nerastri, il ferro depositi rossastri, e i valori di parametro fissati dalla legge sono differenti.

Come si toglie il manganese dall’acqua?

Il trattamento più diffuso, chiamato demanganizzazione, combina ossidazione (per aerazione o con un ossidante) e filtrazione, oppure utilizza filtri catalitici dedicati; la scelta dipende dalla concentrazione di partenza, verificata con un’analisi.

Il manganese nell’acqua è un problema anche per i neonati?

Sì, è uno degli aspetti su cui le fonti sanitarie invitano a maggiore prudenza, soprattutto quando l’acqua serve a preparare il latte artificiale: in questi casi è opportuno far analizzare l’acqua e sentire il pediatra o la ASL territoriale.

Come si analizza il manganese in laboratorio?

Si utilizzano tecniche di laboratorio dedicate all’analisi dei metalli, tipicamente la spettrometria, su un campione prelevato secondo una procedura corretta che limiti l’ossidazione del manganese prima della misura.

In sintesi

Il manganese nell’acqua è un parametro di origine quasi sempre geologica, più frequente in pozzi e sorgenti private che nell’acquedotto pubblico: il D.Lgs. 18/2023 lo classifica come parametro indicatore con un valore di parametro di 50 µg/L, ma un’esposizione elevata e prolungata resta un aspetto da non sottovalutare, soprattutto per i neonati. Il punto di partenza corretto è sempre lo stesso: un’analisi di laboratorio che quantifichi la concentrazione reale, prima di scegliere qualsiasi trattamento.

Per orientarti tra i parametri da includere in un’analisi completa, parti dalla guida analisi dell’acqua: guida completa; se hai già notato segnali di manganese nella tua acqua, il passo più utile è richiedere un’analisi con LaboratorioAcqua, indicando origine e uso dell’acqua, eventualmente a partire dal pacchetto potabilità completa.

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