Risposta rapida
I trialometani (THM) sono un gruppo di composti che si formano quando il cloro usato per disinfettare l’acqua reagisce con la sostanza organica naturale presente in essa (foglie, residui vegetali, materia organica disciolta). Il D.Lgs. 18/2023 ne disciplina il controllo come parametro chimico nell’acqua destinata al consumo umano, nell’ambito del pacchetto potabilità completa.
In breve
- I trialometani (THM) sono composti chimici che si formano come sottoprodotto della disinfezione dell’acqua con cloro.
- Nascono dalla reazione tra il cloro e la sostanza organica naturale presente nell’acqua grezza.
- Rientrano tra i parametri chimici monitorati dal D.Lgs. 18/2023, normativa italiana sull’acqua destinata al consumo umano.
- La loro concentrazione dipende da dosaggio di cloro, temperatura, tempo di permanenza in rete e carico organico dell’acqua.
- Si misurano in laboratorio con tecniche di gascromatografia su campioni prelevati secondo protocolli specifici.
- Il termine compare spesso nei referti di analisi dell’acqua potabile, insieme ad altri sottoprodotti della disinfezione.
- Per approfondire il quadro normativo completo si può consultare la guida alla normativa acqua potabile in Italia.
- Per il significato di altri termini tecnici si può tornare al glossario dell’analisi dell’acqua.
Cosa sono i trialometani
I trialometani sono un gruppo di composti organici volatili che si formano quando il cloro, impiegato per disinfettare l’acqua, reagisce con la sostanza organica naturale (residui vegetali, sostanze umiche) presente nell’acqua grezza. Il capostipite più noto del gruppo è il cloroformio, ma la famiglia comprende anche altri composti clorurati e bromurati analoghi.
Non si tratta di contaminanti introdotti volontariamente, bensì di un effetto collaterale inevitabile della disinfezione chimica: dove c’è cloro e materia organica, si può formare una certa quantità di trialometani. Per questo motivo la normativa non vieta la clorazione, ma impone il monitoraggio di questi sottoprodotti come parametro di qualità dell’acqua destinata al consumo umano.
Perché la concentrazione varia
La quantità di trialometani presente in un campione d’acqua dipende da più fattori che interagiscono tra loro: quantità di cloro dosata, livello di sostanza organica nell’acqua grezza, temperatura, pH e tempo di contatto tra cloro e acqua prima del consumo.
| Fattore | Effetto sulla formazione di THM |
|---|---|
| Dose di cloro | Maggiore dosaggio, maggiore possibile formazione |
| Sostanza organica nell’acqua grezza | Più materia organica, più reazione con il cloro |
| Temperatura | Temperature più alte accelerano la reazione |
| Tempo di permanenza in rete | Tempi lunghi in condotta aumentano l’esposizione |
Come si analizzano in laboratorio
L’analisi dei trialometani richiede tecniche strumentali specifiche, tipicamente basate su gascromatografia dopo estrazione del campione, condotte da personale qualificato secondo metodiche di riferimento per l’analisi delle acque. Il campionamento va effettuato con modalità e contenitori idonei, per evitare perdite di composti volatili prima dell’analisi.
Chi desidera verificare la presenza di trialometani nella propria acqua, in autoconsumo o per un pozzo privato, può fare riferimento al pacchetto potabilità completa, che comprende il set di parametri chimici previsti per la potabilità, o consultare la guida completa all’analisi dell’acqua per capire quale pannello di analisi scegliere.
[!ESEMPIO] Un condominio alimentato da acquedotto comunale rileva, in un’analisi periodica volontaria, un valore di trialometani più elevato nei mesi estivi rispetto all’inverno: un possibile motivo è la temperatura più alta dell’acqua in rete, che favorisce la reazione tra cloro e materia organica residua.
Domande frequenti
Cosa sono i trialometani?
Sono sottoprodotti della disinfezione, formati dalla reazione tra cloro e sostanza organica naturale presente nell’acqua grezza.
I trialometani sono pericolosi?
Sono monitorati dalla normativa come parametro chimico; per valutazioni sulla salute personale è opportuno rivolgersi a medico o ASL.
Da cosa dipende la concentrazione di trialometani nell’acqua?
Da quantità di cloro usata, contenuto di sostanza organica nell’acqua grezza, temperatura e tempo di contatto nella rete.
Come si misurano i trialometani in laboratorio?
Con tecniche di gascromatografia, dopo estrazione del campione, secondo metodiche di riferimento per l’analisi delle acque.
I trialometani riguardano solo l’acqua clorata?
Sì, si formano prevalentemente dove la disinfezione avviene con cloro o suoi derivati; altri metodi di disinfezione danno sottoprodotti diversi.
I trialometani si trovano anche nell’acqua di rubinetto domestica?
Possono essere presenti in tracce nelle reti di acquedotto disinfettate a cloro; il controllo di rete e le analisi periodiche servono a monitorarne i livelli.
I filtri domestici riducono i trialometani?
Alcuni sistemi di filtrazione possono incidere sulla loro presenza, ma l’efficacia dipende dal tipo di filtro e va verificata con un’analisi mirata.
Che differenza c’è tra trialometani e cloro residuo?
Il cloro residuo è il disinfettante ancora attivo nell’acqua; i trialometani sono i sottoprodotti che si formano dalla sua reazione con la sostanza organica.
In sintesi
I trialometani sono un parametro chimico legato alla disinfezione con cloro, disciplinato dal D.Lgs. 18/2023 nel quadro della qualità dell’acqua potabile. Per orientarsi tra tutti i termini tecnici dell’analisi dell’acqua, si può consultare il glossario dell’analisi dell’acqua; per capire come impostare correttamente un’analisi, la guida completa all’analisi dell’acqua o la pagina su cosa significa acqua potabile sono un buon punto di partenza. Chi vuole richiedere un’analisi mirata può farlo tramite la pagina richiedi analisi.
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