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LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
ParametroCapitolo 3.115· 11 min di lettura

Analisi Cromo VI nell’acqua: metodo e costo

Analisi cromo vi acqua: cos’e, valori limite di legge, rischi e come ridurlo. Analisi in laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

L’analisi del cromo VI (esavalente) nell’acqua è una prova di laboratorio che determina in modo selettivo questa specifica forma chimica del cromo, distinguendola dal cromo totale disciolto nel campione. Richiede un prelievo con contenitore idoneo e, in laboratorio, una tecnica capace di misurare il solo cromo esavalente, poiché una parte del cromo totale può essere presente come cromo trivalente, meno preoccupante dal punto di vista sanitario. Il risultato si confronta con i valori di riferimento del D.Lgs. 18/2023. Nessun costo è indicato qui: si rimanda sempre a un preventivo su misura.

L’analisi del cromo VI è una delle prove più richieste tra i metalli pesanti nell’acqua, soprattutto quando si sospetta una contaminazione di origine industriale o quando si vuole capire con precisione quale parte del cromo presente nel campione sia nella forma esavalente. In questa pagina il focus non è sul parametro in sé, già trattato altrove, ma sul percorso pratico per richiedere l’analisi: come avviene il prelievo, quale metodo distingue il cromo VI dal cromo totale, come si legge il referto e cosa fare in caso di superamento.

In breve

  • L’analisi del cromo VI misura in modo selettivo la frazione esavalente del cromo nel campione, distinguendola dal cromo totale, che comprende anche la forma trivalente.
  • Serve una tecnica di laboratorio capace di speciare il cromo, cioè di separare e quantificare la sola forma esavalente, diversa da quella usata per il cromo totale.
  • È particolarmente indicata quando la fonte è un pozzo privato vicino ad aree con attività industriali (concerie, galvaniche, metallurgia) o quando c’è un dubbio specifico sulla qualità dell’acqua di rubinetto.
  • Il prelievo richiede un contenitore idoneo, con accorgimenti per limitare la trasformazione del cromo VI in cromo III durante il trasporto e la conservazione.
  • Il risultato viene confrontato con i valori di riferimento del D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184.
  • Per un inquadramento generale del parametro, origine e valori limite, la pagina di riferimento è cromo VI nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi.
  • In caso di superamento, prima di ogni decisione è utile leggere gli effetti del cromo VI sulla salute e valutare le opzioni per eliminare il cromo VI dall’acqua.
  • Nessun costo è indicato in questa pagina: per un preventivo su misura si può richiedere l’analisi, eventualmente sul pacchetto metalli pesanti.

Cos’è l’analisi del cromo VI e perché è diversa dal cromo totale

L’analisi del cromo VI è una prova di laboratorio che quantifica in modo selettivo la forma esavalente del cromo, distinguendola dalle altre forme chimiche in cui questo elemento può presentarsi nell’acqua, in particolare la forma trivalente. È una determinazione diversa, per principio e per metodo, dall’analisi del cromo totale, che invece misura la somma di tutte le forme del metallo presenti nel campione senza distinguerle tra loro.

Il cromo, in natura e nell’acqua, può esistere principalmente in due stati di ossidazione: trivalente (Cr III) ed esavalente (Cr VI). Il cromo totale rilevato da un’analisi generica comprende entrambe le forme insieme; solo un’analisi dedicata alla speciazione permette di sapere quanta parte di quel totale sia effettivamente cromo esavalente, la forma su cui si concentra la maggiore attenzione sanitaria e normativa.

Prova Cosa misura Quando è indicata
Cromo totale Somma di tutte le forme del cromo presenti nel campione Screening generale, prima indicazione sulla presenza del metallo
Cromo VI (esavalente) Solo la frazione esavalente, separata dalle altre forme Sospetta origine industriale, approfondimento su un cromo totale già rilevato, contesti a maggiore attenzione sanitaria

Quando ha senso richiedere l’analisi del cromo VI

Conviene richiedere l’analisi del cromo VI quando la fonte d’acqua si trova in prossimità di attività industriali che storicamente utilizzano composti del cromo esavalente, come concerie, impianti galvanici o lavorazioni metallurgiche, oppure quando un’analisi del cromo totale ha già segnalato un valore da approfondire. È una prova mirata, spesso richiesta insieme al pannello più ampio dei metalli pesanti.

Fonte d’acqua Quando conviene analizzare il cromo VI Approfondimento
Pozzo privato o sorgente Consigliato in aree vicine a insediamenti industriali o dopo un cromo totale non nullo Cromo VI nell’acqua di pozzo
Acqua di rubinetto (rete domestica) Per verifica indipendente, dubbi specifici o dopo interventi sull’impianto Cromo VI nell’acqua di rubinetto
Acqua di acquedotto Per approfondimenti puntuali, oltre ai controlli già a carico del gestore Metalli pesanti nell’acqua

Come si preleva il campione

Il campionamento per l’analisi del cromo VI richiede un contenitore idoneo fornito dal laboratorio, con accorgimenti pensati per preservare la forma esavalente fino al momento dell’analisi: a differenza di altri metalli, il cromo VI può infatti ridursi a cromo III in determinate condizioni del campione, alterando il risultato se il prelievo e il trasporto non seguono le indicazioni corrette.

Il punto di prelievo si sceglie in base a cosa si vuole verificare: direttamente al pozzo o alla sorgente per valutare la qualità della falda, oppure al rubinetto di utilizzo per capire cosa arriva effettivamente al punto di consumo. Le istruzioni operative su contenitore, tempi di trasporto e conservazione vengono fornite insieme al kit oppure da un tecnico incaricato del sopralluogo, per chi preferisce non eseguire il prelievo da solo.

Il metodo di analisi in laboratorio

In laboratorio la determinazione del cromo VI richiede una tecnica capace di distinguere questa specifica forma chimica dalle altre, a differenza della misura del cromo totale che può basarsi su tecniche di spettrometria generiche per metalli in tracce. Tra gli approcci utilizzati per la speciazione del cromo rientrano i metodi colorimetrici basati sulla reazione con la difenilcarbazide, un reagente che sviluppa una colorazione specifica in presenza di cromo esavalente, e la cromatografia ionica abbinata a un rivelatore spettrometrico, che separa le specie del cromo prima della loro quantificazione.

Per chi richiede l’analisi non è necessario conoscere i dettagli strumentali: quello che conta è affidarsi a un laboratorio che applichi procedure tracciabili e verificabili. L’accreditamento secondo la norma di riferimento per i laboratori di prova, rilasciato in Italia da ente di accreditamento, è un elemento di affidabilità che attesta la competenza tecnica del laboratorio sulle prove incluse nel proprio scopo di accreditamento.

Valori limite e come si legge il referto

Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184, stabilisce i valori di riferimento per il cromo nell’acqua destinata al consumo umano. Per il valore numerico esatto, l’eventuale distinzione normativa tra cromo totale e cromo VI e il quadro completo, la pagina di riferimento è cromo VI nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi e la guida normativa acqua potabile in Italia (D.Lgs. 18/2023).

Il referto riporta, oltre al valore misurato, il metodo utilizzato, il limite di rilevabilità dello strumento e l’incertezza di misura associata al dato: informazioni utili per interpretare correttamente il risultato, in particolare quando il valore è vicino alla soglia di riferimento.

Esempio pratico

Un’azienda agricola utilizza un pozzo privato per l’irrigazione e, saltuariamente, anche per uso domestico, in una zona in cui sorgeva in passato un piccolo insediamento industriale. Un’analisi del cromo totale eseguita in precedenza aveva mostrato un valore non nullo, senza però chiarire quale forma di cromo fosse effettivamente presente. Per approfondire, l’azienda richiede una determinazione specifica del cromo VI, all’interno del pacchetto metalli pesanti. Il laboratorio fornisce il contenitore idoneo e le istruzioni per il prelievo, sottolineando l’importanza di rispettare i tempi di trasporto indicati. Una volta analizzato il campione con una tecnica di speciazione, il referto riporta separatamente il valore di cromo VI a confronto con il valore di riferimento di legge, permettendo all’azienda di capire con precisione la natura del rischio e, se necessario, di valutare insieme al laboratorio le soluzioni più adatte descritte nella pagina come eliminare il cromo VI dall’acqua.

Cosa fare in caso di superamento

Se il referto segnala un valore di cromo VI superiore al valore di riferimento, la prima cosa da fare è interrompere l’uso potabile dell’acqua finché la situazione non è chiarita, e valutare insieme al laboratorio l’origine del dato, in particolare eventuali fonti industriali nelle vicinanze. Solo successivamente ha senso considerare soluzioni di trattamento o fonti alternative, descritte nella pagina come eliminare il cromo VI dall’acqua. Gli aspetti sanitari legati all’esposizione sono approfonditi in cromo VI nell’acqua: effetti sulla salute.

Domande frequenti

Cos’è l’analisi del cromo VI e in cosa differisce da quella del cromo totale?

L’analisi del cromo VI determina in modo selettivo la sola frazione esavalente del cromo presente nel campione, mentre l’analisi del cromo totale misura la somma di tutte le forme del metallo, comprese quella trivalente ed esavalente. Sono due prove distinte, con metodi di laboratorio differenti.

Quanto costa l’analisi del cromo VI nell’acqua?

Il costo dipende dal pacchetto scelto, ad esempio solo cromo VI oppure l’intero pannello dei metalli pesanti, e dalla modalità di prelievo. LaboratorioAcqua fornisce un preventivo su misura dopo aver valutato fonte e uso previsto dell’acqua.

Quando ha senso richiedere l’analisi del cromo VI invece che solo il cromo totale?

Conviene richiederla in presenza di sospetta contaminazione industriale (concerie, galvaniche, industria metallurgica) nelle vicinanze, oppure quando si vuole capire quanta parte del cromo totale rilevato sia nella forma esavalente, di maggiore interesse sanitario.

Come si preleva il campione per l’analisi del cromo VI?

Serve un contenitore idoneo fornito dal laboratorio, spesso con accorgimenti specifici per preservare la forma chimica esavalente durante il trasporto, poiché il cromo VI può trasformarsi in cromo III in presenza di determinate condizioni del campione.

Con quale metodo si analizza il cromo VI in laboratorio?

Si utilizzano tecniche capaci di distinguere la specie esavalente dalle altre forme di cromo, come metodi colorimetrici basati sulla reazione con la difenilcarbazide oppure la cromatografia ionica abbinata a rivelazione spettrometrica, a seconda della strumentazione del laboratorio.

Quanto tempo serve per avere il referto dell’analisi cromo VI?

I tempi variano in base al laboratorio e al carico di lavoro del periodo. LaboratorioAcqua comunica un’indicazione dei tempi al momento della richiesta, così da poter organizzare il prelievo di conseguenza.

Cosa succede se il referto mostra un superamento del valore di riferimento?

Il referto segnala la non conformità per questo specifico parametro. È opportuno interrompere l’uso potabile dell’acqua fino a un approfondimento, valutare la causa con il laboratorio e, per le implicazioni sanitarie, rivolgersi al medico curante o all’ASL territoriale.

L’analisi del cromo VI è inclusa nel pannello metalli pesanti standard?

Dipende dal pacchetto: alcuni pannelli includono il cromo totale, altri prevedono anche la determinazione specifica del cromo esavalente. È bene verificarlo al momento della richiesta se l’interesse è mirato proprio a questa forma chimica.

Un test rapido fai-da-te può sostituire l’analisi di laboratorio per il cromo VI?

No. I kit fai-da-te, quando disponibili, offrono al massimo un’indicazione di massima e non hanno l’affidabilità né la selettività necessarie a distinguere correttamente il cromo esavalente dalle altre forme del metallo. Per un dato utilizzabile serve un’analisi in laboratorio accreditato.

In sintesi

L’analisi del cromo VI è una prova mirata e distinta dall’analisi del cromo totale: serve a capire, con una tecnica di speciazione, quanta parte del cromo presente nell’acqua sia nella forma esavalente, quella su cui si concentra la maggiore attenzione sanitaria. È particolarmente indicata in prossimità di attività industriali che storicamente utilizzano composti del cromo, o come approfondimento dopo un’analisi del cromo totale non nulla. Il percorso corretto prevede un prelievo con contenitore idoneo e accorgimenti specifici per la stabilità del campione, un’analisi in laboratorio con tecniche di speciazione affidabili e la lettura del referto rispetto ai valori di riferimento del D.Lgs. 18/2023, con il supporto del laboratorio in caso di superamento. Per un quadro più ampio è utile anche la guida metalli pesanti nell’acqua: guida completa. Per attivare un’analisi del cromo VI sulla propria acqua è possibile richiedere l’analisi, indicando fonte e uso previsto: LaboratorioAcqua fornisce le istruzioni per il prelievo e un preventivo su misura, anche sul pacchetto metalli pesanti.

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