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GlossarioCapitolo 12.88· 5 min di lettura

ente di accreditamento: definizione

glossario ente di accreditamento nell’analisi dell’acqua. Definizione chiara e significato pratico.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua

Risposta rapida

L’ente di accreditamento è l’organismo nazionale che valuta e riconosce formalmente la competenza tecnica dei laboratori a eseguire prove analitiche secondo norme internazionali (ISO/IEC 17025). L’accreditamento non è un obbligo di legge per operare, ma è un elemento di garanzia della qualità del dato analitico prodotto.

In breve

  • L’ente di accreditamento è l’organismo nazionale unico che riconosce formalmente la competenza tecnica dei laboratori di prova.
  • Il riferimento tecnico internazionale per i laboratori di prova è la norma ISO/IEC 17025.
  • L’accreditamento riguarda prove specifiche, non genericamente "il laboratorio": va sempre verificato l’elenco puntuale.
  • Non va confuso con la certificazione di sistemi di gestione: nel mondo dei laboratori si parla di accreditamento delle prove.
  • In Italia opera un unico ente nazionale, designato secondo il Regolamento (CE) 765/2008.
  • L’accreditamento è un elemento di affidabilità del dato, utile per orientarsi tra i laboratori, ma non sostituisce la valutazione di conformità ai limiti di legge.
  • Per capire cosa significa un referto occorre distinguere accreditamento, conformità e non conformità: voci correlate nel glossario dell’analisi dell’acqua.

Cos’è l’ente di accreditamento

L’ente di accreditamento è l’organismo che, in ciascun Paese, valuta e riconosce formalmente la competenza tecnica, l’imparzialità e l’affidabilità dei laboratori di prova e taratura. In Italia esiste un unico ente nazionale designato ai sensi del Regolamento (CE) n. 765/2008, che opera senza scopo di lucro sotto vigilanza pubblica.

L’accreditamento è un processo volontario, distinto dagli obblighi normativi che regolano l’attività dei laboratori. Il riferimento tecnico condiviso a livello internazionale per i laboratori di prova è la norma ISO/IEC 17025, che definisce i requisiti di competenza e imparzialità. Un laboratorio può quindi essere accreditato per specifiche prove chimiche o microbiologiche sull’acqua, in base a un percorso di valutazione che coinvolge documentazione, verifiche ispettive e confronti interlaboratorio.

Accreditamento e conformità normativa: cosa cambia

L’accreditamento attesta la competenza tecnica del laboratorio nell’eseguire una prova secondo un metodo definito; la conformità normativa riguarda invece il confronto tra il risultato analitico e i limiti stabiliti dal D.Lgs. 18/2023 per l’acqua destinata al consumo umano. Sono due concetti distinti che spesso vengono confusi nella lettura di un referto.

Concetto Cosa riguarda Chi lo stabilisce
Accreditamento Competenza tecnica del laboratorio per una prova specifica Ente nazionale di accreditamento
Conformità Confronto tra risultato analitico e limite di legge Normativa (D.Lgs. 18/2023)
Certificazione Conformità di un sistema di gestione a una norma Organismi di certificazione

Per approfondire la differenza tra esito conforme e non conforme di un’analisi, si vedano le voci conformità e non conformità del glossario.

Esempio pratico

Una famiglia richiede l’analisi di un pozzo privato per verificare l’idoneità dell’acqua a uso potabile domestico, un caso tipico legato al punto d’uso. Il laboratorio incaricato esegue il campionamento e preleva un’aliquota per ciascuna famiglia di parametri. Sul referto, alcuni parametri (ad esempio determinati metalli tramite spettrometria) riportano il riferimento all’accreditamento, mentre altri parametri, pur analizzati correttamente, possono non essere coperti da tale riconoscimento: questo non significa che il dato sia meno corretto, ma che va letto nel contesto del documento di accreditamento del laboratorio.

Perché è utile per chi richiede un’analisi

Conoscere il ruolo dell’ente di accreditamento aiuta a orientarsi tra i laboratori quando si deve valutare l’affidabilità di un’analisi, ad esempio per l’acqua di un pozzo, di un impianto di distribuzione o di un punto di consegna. Non è un requisito che sostituisce la lettura dei limiti di legge, ma è un elemento informativo aggiuntivo utile in fase di scelta.

Per un quadro più ampio su come si costruisce e legge un’analisi dell’acqua, consultare la guida completa all’analisi dell’acqua e, per il contesto normativo, la guida alla normativa acqua potabile in Italia.

Domande frequenti

Cos’è l’ente di accreditamento?

È l’organismo nazionale unico che verifica, secondo norme internazionali, la competenza tecnica e l’imparzialità dei laboratori di prova, rilasciando l’accreditamento per specifiche prove o gruppi di prove.

L’accreditamento è obbligatorio per i laboratori di analisi acqua?

No, non è un obbligo generale di legge per operare, ma è richiesto in alcuni contesti normativi ed è comunque un indicatore riconosciuto di affidabilità del dato.

Che differenza c’è tra accreditamento e certificazione?

L’accreditamento riguarda la competenza tecnica del laboratorio a eseguire specifiche prove; la certificazione, in generale, attesta la conformità di un sistema di gestione a una norma. Nel settore laboratori si parla sempre di accreditamento delle prove.

Come faccio a sapere se un laboratorio è accreditato per un certo parametro?

Va verificato il documento di accreditamento del laboratorio, che elenca in modo puntuale le prove e i metodi coperti: non tutte le prove di un laboratorio sono necessariamente accreditate.

L’accreditamento riguarda il laboratorio o il singolo referto?

Riguarda specifiche prove eseguite dal laboratorio; il referto può riportare l’accreditamento solo per i parametri effettivamente coperti da tale riconoscimento.

L’accreditamento garantisce che l’acqua sia potabile?

No: l’accreditamento riguarda l’affidabilità del metodo di prova e del laboratorio, non il giudizio finale sulla potabilità, che dipende dal confronto dei risultati con i limiti del D.Lgs. 18/2023. Per il significato di potabilità si veda la voce dedicata a potabilità.

Quanto dura un accreditamento?

L’accreditamento è soggetto a sorveglianze periodiche e rinnovi da parte dell’ente nazionale di accreditamento; per i dettagli aggiornati occorre fare riferimento all’ente stesso.

Chi vigila sull’ente di accreditamento?

In Italia opera un unico ente nazionale di accreditamento, designato in base al Regolamento (CE) n. 765/2008, che a sua volta è soggetto a valutazioni internazionali tra pari (peer review).

In sintesi

L’ente di accreditamento è un tassello importante per capire quanto ci si può fidare del dato tecnico di un’analisi dell’acqua, ma va sempre letto insieme ai limiti di legge applicabili e al contesto d’uso dell’acqua, sia essa destinata al consumo umano in ambito domestico o professionale. Per orientarsi nella scelta e costruire una richiesta di analisi corretta, è utile ripartire dal glossario dell’analisi dell’acqua e, quando si è pronti, richiedere un’analisi dell’acqua su misura per il proprio caso.

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