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GlossarioCapitolo 12.72· 6 min di lettura

Sottoprodotti della disinfezione: definizione

glossario sottoprodotti della disinfezione nell’analisi dell’acqua. Definizione chiara e significato pratico.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua

Risposta rapida

I sottoprodotti della disinfezione (DBP) sono composti chimici che si formano quando i disinfettanti utilizzati per rendere potabile l’acqua, in particolare il cloro e i suoi derivati, reagiscono con la materia organica e altre sostanze presenti nell’acqua grezza. Tra i più noti vi sono i trialometani e gli acidi aloacetici, parametri monitorati nei controlli di potabilità secondo il D.Lgs. 18/2023.

Voce del glossario dell’analisi dell’acqua di LaboratorioAcqua, dedicata a un termine tecnico-normativo utile per interpretare correttamente i referti di analisi.

In breve

  • I sottoprodotti della disinfezione (in inglese disinfection by-products, DBP) sono composti chimici generati dalla reazione tra disinfettanti e materia organica presente nell’acqua.
  • Il cloro è il disinfettante più diffuso e anche quello maggiormente associato alla formazione di questi composti.
  • I trialometani (THM) e gli acidi aloacetici sono le famiglie di DBP più monitorate.
  • Il D.Lgs. 18/2023 disciplina i parametri chimici da controllare nell’acqua destinata al consumo umano.
  • La formazione dei DBP dipende da dosaggio del disinfettante, tempo di contatto, temperatura e carico organico dell’acqua.
  • Per la ricerca analitica si utilizzano tecniche di gascromatografia e spettrometria di massa.
  • Non tutti i metodi di disinfezione producono gli stessi sottoprodotti: cloro, biossido di cloro e ozono generano composti diversi.
  • La valutazione della conformità rispetto ai limiti normativi richiede un campionamento corretto e un’aliquota rappresentativa.

Definizione e origine dei sottoprodotti della disinfezione

I sottoprodotti della disinfezione sono composti chimici che si formano quando un disinfettante, tipicamente il cloro, reagisce con la materia organica naturale (acidi umici e fulvici) presente nell’acqua grezza. Il fenomeno è noto dagli anni ’70 ed è oggi oggetto di monitoraggio normativo strutturato.

La disinfezione è un passaggio essenziale nel trattamento dell’acqua per garantirne la sicurezza microbiologica, ma il processo può innescare reazioni chimiche secondarie. Più elevato è il contenuto di materia organica nell’acqua da trattare, maggiore è il potenziale di formazione di questi composti. Per questo motivo i gestori degli acquedotti lavorano anche sulla rimozione preventiva della materia organica, oltre che sul controllo del dosaggio del disinfettante.

Quali sono le principali famiglie di sottoprodotti

Le famiglie più rilevanti sotto il profilo normativo e analitico sono i trialometani e gli acidi aloacetici, ma esistono decine di altri composti minori identificati dalla ricerca scientifica, generalmente presenti in concentrazioni molto più basse.

Famiglia Esempi Disinfettante associato
Trialometani (THM) Cloroformio, bromoformio, bromodiclorometano Cloro
Acidi aloacetici (HAA) Acido dicloroacetico, tricloroacetico Cloro
Bromati Bromato Ozono (in presenza di bromuri)
Cloriti/clorati Clorito, clorato Biossido di cloro

La presenza dell’una o dell’altra famiglia dipende quindi dal tipo di disinfezione adottata dall’impianto di potabilizzazione, un’informazione che il gestore del servizio idrico può fornire su richiesta.

Perché si monitorano nell’acqua potabile

Il monitoraggio dei sottoprodotti della disinfezione rientra tra i controlli chimici previsti dalla normativa sull’acqua potabile perché un’esposizione prolungata a concentrazioni elevate di alcuni di questi composti è oggetto di attenzione da parte della comunità scientifica e sanitaria. Il D.Lgs. 18/2023 stabilisce i parametri da controllare e i relativi limiti.

Come vengono analizzati in laboratorio

L’analisi dei sottoprodotti della disinfezione richiede tecniche strumentali sensibili, in genere basate su gascromatografia abbinata a spettrometria, adatte a rilevare composti volatili anche a concentrazioni molto basse. Il campione deve essere raccolto e conservato secondo procedure specifiche, perché alcuni DBP sono instabili nel tempo.

Esempio pratico

Un condominio alimentato da un pozzo privato installa un sistema di clorazione automatica per garantire la sicurezza microbiologica dell’acqua distribuita agli appartamenti. Dopo alcuni mesi di funzionamento, l’amministratore richiede un’analisi completa per verificare la potabilità dell’acqua: il pannello analitico include, oltre ai parametri microbiologici, anche la ricerca dei trialometani, proprio perché il sistema di disinfezione a cloro può generarli. Il referto consente di verificare sia l’efficacia della disinfezione sia l’eventuale formazione di sottoprodotti, permettendo di calibrare correttamente il dosaggio del disinfettante.

Domande frequenti

Cosa sono i sottoprodotti della disinfezione?

Sono composti chimici, come i trialometani, che si formano dalla reazione tra disinfettanti (es. cloro) e sostanze organiche naturalmente presenti nell’acqua durante il trattamento di potabilizzazione.

I sottoprodotti della disinfezione sono pericolosi?

Sono oggetto di monitoraggio normativo con limiti definiti perché un’esposizione prolungata a concentrazioni elevate è oggetto di attenzione sanitaria. Per valutazioni specifiche rivolgersi a un medico o all’ASL di competenza.

Quali sono i principali sottoprodotti della disinfezione monitorati?

I più comuni sono i trialometani (cloroformio, bromoformio, ecc.) e gli acidi aloacetici; il D.Lgs. 18/2023 disciplina il monitoraggio di questi parametri nell’acqua destinata al consumo umano.

Come si formano i sottoprodotti della disinfezione?

Si formano quando il cloro o altri disinfettanti reagiscono con sostanze organiche naturali (acidi umici e fulvici) presenti nell’acqua grezza, un processo che dipende da dosaggio, tempo di contatto e qualità dell’acqua trattata.

I sottoprodotti della disinfezione si trovano solo nell’acqua clorata?

Si formano prevalentemente con il cloro, ma anche altri metodi di disinfezione, come l’uso di biossido di cloro o l’ozonizzazione, possono generare sottoprodotti specifici, seppure di natura chimica diversa.

Come si analizzano i sottoprodotti della disinfezione nell’acqua?

Si utilizzano tecniche di gascromatografia e spettrometria, adatte a rilevare concentrazioni anche molto basse di questi composti volatili nell’acqua potabile.

I sottoprodotti della disinfezione riguardano anche l’acqua di pozzo?

Se l’acqua di pozzo viene disinfettata con cloro prima dell’uso, può contenere sottoprodotti della disinfezione; è opportuno includerne la ricerca nel piano di analisi se si applicano trattamenti di clorazione.

Cosa fare se un’analisi rileva sottoprodotti della disinfezione elevati?

È opportuno verificare il dato con il gestore dell’acquedotto o con il laboratorio che ha eseguito l’analisi, e nel dubbio richiedere una valutazione specifica presso l’ASL competente.

In sintesi

I sottoprodotti della disinfezione sono un parametro chimico da conoscere per interpretare correttamente un referto di analisi dell’acqua, soprattutto quando è presente un trattamento di clorazione a monte, come nel caso di pozzi privati o piccoli acquedotti. Per approfondire il quadro normativo di riferimento consulta la guida alla normativa acqua potabile in Italia o la guida completa all’analisi dell’acqua. Se desideri verificare la presenza di trialometani e altri sottoprodotti nella tua acqua, puoi richiedere un’analisi impostando un piano analitico adeguato al tuo caso specifico.

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