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LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
Come fareCapitolo 3.61· 7 min di lettura

Come eliminare Glifosato dall’acqua

Come eliminare Glifosato dall’acqua: procedura passo per passo, errori da evitare e consigli del laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Il glifosato disciolto in acqua si riduce efficacemente con filtrazione a carboni attivi di qualità abbinata a osmosi inversa, che insieme trattengono la molecola e i suoi residui; la scelta del sistema va però confermata da un’analisi di laboratorio che misuri la concentrazione reale prima e dopo il trattamento. Nessun metodo domestico garantisce l’azzeramento assoluto senza verifica analitica.

Chi cerca come eliminare il glifosato dall’acqua parte spesso da un dubbio legittimo dopo aver letto della diffusione di questo erbicida nelle acque superficiali e profonde. Prima di scegliere un trattamento, però, è indispensabile capire cos’è realmente il glifosato nell’acqua, quali soglie vengono considerate e perché la verifica analitica resta il passaggio che nessun filtro può sostituire. Questa pagina fa parte della guida ai contaminanti organici ed emergenti nell’acqua e si concentra sulle soluzioni pratiche di trattamento domestico.

In breve

  • Il glifosato è un erbicida ampiamente diffuso; la sua presenza in acqua va sempre confermata da analisi di laboratorio, non da percezioni sensoriali (è inodore e insapore alle concentrazioni ambientali).
  • Bollitura e semplice decantazione non rimuovono il glifosato.
  • I sistemi più efficaci combinano carboni attivi di qualità e osmosi inversa.
  • Le caraffe filtranti hanno efficacia variabile e non sempre certificata per questo specifico contaminante.
  • La manutenzione dei filtri (sostituzione cartucce, controllo membrane) è determinante quanto la scelta del sistema.
  • Va sempre eseguita un’analisi prima e dopo l’installazione del trattamento per verificarne l’efficacia reale.
  • Per acque di pozzo in zone agricole il rischio di presenza è generalmente più significativo e giustifica controlli periodici.
  • Il quadro normativo di riferimento è il D.Lgs. 18/2023, che ha abrogato il precedente D.Lgs. 31/2001.

Perché non basta “far bollire” o filtrare con una caraffa qualsiasi

Bollire l’acqua o usare una caraffa filtrante generica non garantisce la rimozione del glifosato: la molecola è termostabile e le caraffe standard non sono tutte progettate per trattenere erbicidi organici polari come questo.

Il glifosato è una molecola solubile in acqua, chimicamente stabile al calore: portare l’acqua a ebollizione non la degrada, e poiché parte dell’acqua evapora, la concentrazione residua può persino aumentare leggermente. Le caraffe filtranti con cartucce a carboni attivi generiche sono pensate soprattutto per migliorare sapore e odore (cloro, alcuni composti organici volatili) e non tutte dichiarano un’efficacia specifica e testata sul glifosato o sul suo metabolita AMPA. Alcuni modelli con carboni attivi specifici e resine possono offrire una riduzione parziale, ma senza una verifica di laboratorio non si può sapere quanto sia efficace nel caso concreto.

Quali trattamenti sono davvero efficaci contro il glifosato

I trattamenti più indicati per ridurre il glifosato disciolto sono l’osmosi inversa e la filtrazione a carboni attivi di qualità elevata, spesso combinati in sequenza per massimizzare la resa e proteggere la membrana osmotica.

Trattamento Efficacia indicativa sul glifosato Note
Ebollizione Nessuna Non degrada la molecola
Caraffa filtrante generica Variabile, spesso limitata Dipende dal tipo di cartuccia; non sempre testata sul parametro
Carboni attivi granulari (GAC) di qualità Da moderata a buona Efficacia legata a portata, tempo di contatto e stato del carbone
Osmosi inversa Generalmente elevata Tra i trattamenti più affidabili per molecole disciolte di piccole dimensioni
Combinazione carboni attivi + osmosi inversa Elevata Il pre-filtro a carboni protegge la membrana e migliora la resa complessiva

La scelta tra queste opzioni dipende da portata d’acqua necessaria (punto singolo rubinetto o intera abitazione), qualità dell’acqua in ingresso e budget di gestione (sostituzione cartucce e membrane). Nessuna indicazione di prezzo è fornita in questa sede: per una valutazione economica del sistema più adatto è necessario un preventivo personalizzato, che LaboratorioAcqua può orientare sulla base dei risultati analitici.

Esempio pratico: dal sospetto al trattamento verificato

Una famiglia con pozzo privato in area agricola nota, dopo un trattamento erbicida nei campi vicini, un possibile rischio di infiltrazione. Il percorso corretto è: 1) far eseguire un’analisi di laboratorio mirata su glifosato e AMPA; 2) se il valore risulta superiore al riferimento normativo o comunque ritenuto non accettabile, valutare l’installazione di un sistema a carboni attivi abbinato a osmosi inversa in ingresso all’abitazione o al punto di utilizzo per uso potabile; 3) far analizzare nuovamente l’acqua in uscita dal trattamento per confermarne l’efficacia; 4) programmare controlli periodici e sostituzione delle cartucce secondo le indicazioni del produttore dell’impianto.

Manutenzione: il passaggio che spesso viene trascurato

Un sistema di trattamento efficace il primo giorno può perdere gran parte della sua capacità nel tempo se le cartucce a carboni attivi non vengono sostituite o le membrane a osmosi inversa non vengono controllate secondo le indicazioni del produttore.

I carboni attivi hanno una capacità di adsorbimento limitata: una volta saturi, non solo smettono di trattenere il glifosato ma possono in alcuni casi rilasciare parte di ciò che avevano trattenuto. Le membrane a osmosi inversa, dal canto loro, possono perdere efficienza per incrostazioni o danni meccanici se non pre-filtrate adeguatamente. Per questo un piano di manutenzione con scadenze chiare, unito a controlli analitici periodici, è parte integrante — non accessoria — di una strategia di rimozione del glifosato davvero efficace nel tempo.

Domande frequenti

Bollire l’acqua elimina il glifosato?

No. L’ebollizione non degrada il glifosato e può persino concentrarlo leggermente per evaporazione dell’acqua, quindi non va considerata un metodo di rimozione.

Le caraffe filtranti eliminano il glifosato?

Le caraffe con carboni attivi possono ridurre alcuni residui organici, ma l’efficacia specifica sul glifosato varia molto tra prodotti e non è generalmente garantita dai produttori: servono verifiche analitiche puntuali.

L’osmosi inversa basta da sola?

L’osmosi inversa è tra i trattamenti più efficaci per molecole disciolte come il glifosato, ma va installata e mantenuta correttamente (membrane, pre-filtri) e comunque va verificata con un’analisi mirata.

Quanto costa un sistema di trattamento per il glifosato?

Il costo dipende da tipologia di impianto, portata e manutenzione: LaboratorioAcqua non fornisce impianti ma può indicare, tramite analisi, quale tecnologia è più indicata per il caso specifico.

Come faccio a sapere se ho glifosato nell’acqua?

Solo un’analisi di laboratorio specifica per erbicidi/fitofarmaci può rilevare e quantificare il glifosato e il suo metabolita AMPA nell’acqua di casa o di pozzo.

Il glifosato si trova più spesso nell’acqua di pozzo o di rete?

Il rischio è generalmente più rilevante nelle acque di pozzo in aree agricole soggette a trattamenti erbicidi, ma la sola analisi conferma la presenza effettiva, indipendentemente dalla fonte.

Dopo aver installato un filtro devo rifare l’analisi?

Sì: è buona pratica far analizzare l’acqua in ingresso e in uscita dal trattamento, e ripetere il controllo periodicamente per verificare che il filtro mantenga l’efficienza nel tempo.

Il glifosato eliminato dal filtro può tornare nell’acqua?

Se i filtri a carboni attivi non vengono sostituiti secondo le indicazioni del produttore, possono saturarsi e rilasciare parte delle sostanze trattenute: la manutenzione regolare è essenziale.

In sintesi

Eliminare il glifosato dall’acqua richiede un percorso in due fasi: verifica analitica della concentrazione reale e scelta di un trattamento adeguato (tipicamente carboni attivi di qualità abbinati a osmosi inversa), seguita da controlli periodici. Per approfondire gli effetti sulla salute del glifosato nell’acqua o per inquadrare il tema nel contesto più ampio dell’analisi dell’acqua e dell’acqua potabile, consulta le guide collegate. Se sospetti la presenza di glifosato nella tua acqua, il primo passo concreto è richiedere un’analisi mirata, eventualmente nell’ambito di un pacchetto di potabilità completa, per impostare correttamente qualsiasi soluzione di trattamento.

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