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GuidaCapitolo 2.13· 7 min di lettura

Analisi Acqua di cisterna e serbatoio: quali parametri controllare

Analisi Acqua di cisterna e serbatoio: quali parametri controllare. Guida pratica del laboratorio accreditato LaboratorioAcqua.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Per l’acqua di cisterna e di serbatoio è opportuno controllare almeno i parametri microbiologici (coliformi, Escherichia coli, conta batterica totale), i parametri chimico-fisici indicatori (torbidità, pH, conducibilità, ferro, rame) e, in caso di serbatoi datati o tubazioni in metallo, i metalli come rame e piombo. La combinazione di parametri dipende dall’uso dell’acqua (potabile o non potabile) e dallo stato dell’impianto.

In breve

  • L’acqua accumulata in cisterne e serbatoi può cambiare qualità rispetto a quella in ingresso, per effetto di ristagno, materiali di rivestimento e manutenzione.
  • I parametri microbiologici (coliformi, Escherichia coli, conta batterica) sono tra i primi da controllare, perché il ristagno favorisce la proliferazione batterica.
  • Tra i parametri chimico-fisici più utili ci sono torbidità, pH, conducibilità e la ricerca di metalli come rame e ferro.
  • Il tipo di materiale del serbatoio (cemento, vetroresina, acciaio, PVC) influenza il rischio di rilascio di specifiche sostanze.
  • Se l’acqua è destinata al consumo umano, il riferimento normativo è il D.Lgs. 18/2023, con i valori indicati nell’Allegato I.
  • Per usi non potabili (irrigazione, uso industriale, antincendio) i parametri da monitorare possono essere diversi e meno estesi.
  • Una pulizia periodica del serbatoio non sostituisce l’analisi di laboratorio: sono verifiche complementari.
  • Un pannello analitico ben calibrato su cisterna e serbatoio consente di intervenire prima che l’acqua diventi un problema per la salute o per l’impianto.

Perché l’acqua di cisterna e serbatoio richiede attenzioni specifiche

L’acqua stoccata in una cisterna o in un serbatoio non è statica come sembra: il tempo di permanenza, la temperatura, la luce e i materiali a contatto possono modificarne la composizione rispetto al momento del prelievo o del riempimento. Per questo motivo l’analisi dell’acqua di questi impianti richiede un approccio mirato, diverso da un semplice controllo dell’acqua di rete.

Le cisterne raccolgono spesso acqua piovana, di pozzo o di rete che viene poi stoccata per giorni o settimane. In questo intervallo possono comparire fenomeni come lo sviluppo di biofilm sulle pareti interne, la sedimentazione di particolato, la cessione di metalli da tubazioni o rivestimenti, e in alcuni casi la proliferazione algale se il serbatoio è esposto alla luce. I serbatoi interrati, invece, sono più soggetti a infiltrazioni di acque superficiali in caso di guarnizioni o coperture non a tenuta.

Parametri microbiologici: la prima verifica da fare

I parametri microbiologici sono generalmente la prima categoria da controllare in un’acqua stoccata, perché il ristagno è un fattore favorente per la crescita batterica; i principali indicatori sono coliformi totali, Escherichia coli, enterococchi e conta batterica totale a diverse temperature di incubazione.

La presenza di coliformi o di E. coli è un segnale storicamente associato a contaminazione di origine fecale o comunque a un difetto di tenuta dell’impianto (infiltrazioni, guarnizioni difettose, assenza di un adeguato ricambio). Questi parametri vengono ricercati con metodiche di filtrazione su membrana e successiva coltura, tecniche consolidate nei laboratori di microbiologia delle acque. Per un quadro più ampio sui parametri di riferimento, vedi la pagina sui parametri microbiologici dell’acqua e quella dedicata ai parametri microbiologici di legge.

Parametri chimico-fisici: cosa osservare oltre alla microbiologia

I parametri chimico-fisici principali da controllare in cisterne e serbatoi sono torbidità, pH, conducibilità elettrica, colore e odore; questi indicatori aiutano a capire lo stato generale dell’acqua e possono segnalare la necessità di approfondimenti su parametri più specifici, come i metalli.

La torbidità elevata suggerisce presenza di particolato in sospensione, spesso legato a sedimenti del fondo del serbatoio o a corrosione interna. Un pH anomalo può favorire la corrosione delle tubazioni metalliche, con conseguente rilascio di metalli nell’acqua stoccata. La conducibilità, infine, offre un’indicazione indiretta della mineralizzazione complessiva. Per un approfondimento sistematico vedi parametri chimico-fisici nell’acqua e la panoramica generale sui parametri dell’acqua potabile.

Metalli: rame e altri elementi da monitorare

Nei serbatoi con tubazioni o componenti in rame o ottone, il rame nell’acqua è un parametro da tenere sotto osservazione, soprattutto quando l’acqua rimane a lungo ferma a contatto con questi materiali. Un’analisi del rame mirata, eseguita con tecniche di spettrometria, permette di quantificare con precisione la concentrazione presente e confrontarla con i valori parametrici di riferimento.

Tabella riassuntiva dei parametri da considerare

Categoria Parametri indicativi Perché sono rilevanti per cisterne/serbatoi
Microbiologici Coliformi totali, E. coli, enterococchi, conta batterica Il ristagno favorisce la proliferazione batterica
Chimico-fisici Torbidità, pH, conducibilità, colore, odore Indicano lo stato generale e possibili criticità dell’impianto
Metalli Rame, ferro, piombo (se tubazioni datate) Possibile cessione da tubazioni, guarnizioni o rivestimenti
Radiologici Attività alfa e beta totale (in contesti specifici) Rilevanti in funzione della fonte e del contesto geologico

Parametri radiologici: quando approfondire

I parametri radiologici (come l’attività alfa e beta totale) non sono sempre necessari, ma diventano rilevanti quando la fonte di approvvigionamento è un pozzo in aree con particolari caratteristiche geologiche o quando la normativa di riferimento lo prevede per l’uso specifico dell’acqua.

Per i dettagli su questi parametri e sui criteri di riferimento, consulta la pagina dedicata ai parametri radiologici dell’acqua. In assenza di indicazioni specifiche legate al contesto, questo approfondimento non è sempre prioritario rispetto a microbiologia e chimico-fisica.

Esempio pratico: cisterna di raccolta acqua piovana per uso domestico

Una famiglia utilizza una cisterna interrata per raccogliere acqua piovana, destinata in parte a usi non potabili (irrigazione, lavaggi) e in parte, dopo un trattamento, all’uso in cucina. In questo scenario un pannello analitico ragionevole comprende: parametri microbiologici (per verificare l’assenza di contaminazione fecale), torbidità e pH (per valutare lo stato generale), e la ricerca di metalli se le tubazioni interne sono datate. Se l’acqua è destinata anche al consumo umano, il confronto va fatto con i valori parametrici del D.Lgs. 18/2023, e non con un giudizio empirico basato sull’aspetto o sull’odore dell’acqua.

Domande frequenti

Ogni quanto va analizzata l’acqua di una cisterna o di un serbatoio?

Non esiste una cadenza fissa valida per ogni caso: dipende dall’uso dell’acqua, dalla frequenza di riempimento e dallo stato dell’impianto. Un controllo periodico, soprattutto dopo pulizie o interventi, è comunque una buona prassi.

L’acqua di cisterna è potabile per legge?

Non automaticamente. Un’acqua diventa potabile solo se rispetta i valori parametrici del D.Lgs. 18/2023, verificati tramite analisi di laboratorio, indipendentemente dalla fonte di approvvigionamento.

Quali parametri indicano un serbatoio da pulire?

Torbidità elevata, presenza di coliformi o batteri, odori e colorazioni anomale sono segnali tipici che suggeriscono una verifica dello stato interno del serbatoio, oltre alle analisi di laboratorio.

Il rame nell’acqua di cisterna è pericoloso?

Il rame può derivare da tubazioni o componenti in lega e, a concentrazioni elevate, essere un parametro da monitorare. Solo un’analisi quantitativa specifica dice se il valore rientra nei limiti.

Serve analizzare anche i parametri radiologici?

Dipende dal contesto geologico e dalla fonte di approvvigionamento. In alcune aree può essere indicato un approfondimento sui parametri radiologici, da valutare caso per caso.

Cosa fare se l’acqua della cisterna serve per bere?

Se l’acqua è destinata al consumo umano è opportuno sottoporla a un pannello analitico completo comprendente parametri chimico-fisici, microbiologici e metalli, e attendere l’esito prima di consumarla, specie per bambini o donne in gravidanza.

Le cisterne interrate richiedono controlli diversi da quelle fuori terra?

Le cisterne interrate sono più esposte a infiltrazioni e ristagni, quindi meritano un’attenzione particolare ai parametri microbiologici, mentre quelle fuori terra risentono maggiormente di temperatura e luce, con possibile sviluppo algale.

Un’analisi rapida in campo sostituisce l’analisi di laboratorio?

No. I test rapidi (kit o strisce) offrono solo un’indicazione di massima; per un dato affidabile, soprattutto se l’acqua è per uso potabile, serve un’analisi in laboratorio accreditato.

In sintesi

Controllare l’acqua di una cisterna o di un serbatoio significa incrociare parametri microbiologici, chimico-fisici e, quando pertinente, metalli e parametri radiologici, calibrando la scelta sull’uso effettivo dell’acqua e sullo stato dell’impianto. Per approfondire il quadro generale, consulta la guida su acqua di cisterna e serbatoio e la panoramica sull’acqua potabile. Se vuoi verificare la qualità della tua acqua stoccata con un pannello analitico su misura, puoi richiedere l’analisi a LaboratorioAcqua, valutando anche il pacchetto potabilità completa per un controllo più esteso.

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