Vai al contenuto
LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
Come fareCapitolo 3.77· 6 min di lettura

Come eliminare Tetracloroetilene dall’acqua

Come eliminare Tetracloroetilene dall’acqua: procedura passo per passo, errori da evitare e consigli del laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Il tetracloroetilene (PCE) si elimina dall’acqua potabile principalmente con filtrazione a carboni attivi granulari (GAC), efficace per gli idrocarburi clorurati volatili, oppure con sistemi di aerazione (air stripping) che sfruttano la sua alta volatilità. La scelta corretta del trattamento dipende dalla concentrazione reale, misurabile solo con un’analisi di laboratorio accreditata. Nessun intervento va installato senza prima quantificare il problema.

Il tetracloroetilene (o percloroetilene, PCE) è un solvente clorurato che può contaminare le falde acquifere, in particolare vicino ad aree industriali o lavanderie a secco. Prima di scegliere una soluzione di trattamento conviene inquadrare il parametro nel contesto più ampio dei contaminanti organici ed emergenti nell’acqua e, se non lo si è già fatto, leggere la scheda dedicata a tetracloroetilene nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi per capire cosa si sta effettivamente trattando.

In breve

  • Il tetracloroetilene si rimuove principalmente con carboni attivi granulari (GAC) o con air stripping (aerazione forzata).
  • L’osmosi inversa può contribuire, ma va abbinata a un pretrattamento a carboni attivi.
  • Nessun trattamento va scelto “a occhio”: serve prima un’analisi di laboratorio che quantifichi la concentrazione reale.
  • I filtri brocca standard offrono al massimo una riduzione parziale, non affidabile come unica soluzione.
  • L’ebollizione non è un metodo di trattamento adatto per i solventi clorurati volatili.
  • Dopo l’installazione di un sistema di trattamento serve un controllo periodico dell’efficienza.
  • In caso di esposizione nota o sospetta, il riferimento è sempre medico curante o ASL, non il fai-da-te.
  • Il percorso corretto segue sempre l’ordine: analisi → interpretazione del dato → scelta tecnologia → verifica.

Come si elimina il tetracloroetilene dall’acqua: le tecnologie

I sistemi più utilizzati per abbattere il tetracloroetilene sono la filtrazione a carboni attivi granulari (GAC), che adsorbe la molecola organica sulla superficie del carbone, e l’air stripping, che sfrutta l’elevata volatilità del composto trasferendolo dall’acqua all’aria. La scelta tra le due dipende da portata, concentrazione iniziale e destinazione d’uso dell’acqua.

Tecnologia Come funziona Quando è indicata Limiti principali
Carboni attivi granulari (GAC) Adsorbimento della molecola organica sulla superficie porosa del carbone Concentrazioni da basse a medie, uso domestico o punto d’uso Il carbone si esaurisce e va sostituito periodicamente
Air stripping (aerazione) Trasferimento del composto volatile dall’acqua alla corrente d’aria Impianti con portate maggiori, trattamenti centralizzati Richiede impianti dedicati e gestione dell’aria esausta
Osmosi inversa Membrana semipermeabile che trattiene molecole disciolte Trattamento combinato con altri contaminanti Va sempre abbinata a un pretrattamento a carboni attivi

Perché serve prima un’analisi e non un trattamento generico

Prima di installare qualsiasi filtro è necessario un dato analitico affidabile: senza sapere la concentrazione di partenza non si può dimensionare correttamente il sistema né verificarne l’efficacia nel tempo. Un trattamento sottodimensionato lascia passare il contaminante, uno sovradimensionato è uno spreco di risorse.

Il tetracloroetilene, a basse concentrazioni, non altera in modo percepibile odore o sapore dell’acqua: non ci si può quindi affidare ai sensi per capire se è presente. L’analisi va richiesta con metodiche specifiche per i composti organici volatili (VOC), diverse da quelle usate per i parametri microbiologici o i metalli. Per un quadro più ampio conviene inserire questa verifica in un pannello analitico più completo, come previsto dal pacchetto potabilità completa, che permette di valutare il tetracloroetilene insieme ad altri parametri rilevanti secondo il D.Lgs. 18/2023.

Cosa non funziona

Alcuni metodi diffusi per altri contaminanti non sono adatti al tetracloroetilene:

  • Bollitura: non lo elimina e può favorire il rilascio di vapori nell’ambiente chiuso della cucina.
  • Disinfezione con cloro o biossido di cloro: agisce sui microrganismi, non sui composti organici volatili come il PCE (approfondisci la differenza in biossido di cloro: come funziona).
  • Brocche filtranti generiche: possono offrire una riduzione parziale ma senza garanzia di efficacia costante e verificata nel tempo.

Esempio pratico

Una famiglia con pozzo privato in una zona periferica, vicino a un ex insediamento industriale, richiede un’analisi completa dell’acqua dopo aver saputo di possibili contaminazioni da solventi nella zona. Il laboratorio rileva tracce di tetracloroetilene a una concentrazione contenuta ma non trascurabile. Sulla base del referto, viene consigliato un sistema a carboni attivi granulari dimensionato sulla portata dell’abitazione, con sostituzione del filtro a intervalli definiti e un controllo analitico di verifica dopo l’installazione, ripetuto poi periodicamente. Senza il dato di partenza, la famiglia avrebbe potuto installare un filtro sottodimensionato, convinta erroneamente di aver risolto il problema.

Manutenzione e verifica del trattamento nel tempo

Un sistema di trattamento installato correttamente non è una soluzione permanente senza manutenzione: i carboni attivi si saturano e perdono capacità di adsorbimento, mentre gli impianti di aerazione richiedono controlli periodici sulle componenti meccaniche. È buona pratica programmare controlli analitici a intervalli regolari per verificare che il trattamento continui a funzionare come previsto, così come per il cloro residuo e altri parametri soggetti a monitoraggio con analisi di laboratorio.

Domande frequenti

Qual è il modo più efficace per eliminare il tetracloroetilene dall’acqua?

I carboni attivi granulari (GAC) e l’air stripping sono le tecnologie più utilizzate; la scelta dipende dalla concentrazione rilevata e dall’uso dell’acqua (domestico o potabile).

Un semplice filtro brocca elimina il tetracloroetilene?

Solo alcuni filtri brocca con carboni attivi di qualità possono ridurlo parzialmente, ma non garantiscono un abbattimento affidabile senza verifica analitica.

L’ebollizione elimina il tetracloroetilene dall’acqua?

No: bollire l’acqua può addirittura favorire la volatilizzazione in ambienti chiusi senza eliminarlo dall’acqua in modo controllato, quindi non è un metodo raccomandato.

Come faccio a sapere se la mia acqua contiene tetracloroetilene?

Solo un’analisi chimica di laboratorio specifica per composti organici volatili clorurati può confermarne la presenza e la concentrazione.

I filtri a osmosi inversa rimuovono il tetracloroetilene?

L’osmosi inversa può contribuire alla rimozione, ma va sempre abbinata a un pretrattamento a carboni attivi e a una manutenzione regolare delle membrane.

Quanto dura un filtro a carboni attivi per il tetracloroetilene?

Dipende dalla concentrazione del contaminante, dalla portata d’acqua e dal tipo di carbone: solo un’analisi periodica conferma se il filtro sta ancora trattenendo il composto.

È pericoloso bere acqua con tetracloroetilene?

Non è possibile fornire valutazioni di rischio individuali: in caso di dubbio o esposizione nota, ci si deve rivolgere al medico curante o all’ASL territoriale.

Dopo l’installazione di un filtro, devo rifare l’analisi?

Sì: è necessario verificare periodicamente l’efficacia del trattamento con un nuovo controllo analitico, poiché l’efficienza dei carboni attivi decresce nel tempo.

In sintesi

Eliminare il tetracloroetilene dall’acqua richiede sempre lo stesso percorso: prima analisi, poi scelta tecnologica motivata dal dato reale, poi verifica periodica. Prima di installare qualsiasi filtro, è possibile richiedere un’analisi dell’acqua con il pacchetto potabilità completa di LaboratorioAcqua, per avere un quadro chiaro sulla presenza di solventi clorurati e di altri parametri previsti dalla normativa vigente.

Vuoi analizzare la tua acqua?

Ti consigliamo il controllo «Potabilità Completa». Richiedi un preventivo gratuito e senza impegno.

Richiedi analisi Vedi cosa include il pacchetto Potabilità Completa