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LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
Come fareCapitolo 5.3· 12 min di lettura

Campionamento per analisi chimica

Campionamento per analisi chimica: procedura passo per passo, errori da evitare e consigli del laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Il campionamento per l’analisi chimica richiede contenitori puliti e idonei al parametro (vetro o plastica a seconda dei casi), talvolta con l’aggiunta di un conservante che stabilizza il campione fino al momento della misura, e un riempimento che rispetti il volume indicato dal laboratorio, spesso senza aria residua per i parametri volatili. A differenza della microbiologia, la sterilità non è richiesta, ma vanno rispettati con precisione contenitore, conservante e tempi di conservazione specifici per ogni parametro chimico.

In breve

  • Il campionamento per l’analisi chimica non richiede sterilità, ma contenitori idonei, puliti e talvolta addizionati con un conservante specifico per il parametro.
  • Il materiale del contenitore (vetro o plastica) e il tipo di tappo vanno scelti in base a cosa si deve misurare, perché alcune sostanze possono interagire con le pareti del recipiente.
  • Alcuni parametri, come i composti organici volatili, richiedono un riempimento senza aria residua per evitare che passino in fase gassosa.
  • I tempi di conservazione variano molto da parametro a parametro: alcuni restano stabili per giorni, altri per poche ore.
  • Parametri come pH, temperatura e conducibilità sono spesso più affidabili se misurati direttamente sul posto, perché tendono a variare durante il trasporto.
  • Un unico pannello di analisi chimiche può richiedere più contenitori distinti, ciascuno preparato per il parametro specifico.
  • Il prelievo può essere eseguito dall’utente seguendo le istruzioni del laboratorio oppure da un tecnico, a seconda della complessità del punto di prelievo e delle esigenze di tracciabilità.

Questa pagina applica al caso della chimica i principi generali descritti nella guida sui principi del campionamento dell’acqua e si inserisce nel percorso più ampio di analisi dell’acqua: guida completa. Per i parametri microbiologici, che richiedono sterilità e tempi di consegna più stretti, la procedura è descritta nella pagina sul campionamento per l’analisi microbiologica; per i metalli pesanti, che hanno regole di conservazione proprie, si veda la guida dedicata al campionamento per metalli pesanti.

Cosa distingue il campionamento chimico da quello microbiologico

Il campionamento per l’analisi chimica si concentra su contenitore idoneo, eventuale conservante e tempi di conservazione, mentre non richiede la sterilità assoluta necessaria per la microbiologia. La differenza nasce dalla natura del parametro: un ione o una molecola chimica non si moltiplica come un batterio, ma può comunque trasformarsi, precipitare, volatilizzare o reagire con il contenitore se le condizioni di prelievo e conservazione non sono corrette.

Questo significa che gli errori tipici sono diversi da quelli microbiologici: non tanto la contaminazione da contatto, quanto la scelta del contenitore sbagliato, l’assenza di un conservante necessario o un tempo di attesa troppo lungo prima della consegna. Per questo motivo il laboratorio indica, parametro per parametro, quale flacone usare e come trattarlo dopo il prelievo.

Contenitori e conservanti per i parametri chimici

Il contenitore giusto dipende dal parametro: si usa vetro per le sostanze che potrebbero interagire con la plastica, plastica per altri parametri, e in alcuni casi il flacone contiene già un conservante aggiunto dal laboratorio prima della consegna all’utente. La scelta del materiale e dell’eventuale conservante non è standardizzabile in un’unica regola, perché varia in base a cosa si deve misurare.

Tipo di parametro Contenitore tipico Nota sulla conservazione
Parametri chimico-fisici generali (durezza, cloruri, solfati, nitrati) Plastica o vetro pulito In genere non serve conservante; conservazione al fresco
Composti organici volatili Vetro con tappo a tenuta Riempimento senza aria residua, per evitare la volatilizzazione
Parametri sensibili alla luce Vetro scuro o contenitore avvolto Protezione dalla luce diretta durante trasporto e attesa
Parametri che richiedono stabilizzazione chimica Contenitore con conservante pre-dosato dal laboratorio Il conservante va aggiunto solo dal laboratorio, mai improvvisato dall’utente

Per i dettagli su tipologie, volumi e materiali dei contenitori, la guida di riferimento è contenitori e materiali per il campionamento.

La procedura di prelievo passo per passo

Per l’analisi chimica generale il prelievo segue una sequenza semplice ma precisa: scegliere il punto rappresentativo, sciacquare (quando previsto) il contenitore con l’acqua da campionare, riempire fino al livello indicato ed etichettare subito il flacone. Rispettare l’ordine dei passaggi riduce il rischio di errori che comprometterebbero il risultato analitico.

  1. Scegli il punto di prelievo coerente con l’obiettivo dell’analisi, come descritto nella guida su come scegliere il punto di prelievo.
  2. Fai scorrere l’acqua per qualche istante, se indicato dal laboratorio, per eliminare l’acqua stagnante nel tratto terminale della tubatura.
  3. Verifica il tipo di contenitore: se contiene già un conservante, non sciacquarlo con l’acqua da campionare, perché diluiresti o eliminerebbe il conservante stesso; se invece è un contenitore pulito senza conservante, un breve risciacquo con l’acqua da prelevare è spesso indicato.
  4. Riempi il contenitore fino al livello richiesto: senza aria residua per i parametri volatili, con un margine per altri parametri, secondo le istruzioni ricevute.
  5. Chiudi bene il tappo ed etichetta il flacone con data, ora, punto di prelievo e parametro richiesto, soprattutto se stai preparando più contenitori nella stessa sessione.
  6. Misura sul posto, quando richiesto, i parametri più instabili come pH, temperatura e conducibilità, annotando il valore accanto all’etichetta del campione.
  7. Conserva il campione secondo le indicazioni ricevute (al fresco, al buio) e consegnalo al laboratorio entro il tempo indicato per il parametro specifico.

Esempio pratico

Un’azienda deve far analizzare l’acqua di un pozzo a uso industriale, con un pannello che comprende parametri chimico-fisici generali (durezza, cloruri, solfati) e alcuni composti organici volatili legati a un’attività produttiva vicina. Il laboratorio fornisce due tipologie di flaconi: contenitori in plastica per i parametri generali, da riempire lasciando un piccolo margine d’aria, e flaconi in vetro con tappo a tenuta per i composti volatili, da riempire completamente senza bolle d’aria. Il tecnico incaricato misura sul posto pH, temperatura e conducibilità, annotando i valori, quindi preleva i due gruppi di campioni separatamente, li etichetta con punto di prelievo e orario, e li consegna in laboratorio in giornata mantenendoli al fresco durante il trasporto. La separazione tra le due tipologie di contenitore evita che un errore di conservazione su un parametro comprometta anche gli altri.

Tempi di conservazione: perché variano tanto da parametro a parametro

I tempi entro cui un campione chimico resta rappresentativo dell’acqua originale variano molto in base al parametro: alcuni restano stabili per giorni se conservati correttamente, altri cambiano già dopo poche ore. Questa variabilità dipende dalla reattività chimica della sostanza, dalla sua sensibilità alla luce o alla temperatura e dalla presenza di attività biologica residua nel campione che può consumare o trasformare alcune specie chimiche.

Fattore che può alterare il campione Effetto tipico
Temperatura elevata durante il trasporto Accelera reazioni chimiche e attività biologica residua
Esposizione alla luce Può degradare parametri fotosensibili
Aria residua nel contenitore per parametri volatili Favorisce la perdita del composto per volatilizzazione
Tempo eccessivo tra prelievo e analisi Alcuni parametri si stabilizzano su nuovi equilibri chimici, non rappresentativi del momento del prelievo

Parametri che conviene misurare direttamente sul posto

Alcuni parametri chimico-fisici, in particolare pH, temperatura e conducibilità, sono più affidabili se misurati al momento del prelievo, perché possono variare in modo significativo durante il trasporto del campione, per esempio a causa degli scambi gassosi con l’aria o della variazione di temperatura. Per questi parametri, un valore letto in campo con strumentazione idonea è spesso più rappresentativo di una misura eseguita ore dopo in laboratorio su un campione ormai equilibrato con l’ambiente.

Questo non significa che l’analisi in laboratorio sia meno accurata: significa che, per alcuni parametri, il momento della misura è parte integrante dell’accuratezza del dato. Il laboratorio indica quali parametri convenga misurare sul posto in base al pannello richiesto e alle caratteristiche del punto di prelievo.

Errori più comuni nel campionamento chimico

Gli errori più frequenti riguardano l’uso del contenitore sbagliato per il parametro, l’assenza di un conservante necessario, il riempimento non corretto per i parametri volatili e tempi di consegna troppo lunghi rispetto a quanto indicato dal laboratorio. A differenza della microbiologia, il rischio principale non è la contaminazione da contatto, ma la scelta o l’uso scorretto del contenitore.

  • Usare un contenitore generico invece di quello indicato per il parametro specifico.
  • Sciacquare con l’acqua da campionare un flacone che contiene già un conservante, diluendolo o eliminandolo.
  • Lasciare aria residua in un contenitore destinato ai composti volatili.
  • Esporre il campione al sole o a temperature elevate durante il trasporto.
  • Mescolare in uno stesso flacone parametri che richiedono contenitori diversi.
  • Ritardare la consegna oltre il tempo massimo indicato per il parametro.

La guida generale sugli errori di campionamento da evitare approfondisce questi aspetti anche per gli altri tipi di analisi.

Auto-campionamento o prelievo tecnico

Per l’analisi chimica generale, l’auto-campionamento è spesso una soluzione praticabile se si seguono con precisione le istruzioni del laboratorio su contenitori, conservanti ed eventuali misure da eseguire sul posto. Per punti di prelievo tecnicamente complessi, pannelli con molti parametri diversi o situazioni in cui il referto deve avere valore documentale, un prelievo tecnico riduce il rischio di errori nella scelta del contenitore o nel rispetto dei tempi.

La guida su auto-campionamento o prelievo tecnico aiuta a valutare l’opzione più adatta, mentre la checklist di campionamento scaricabile è un supporto pratico per chi esegue il prelievo in autonomia.

Domande frequenti

Serve un contenitore sterile per l’analisi chimica dell’acqua?

No, non serve la sterilità: basta un contenitore pulito e idoneo al parametro da misurare, fornito o indicato dal laboratorio. La sterilità è invece obbligatoria per le analisi microbiologiche.

Perché a volte serve un conservante nel contenitore?

Perché alcuni parametri chimici cambiano nel tempo se il campione non viene stabilizzato: un acido può bloccare precipitazioni o adsorbimenti, un tampone può fermare reazioni biologiche. Il laboratorio fornisce contenitori già preparati con il conservante corretto quando serve.

Devo riempire il contenitore fino all’orlo?

Dipende dal parametro. Per i composti volatili il contenitore va riempito senza lasciare aria residua, per evitare che il composto passi in fase gassosa; per altri parametri chimici un piccolo spazio d’aria non è un problema. Segui sempre le istruzioni del laboratorio per il parametro richiesto.

Quanto tempo posso aspettare prima di consegnare il campione al laboratorio?

Meno tempo passa, meglio è: alcuni parametri chimici restano stabili per giorni se conservati correttamente, altri cambiano in poche ore. Il laboratorio indica il tempo massimo accettabile per ogni parametro al momento della richiesta.

Il campionamento chimico è diverso da quello per i metalli pesanti?

Sì: per i metalli pesanti servono in genere contenitori specifici e un’acidificazione dedicata per evitare che il metallo si depositi sulle pareti del contenitore, con regole proprie descritte nella pagina dedicata al campionamento per metalli pesanti.

Posso usare una bottiglia di plastica qualunque per il campione?

No: alcune sostanze possono migrare dal contenitore all’acqua o viceversa. Il materiale (vetro o plastica) e il tipo di tappo vanno scelti in base al parametro, seguendo le indicazioni del laboratorio.

Cosa succede se il campione chimico non viene conservato correttamente?

Il risultato può non rappresentare più l’acqua reale: alcuni parametri possono aumentare o diminuire per reazioni chimiche o biologiche che proseguono dopo il prelievo, portando a un referto non attendibile.

Posso fare da solo il prelievo per l’analisi chimica?

In molti casi sì, seguendo con precisione le istruzioni del laboratorio su contenitore, eventuale conservante e tempi di consegna. Per punti di prelievo complessi o analisi con valore probatorio è preferibile un prelievo tecnico.

I parametri chimico-fisici come pH e conducibilità si misurano sul campione in laboratorio o sul posto?

Alcuni parametri, come pH, temperatura e conducibilità, sono più affidabili se misurati sul posto al momento del prelievo, perché possono variare rapidamente durante il trasporto. Il laboratorio indica quali misure convenga eseguire in campo.

Un unico campione basta per tutti i parametri chimici richiesti?

Non sempre: parametri diversi possono richiedere contenitori e conservanti diversi, quindi spesso servono più flaconi dallo stesso punto di prelievo, ciascuno preparato per il parametro specifico. Il laboratorio indica quanti contenitori servono in base al pannello richiesto.

In sintesi

Il campionamento per l’analisi chimica non richiede la sterilità della microbiologia, ma pretende comunque precisione: contenitore idoneo al parametro, eventuale conservante fornito dal laboratorio, riempimento corretto (senza aria residua per i composti volatili) e rispetto dei tempi di conservazione indicati per ogni analita. I principi generali validi per ogni tipo di prelievo sono descritti nella guida sui principi del campionamento dell’acqua, mentre per un quadro completo dei parametri e dei riferimenti normativi resta utile la guida alla normativa acqua potabile in Italia (D.Lgs. 18/2023).

Se stai per far analizzare la tua acqua, il modo migliore per procedere è chiarire con il laboratorio quali parametri chimici ti interessano, così da ricevere i contenitori corretti e le istruzioni specifiche per ciascuno: puoi farlo richiedendo l’analisi, indicando la fonte dell’acqua e l’uso a cui è destinata, oppure valutare un pannello completo come potabilità completa se vuoi un quadro d’insieme della qualità chimica e microbiologica dell’acqua.

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