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Metolaclor nell’acqua: cos’e, valori limite e rischi

Metolaclor nell acqua: cos’e, valori limite di legge, rischi e come ridurlo. Analisi in laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Il metolaclor è un erbicida selettivo di sintesi impiegato in agricoltura su mais, soia e altre colture da seme, e può raggiungere le acque sotterranee e superficiali per dilavamento dei terreni trattati. Rientra tra i fitofarmaci monitorati nei controlli sull’acqua potabile secondo il D.Lgs. 18/2023, che fissa un limite generale per i singoli pesticidi e uno per la somma di tutti i pesticidi rilevati. Il dato esatto di legge va sempre verificato sul referto ufficiale o sulla normativa vigente.

In breve

  • Il metolaclor è un erbicida di sintesi usato in agricoltura su mais, soia e altre colture da seme.
  • Può raggiungere acque sotterranee e superficiali per dilavamento dei terreni trattati.
  • Rientra nella categoria dei contaminanti organici ed emergenti monitorati nell’acqua potabile.
  • Il D.Lgs. 18/2023 disciplina i limiti sui singoli pesticidi e sulla somma totale dei residui fitosanitari.
  • Il rilevamento richiede tecniche di laboratorio specifiche per residui organici a basse concentrazioni.
  • È più comune in acque di pozzo o superficiali in aree a intensa attività agricola.
  • Non esiste un modo per "vedere" o "sentire" la presenza di metolaclor: serve un’analisi di laboratorio.
  • Per dubbi sanitari legati all’esposizione, il riferimento corretto è il medico o la ASL territoriale.

Cos’è il metolaclor e da dove proviene

Il metolaclor è un erbicida selettivo di sintesi appartenente alla famiglia delle cloroacetanilidi, impiegato prevalentemente nel controllo delle infestanti a foglia stretta e di alcune graminacee in colture come mais, soia e girasole. Come molti fitofarmaci di uso agricolo diffuso, può migrare dal suolo verso le falde acquifere e i corsi d’acqua superficiali attraverso il dilavamento e la percolazione, soprattutto nei periodi successivi ai trattamenti e in caso di piogge intense.

La persistenza del metolaclor nel suolo e nell’acqua varia in funzione di fattori come tipo di terreno, temperatura e presenza di microrganismi degradatori. Alcuni suoi prodotti di degradazione (metaboliti) sono anch’essi oggetto di attenzione nei monitoraggi ambientali, in quanto possono permanere più a lungo della molecola originaria.

Le aree più esposte sono quelle a vocazione cerealicola intensiva, dove l’uso di erbicidi selettivi è più frequente. In queste zone i pozzi privati e le acque superficiali usate per scopi irrigui o potabili sono i punti di maggiore attenzione per il monitoraggio.

Valori limite di legge e riferimenti normativi

Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184 e ha sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001, disciplina i parametri chimici dell’acqua potabile, inclusi i limiti per i singoli antiparassitari (tra cui rientrano erbicidi come il metolaclor) e per la somma di tutti i pesticidi rilevati in un campione. La normativa prevede inoltre requisiti stringenti sui punti di monitoraggio e sulla frequenza dei controlli per gli enti gestori.

Non riportiamo qui la cifra numerica del limite perché i valori di legge vanno sempre verificati sul testo normativo aggiornato in Gazzetta Ufficiale o sul referto ufficiale dell’analisi, evitando di affidarsi a valori riportati a memoria o non aggiornati. Per un quadro d’insieme sulla normativa italiana in materia, si può consultare la guida alla normativa acqua potabile in Italia.

Aspetto Riferimento
Normativa vigente D.Lgs. 18/2023 (recepisce Direttiva UE 2020/2184)
Normativa storica D.Lgs. 31/2001 (abrogato, solo riferimento storico)
Categoria di parametro Antiparassitari/pesticidi (limite singolo + limite di somma)
Fonte per il valore esatto Testo di legge aggiornato o referto di analisi ufficiale

Come si rileva il metolaclor in laboratorio

La ricerca del metolaclor e di altri residui di fitofarmaci nell’acqua richiede tecniche analitiche in grado di identificare e quantificare composti organici anche a concentrazioni molto basse. Le metodiche più utilizzate si basano su tecniche di cromatografia accoppiate a spettrometria di massa, che permettono di separare i singoli composti presenti nel campione e identificarli con elevata specificità.

Il campionamento corretto è un passaggio critico: il prelievo deve avvenire con contenitori idonei, evitando contaminazioni esterne, e va conservato secondo le indicazioni del laboratorio fino all’analisi. Un campione non prelevato correttamente può alterare l’esito, sia in eccesso che in difetto.

Presso LaboratorioAcqua le analisi sui residui di fitofarmaci, tra cui il metolaclor, vengono eseguite da un laboratorio accreditato, elemento che garantisce l’affidabilità metodologica del risultato riportato in referto.

Esempio pratico

Un’azienda agricola con pozzo privato utilizzato anche per uso domestico, situata in una zona a coltivazione intensiva di mais, decide di far analizzare l’acqua dopo aver notato l’uso frequente di erbicidi nei campi limitrofi. Il laboratorio esegue il prelievo, effettua la ricerca dei residui di fitofarmaci incluso il metolaclor e restituisce un referto con l’esito confrontato ai limiti di legge vigenti. Se il valore risultasse superiore al limite, l’azienda dovrebbe valutare con un tecnico le possibili soluzioni di trattamento e, per gli aspetti sanitari, rivolgersi al medico o alla ASL competente.

Rischi per la salute e cosa fare in caso di superamento

In caso di superamento dei limiti di legge riportato in un referto di analisi, i passi generalmente indicati sono:

  1. Non utilizzare l’acqua per il consumo umano fino a nuova verifica, seguendo le indicazioni del laboratorio o dell’ente competente.
  2. Individuare, con l’aiuto di un tecnico, la possibile fonte di contaminazione (vicinanza a terreni trattati, tipo di captazione, stato del pozzo).
  3. Valutare sistemi di trattamento adeguati, la cui efficacia va sempre verificata con una nuova analisi dopo l’installazione.
  4. Ripetere il monitoraggio nel tempo, poiché la presenza di residui agricoli può variare con le stagioni e i cicli di trattamento dei campi.

Come ridurre la presenza di metolaclor nell’acqua

Non esiste un’unica soluzione valida per ogni situazione: la scelta del trattamento dipende dalla concentrazione rilevata, dalla portata richiesta e dalle caratteristiche dell’impianto idrico. In generale, i sistemi a carboni attivi sono tra le tecnologie più impiegate per la riduzione dei residui organici in acqua, ma la loro efficacia va sempre confermata con analisi mirate prima e dopo l’installazione, e con una manutenzione regolare dei filtri.

Situazione Azione consigliata
Pozzo privato in area agricola Analisi periodica del pannello fitofarmaci
Superamento del limite in un referto Sospendere l’uso potabile e consultare un tecnico
Installazione di un sistema di trattamento Verificare l’efficacia con analisi post-installazione
Dubbi sanitari su esposizione pregressa Rivolgersi a medico o ASL

Domande frequenti

Cos’è il metolaclor?

È un erbicida di sintesi della famiglia delle cloroacetanilidi, usato per il controllo delle infestanti in colture come mais e soia. Da residuo agricolo può infiltrarsi nelle falde.

Il metolaclor è pericoloso per la salute?

Come per tutti i fitofarmaci, un’esposizione prolungata a concentrazioni superiori ai limiti di legge desta attenzione; non spetta a un contenuto informativo dare valutazioni cliniche: per dubbi sanitari specifici rivolgersi al medico o alla ASL territoriale.

Qual è il valore limite di legge per il metolaclor nell’acqua potabile?

Il D.Lgs. 18/2023 disciplina i limiti per i singoli antiparassitari e per la somma dei pesticidi nell’acqua destinata al consumo umano; il valore numerico esatto va verificato sul testo di legge aggiornato o sul referto di analisi, senza affidarsi a cifre non verificate.

Come si misura il metolaclor in laboratorio?

Si utilizzano tecniche cromatografiche accoppiate a spettrometria di massa, adatte a rilevare residui organici anche a concentrazioni molto basse.

Da dove proviene il metolaclor nell’acqua di pozzo?

Principalmente dal dilavamento e dalla percolazione nei terreni agricoli trattati, soprattutto in zone a vocazione cerealicola dove l’erbicida viene applicato in modo estensivo.

Come posso sapere se la mia acqua contiene metolaclor?

L’unico modo affidabile è un’analisi chimica di laboratorio su un campione prelevato correttamente, che ricerchi specificamente i residui di fitofarmaci.

Il trattamento in casa elimina il metolaclor?

Alcuni sistemi con carboni attivi possono ridurre i residui organici, ma l’efficacia dipende dal sistema installato e va sempre verificata con analisi prima e dopo l’installazione.

Il metolaclor si trova solo nell’acqua di pozzo?

È più frequente nelle acque sotterranee e superficiali in aree agricole, ma può interessare anche gli acquedotti se le fonti di approvvigionamento sono vicine a terreni trattati.

In sintesi

Il metolaclor è un erbicida di origine agricola che può raggiungere pozzi e acque superficiali soprattutto in aree a coltivazione intensiva di mais e soia; la sua presenza va sempre verificata con un’analisi di laboratorio specifica per fitofarmaci, confrontando l’esito con i limiti previsti dal D.Lgs. 18/2023. Per capire come impostare correttamente il prelievo e scegliere il pannello analitico più adatto alla propria situazione, si può consultare la guida completa alle analisi dell’acqua o, se si desidera un quadro generale sulla potabilità, la guida sull’acqua potabile. Chi ha già individuato un possibile rischio agricolo può richiedere un’analisi impostando correttamente i parametri da ricercare insieme al laboratorio.

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