Risposta rapida
Il glifosato è l’erbicida sistemico più usato al mondo; nell’acqua arriva soprattutto per dilavamento agricolo e da usi non agricoli, spesso insieme al suo metabolita AMPA. In Italia rientra tra i parametri ’pesticidi’ controllati dal D.Lgs. 18/2023 (recepisce la Direttiva UE 2020/2184). È incolore e inodore: si rileva solo con analisi di laboratorio in LC-MS/MS. Sui rischi per la salute le valutazioni di IARC ed EFSA divergono: per dubbi personali rivolgiti a medico o ASL.
Il glifosato è tra i parametri più cercati nella famiglia dei contaminanti organici ed emergenti dell’acqua: un erbicida diffusissimo che può raggiungere falde, pozzi e reti idriche tramite il dilavamento agricolo. Questa scheda inquadra cos’è, come arriva nell’acqua e cosa prevede la normativa; per il metodo di analisi nel dettaglio e i costi rimandiamo alla pagina analisi glifosato nell’acqua: metodo e costo, per gli aspetti sanitari alla scheda glifosato nell’acqua: effetti sulla salute e per le soluzioni di trattamento a come eliminare il glifosato dall’acqua.
In breve
- Il glifosato è un erbicida sistemico di sintesi ad ampio spettro, tra i principi attivi più usati al mondo in agricoltura e in aree non agricole.
- Nell’acqua arriva soprattutto per dilavamento di terreni trattati, ma anche da diserbo di strade, ferrovie e aree verdi urbane.
- L’AMPA (acido aminometilfosfonico) è il suo principale metabolita: le analisi di laboratorio li determinano quasi sempre insieme.
- In Italia rientra tra i parametri "pesticidi" dell’acqua destinata al consumo umano disciplinati dal D.Lgs. 18/2023 (recepisce la Direttiva UE 2020/2184).
- È incolore e inodore: si rileva solo con un’analisi di laboratorio in tecnica LC-MS/MS.
- Le valutazioni sanitarie internazionali divergono: IARC lo classifica come probabile cancerogeno (Gruppo 2A), EFSA ed ECHA non condividono questa conclusione.
- Esistono trattamenti in grado di ridurne la concentrazione, ma vanno scelti solo dopo un’analisi che accerti presenza e livello del parametro.
Cos’è il glifosato: la scheda essenziale
Il glifosato è un erbicida sistemico non selettivo, cioè in grado di colpire la generalità delle piante con cui entra in contatto, introdotto sul mercato negli anni ’70 e diventato in seguito uno dei principi attivi fitosanitari più venduti al mondo. Agisce bloccando un enzima (l’EPSP sintasi) coinvolto in un percorso metabolico presente nelle piante e in alcuni microrganismi, ma assente negli animali.
La tabella seguente riassume gli elementi essenziali del parametro.
| Aspetto | Informazione |
|---|---|
| Cos’è | Erbicida sistemico di sintesi ad ampio spettro |
| Metabolita principale | AMPA (acido aminometilfosfonico) |
| Percepibilità | Incolore, inodore: non rilevabile con i sensi |
| Riferimento normativo | D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184 |
| Categoria di parametro | Pesticidi (singolo principio attivo e somma totale) |
| Tecnica di analisi | Cromatografia liquida-spettrometria di massa (LC-MS/MS) |
| Principali fonti di contaminazione | Dilavamento agricolo, diserbo di strade, ferrovie, aree verdi |
| Trattamenti di riduzione | Da valutare in base al profilo di contaminazione rilevato |
Come il glifosato finisce nell’acqua
Il glifosato raggiunge acque superficiali e sotterranee soprattutto per dilavamento dei terreni agricoli trattati: le piogge trasportano una quota del prodotto applicato verso fossi, canali e infine falde, in un percorso che può richiedere tempo anche in funzione del tipo di terreno. A questa via si aggiungono usi non strettamente agricoli — diserbo di banchine ferroviarie, margini stradali, aree industriali e giardini — che possono interessare anche zone lontane da colture intensive.
Una volta nell’ambiente, il glifosato si degrada progressivamente in AMPA, il suo metabolita principale: la presenza di AMPA senza glifosato rilevabile può quindi indicare una contaminazione più datata, mentre la presenza di entrambi segnala spesso un apporto più recente. Per questo un’analisi completa considera sempre i due parametri insieme, non solo il principio attivo.
Glifosato come parametro di legge: cosa prevede il D.Lgs. 18/2023
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184, disciplina il glifosato all’interno della categoria dei parametri "pesticidi" per l’acqua destinata al consumo umano, che prevede un valore per ciascun singolo principio attivo e un valore per la somma di tutti i pesticidi rilevati. Il D.Lgs. 31/2001, in precedenza in vigore, conteneva già una disciplina sui pesticidi, ma è oggi abrogato e sostituito dal nuovo testo.
Questo inquadramento normativo non è una novità recente quanto lo è per PFAS o microcistine: il controllo dei pesticidi nell’acqua potabile è una prassi consolidata, che il D.Lgs. 18/2023 conferma e aggiorna insieme al resto del pacchetto normativo europeo. Il quadro generale sulla normativa italiana è approfondito nella guida alla normativa acqua potabile in Italia (D.Lgs. 18/2023), mentre l’inquadramento più ampio sull’acqua potabile è nella pagina acqua potabile: cosa significa e quando è sicura da bere.
Come si rileva il glifosato nell’acqua
Il glifosato si determina esclusivamente con un’analisi di laboratorio in tecnica LC-MS/MS (cromatografia liquida-spettrometria di massa tandem), l’unica in grado di quantificare in modo affidabile questa molecola polare alle concentrazioni molto basse richieste dai valori di parametro. Diversamente da altri pesticidi, il glifosato non è compatibile con i metodi in gascromatografia comunemente usati per lo screening multiresiduo, e per questo viene spesso trattato come parametro a sé, analizzato insieme all’AMPA.
Esempio pratico. Un’azienda agricola che utilizza un pozzo per l’irrigazione e, saltuariamente, per usi domestici del personale in campagna, decide di verificare la qualità dell’acqua dopo alcune stagioni di trattamenti erbicidi sui terreni limitrofi. Richiede un’analisi che comprenda glifosato e AMPA insieme al pacchetto di potabilità completa. Il laboratorio fornisce le istruzioni per il prelievo e restituisce un referto con i due parametri confrontati con i valori del D.Lgs. 18/2023: solo con questo dato oggettivo l’azienda può decidere, eventualmente con un tecnico, se l’acqua è idonea all’uso previsto o se servono interventi.
Per capire nel dettaglio cosa comprende una richiesta di analisi per questo parametro, la pagina di riferimento è analisi glifosato nell’acqua: metodo e costo. Chi vuole un controllo più ampio, che includa glifosato accanto agli altri parametri chimici e microbiologici tipici della potabilità, può orientarsi con la guida completa all’analisi dell’acqua.
Glifosato e salute: cosa dicono gli enti scientifici
Le valutazioni degli enti internazionali sul glifosato non sono univoche. Nel 2015 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC, organismo dell’OMS) lo ha classificato come "probabilmente cancerogeno per l’uomo" (Gruppo 2A), sulla base di evidenze limitate negli esseri umani e sufficienti negli animali da laboratorio. L’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e l’ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) sono giunte in seguito a conclusioni diverse, ritenendo non giustificata una classificazione come sostanza cancerogena sulla base del complesso delle evidenze disponibili.
Questa divergenza tra enti autorevoli riflette differenze nei criteri di valutazione e nei dati considerati, non una certezza scientifica univoca in un senso o nell’altro. Non è compito del laboratorio sciogliere questo dibattito né valutare il rischio individuale: il laboratorio fornisce il dato analitico oggettivo, cioè la concentrazione effettivamente presente nell’acqua analizzata.
Si può eliminare il glifosato dall’acqua?
La concentrazione di glifosato può essere ridotta con trattamenti dedicati, ma la scelta della tecnologia più adatta va sempre fatta dopo un’analisi che accerti se il parametro è presente e a quale livello, non a priori. Non tutti i sistemi di trattamento domestico sono ugualmente efficaci su questa molecola, ed è un errore comune installare un filtro generico senza prima conoscere il profilo di contaminazione reale.
Il confronto tra le tecnologie disponibili, i relativi vantaggi e i limiti pratici sono trattati nella guida dedicata come eliminare il glifosato dall’acqua, da consultare dopo aver ricevuto un referto di analisi.
Domande frequenti
Cos’è esattamente il glifosato?
È un erbicida sistemico di sintesi ad ampio spettro, tra i più venduti al mondo dagli anni ’70, usato in agricoltura e in aree non agricole (strade, ferrovie, giardini) per eliminare le piante infestanti.
Cos’è l’AMPA e perché si cita insieme al glifosato?
L’AMPA (acido aminometilfosfonico) è il principale prodotto di degradazione del glifosato nell’ambiente. Nelle analisi di laboratorio i due parametri vengono quasi sempre determinati insieme, perché la presenza dell’uno può indicare la trasformazione dell’altro.
Qual è il limite di legge per il glifosato nell’acqua potabile?
Il D.Lgs. 18/2023 disciplina il glifosato nell’ambito dei parametri "pesticidi" per l’acqua destinata al consumo umano. Per la cifra esatta del valore di parametro fai sempre riferimento al testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale o al gestore idrico e alla ASL: non riportiamo numeri a memoria.
Il glifosato nell’acqua si vede o ha odore?
No. Il glifosato è incolore, inodore e non altera il sapore dell’acqua anche quando presente. L’unico modo per accertarne la presenza è un’analisi chimica di laboratorio dedicata.
Come si analizza il glifosato in laboratorio?
Con tecniche di cromatografia liquida abbinata alla spettrometria di massa (LC-MS/MS), l’approccio più adatto perché il glifosato è una molecola molto polare e non è determinabile con i metodi standard usati per altri pesticidi organoclorurati o triazinici.
Il glifosato nell’acqua fa male alla salute?
Le valutazioni degli enti internazionali non sono univoche: IARC lo classifica come probabile cancerogeno, EFSA ed ECHA non condividono questa conclusione. Per una valutazione sul proprio caso specifico è necessario rivolgersi a medico o ASL, non al laboratorio.
Da dove arriva il glifosato nell’acqua di pozzo o di falda?
Principalmente da dilavamento di terreni agricoli trattati, ma anche da usi non agricoli come diserbo di strade, ferrovie e aree verdi. La vicinanza a colture intensive o infrastrutture trattate aumenta la probabilità di ritrovamento.
Come faccio a sapere se la mia acqua contiene glifosato?
Richiedendo un’analisi di laboratorio specifica per glifosato e AMPA. Non esistono kit domestici affidabili per questo parametro, data la sensibilità richiesta dalla tecnica analitica.
Il glifosato si può eliminare dall’acqua?
Alcuni trattamenti possono ridurne la concentrazione, ma la scelta della tecnologia più adatta dipende dal profilo di contaminazione rilevato con un’analisi preliminare, non va decisa a priori.
Il controllo del glifosato riguarda solo l’acqua di acquedotto?
No. Per l’acquedotto il controllo ordinario è a carico del gestore; per pozzi privati e sorgenti la responsabilità è del titolare, soprattutto in zone agricole dove l’uso di erbicidi è più diffuso.
In sintesi
Il glifosato è un parametro "pesticidi" dell’acqua destinata al consumo umano disciplinato dal D.Lgs. 18/2023: un erbicida diffusissimo, invisibile ai sensi, che raggiunge l’acqua soprattutto per dilavamento agricolo e si rileva solo con un’analisi di laboratorio in LC-MS/MS insieme al suo metabolita AMPA. Questa scheda ne riassume gli elementi essenziali; per approfondire metodo e contenuto dell’analisi, gli effetti sulla salute secondo le fonti scientifiche o le soluzioni di trattamento, trovi le guide dedicate collegate in questa pagina.
Se vuoi verificare la presenza di glifosato nella tua acqua, il modo più efficace per partire è costruire una richiesta chiara: indica la fonte (acquedotto, pozzo, sorgente), l’uso previsto (potabile, irriguo, industriale) e se ti trovi in una zona a vocazione agricola. Puoi richiedere l’analisi, eventualmente nell’ambito di un pacchetto di potabilità completa, oppure partire dal quadro generale dell’analisi dell’acqua: guida completa.
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