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ParametroCapitolo 3.101· 7 min di lettura

1,2-dicloroetano nell’acqua: cos’e, valori limite e rischi

1 2 dicloroetano nell acqua: cos’e, valori limite di legge, rischi e come ridurlo. Analisi in laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Il 1,2-dicloroetano (o 1,2-DCA) è un solvente clorurato industriale che può contaminare le falde acquifere e le acque superficiali per scarichi industriali o percolati. È tra i parametri organoclorurati normati dal D.Lgs. 18/2023 per l’acqua potabile: il valore limite è fissato in Allegato I e va verificato tramite analisi di laboratorio accreditato, poiché non è percepibile da odore o sapore a basse concentrazioni.

Il 1,2-dicloroetano è un parametro chimico organico che rientra nella famiglia degli organoclorurati industriali, distinta da quella dei sottoprodotti di disinfezione descritta nella guida contaminanti organici ed emergenti nell’acqua. A differenza di composti come il cloroformio nell’acqua o il tetracloroetilene nell’acqua, che spesso derivano da processi di disinfezione o sgrassaggio, il 1,2-dicloroetano origina quasi sempre da attività industriali a monte della rete idrica.

In breve

  • Il 1,2-dicloroetano (1,2-DCA) è un solvente clorurato sintetico, non un sottoprodotto della disinfezione con cloro.
  • Entra nelle acque per scarichi industriali, percolati di discarica o infiltrazioni in falda.
  • È un parametro chimico organico normato dal D.Lgs. 18/2023 per l’acqua potabile.
  • Non ha odore o sapore percepibile alle concentrazioni di interesse sanitario: serve l’analisi di laboratorio.
  • I pozzi privati vicino ad aree industriali o ex siti produttivi sono i più esposti al rischio.
  • La rilevazione richiede tecniche gascromatografiche specifiche per composti organoclorurati volatili.
  • Non esiste un rimedio domestico "automatico": l’efficacia di un trattamento va sempre verificata con analisi.
  • In caso di superamento del limite, la gestione ricade su gestore idrico, ASL e, per i pozzi privati, sul proprietario.

Cos’è il 1,2-dicloroetano

Il 1,2-dicloroetano è un composto organico volatile clorurato, utilizzato soprattutto come intermedio nella produzione industriale del cloruro di vinile e come solvente in diversi processi chimici. Non si forma naturalmente nell’acqua né come sottoprodotto della disinfezione: la sua presenza segnala quasi sempre una contaminazione di origine industriale o da discarica.

A differenza dei trialometani (di cui il cloroformio è il capostipite), che si formano dalla reazione tra cloro disinfettante e sostanze organiche naturali presenti nell’acqua — approfondito nella pagina su cloro residuo dell’acqua — il 1,2-dicloroetano è un contaminante "a monte": arriva nell’acqua da fuori, non si genera durante il trattamento con cloro o biossido di cloro (si veda anche biossido di cloro: come funziona).

Come il 1,2-dicloroetano entra nell’acqua

La contaminazione da 1,2-dicloroetano nelle acque, quando presente, è direttamente correlata a un’attività antropica di origine industriale. La risposta diretta è che il composto raggiunge le falde e le acque superficiali per sversamenti, scarichi non conformi, percolati di discarica o infiltrazioni in siti contaminati storici, e da lì può arrivare a pozzi privati o, più raramente, a captazioni per acquedotto.

Via di contaminazione Contesto tipico
Scarichi industriali non trattati Aree con impianti chimici o di trasformazione plastica
Percolato di discarica Discariche non impermeabilizzate o datate
Infiltrazione in falda Siti industriali dismessi o bonifiche in corso
Sversamenti accidentali Stoccaggi di solventi, cisterne, trasporti

Il limite di legge per il 1,2-dicloroetano

Il 1,2-dicloroetano rientra tra i parametri chimici organici disciplinati dal D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184 sulla qualità delle acque destinate al consumo umano e ha sostituito il previgente D.Lgs. 31/2001. Il valore limite numerico è definito in Allegato I al decreto: per il valore esatto occorre fare riferimento al testo normativo aggiornato, disponibile in Gazzetta Ufficiale, ed è opportuno che la sua verifica sia sempre affidata a un’analisi di laboratorio accreditato piuttosto che a valori riportati "a memoria".

Per un quadro generale sull’impianto normativo, la guida normativa acqua potabile in Italia (D.Lgs. 18/2023) illustra come sono strutturati i parametri e i controlli previsti per gestori e privati.

Perché il 1,2-dicloroetano non si "sente" nell’acqua

A differenza di alcuni contaminanti percepibili tramite odore o sapore (come un eccesso di cloro residuo), il 1,2-dicloroetano alle concentrazioni rilevanti per la salute non produce segnali sensoriali affidabili. Questo significa che l’assenza di odori o sapori anomali non è garanzia di assenza del composto: solo un’analisi di laboratorio con tecniche gascromatografiche specifiche per organoclorurati volatili può confermarne presenza e concentrazione.

Il metodo analitico, concettualmente, condivide la logica strumentale (separazione e rilevazione di composti in tracce) usata per altri organoclorurati volatili, ma richiede colonne e rilevatori dedicati rispetto, ad esempio, ai metodi colorimetrici usati per il cloro residuo — si veda come si misura il cloro residuo nell’acqua (metodo DPD) per un confronto con un parametro dalla logica di misura opposta.

Esempio pratico

Una famiglia con pozzo privato situato a poche centinaia di metri da un’area industriale dismessa, oggetto in passato di bonifica ambientale, decide di far analizzare l’acqua prima di usarla per uso potabile dopo anni di inutilizzo del pozzo. Il pannello analitico richiesto include, oltre ai parametri chimico-fisici e microbiologici di base, il gruppo dei composti organoclorurati volatili, tra cui il 1,2-dicloroetano, proprio per la storia del sito. Solo l’esito di laboratorio, confrontato con i limiti dell’Allegato I del D.Lgs. 18/2023, permette di stabilire se l’acqua sia idonea all’uso potabile o se siano necessari approfondimenti e, eventualmente, un trattamento.

Cosa fare in caso di superamento

Per l’acqua di acquedotto, un eventuale superamento è gestito dal gestore del servizio idrico integrato in coordinamento con ASL e Regione, secondo le procedure previste dal D.Lgs. 18/2023. Per un pozzo privato, la responsabilità della gestione ricade sul proprietario: la prima azione utile è ripetere e confermare l’analisi, individuare se possibile la fonte di contaminazione (anche con il supporto di ARPA per il contesto ambientale) e valutare, con un tecnico competente, se un trattamento specifico sia tecnicamente applicabile e sufficiente, oppure se sia preferibile un approvvigionamento alternativo.

Domande frequenti

Cos’è il 1,2-dicloroetano?

È un composto organico clorurato di sintesi, liquido volatile, usato come intermedio industriale (es. produzione di cloruro di vinile) e come solvente. Non è un contaminante naturale dell’acqua.

Come finisce il 1,2-dicloroetano nell’acqua?

Principalmente da scarichi industriali, sversamenti, percolati di discarica e infiltrazioni in falda in aree con attività industriali pregresse o in corso.

Il 1,2-dicloroetano nell’acqua ha un limite di legge?

Sì, è normato dal D.Lgs. 18/2023 tra i parametri chimici organici dell’acqua destinata al consumo umano; il valore numerico esatto è indicato in Allegato I al decreto.

Il 1,2-dicloroetano si sente nell’acqua da odore o sapore?

Alle concentrazioni rilevanti per la salute normalmente no: serve un’analisi di laboratorio specifica per rilevarlo, non basta l’esame organolettico.

Bere acqua con 1,2-dicloroetano fa male?

L’esposizione prolungata a concentrazioni superiori ai limiti desta attenzione sanitaria; per qualunque dubbio su effetti specifici rivolgersi a un medico o all’ASL territoriale, non è materia di autodiagnosi.

Come si analizza il 1,2-dicloroetano nell’acqua?

Con tecniche di gascromatografia abbinate a rilevatori specifici per composti organoclorurati volatili, in laboratorio accreditato.

Il filtro domestico elimina il 1,2-dicloroetano?

Alcuni sistemi con carboni attivi possono ridurre i composti organoclorurati volatili, ma l’efficacia va verificata con analisi prima e dopo il trattamento, non data per scontata.

Quando conviene analizzare l’acqua per 1,2-dicloroetano?

In presenza di pozzi privati vicino ad aree industriali, ex siti produttivi, discariche, oppure quando la rete acquedottistica attinge da falde con storico di contaminazione da solventi clorurati.

Il 1,2-dicloroetano è diverso dal cloroformio?

Sì: sono entrambi organoclorurati ma di origine e formazione diverse. Il cloroformio nasce spesso come sottoprodotto della disinfezione con cloro, il 1,2-dicloroetano è un contaminante industriale a monte, non un sottoprodotto di disinfezione.

In sintesi

Il 1,2-dicloroetano è un parametro da tenere in considerazione soprattutto in contesti con pozzi privati vicini ad aree industriali o siti storicamente contaminati, e la sua presenza non è rilevabile senza un’analisi di laboratorio dedicata. Per un quadro più ampio sui contaminanti organici, consulta la guida contaminanti organici ed emergenti nell’acqua o la panoramica su analisi dell’acqua: guida completa. Se vuoi verificare la tua acqua per questo e altri parametri organoclorurati, puoi richiedere un’analisi su misura tramite richiedi un’analisi, valutando anche il pacchetto potabilità completa per un controllo più ampio.

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