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LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
ParametroCapitolo 3.46· 11 min di lettura

Pesticidi nell’acqua: cos’e, valori limite e rischi

Pesticidi nell acqua: cos’e, valori limite di legge, rischi e come ridurlo. Analisi in laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

I pesticidi nell’acqua sono residui di prodotti fitosanitari (erbicidi, insetticidi, fungicidi) e dei loro metaboliti che possono raggiungere falde, pozzi e acque superficiali per dilavamento agricolo o uso improprio. Il D.Lgs. 18/2023 fissa i valori di parametro per la singola sostanza attiva e per il totale dei pesticidi nell’acqua destinata al consumo umano. La presenza non è percepibile: si accerta solo con un’analisi di laboratorio mirata.

I pesticidi nell’acqua sono uno dei temi più discussi tra i contaminanti organici ed emergenti, perché uniscono un’origine diffusa sul territorio a una soglia normativa molto rigorosa. Questa pagina è la panoramica di riferimento del nostro percorso dedicato: qui trovi cosa sono, come vengono normati, dove si trovano più spesso e come muoversi, con i link agli approfondimenti dedicati a metodo analitico, campionamento, salute e trattamento. Per il quadro più ampio su cosa rende un’acqua sicura da bere si può partire dalla guida sull’acqua potabile e dalla normativa acqua potabile in Italia.

In breve

  • I pesticidi sono residui di prodotti fitosanitari (erbicidi, insetticidi, fungicidi) e dei loro metaboliti, non percepibili con i sensi.
  • Il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore di parametro per la singola sostanza attiva e uno separato per il totale pesticidi nell’acqua destinata al consumo umano.
  • La contaminazione più frequente ha origine da dilavamento agricolo, uso di diserbanti nel verde pubblico o privato, e da vecchie sostanze ormai vietate ma ancora rilevabili in falda.
  • Riguardano sia pozzi e sorgenti private in zone agricole sia, in misura minore e monitorata, l’acquedotto pubblico.
  • Il pannello analitico va scelto in base al contesto territoriale: colture prevalenti, uso storico del suolo, tipo di fonte.
  • I trattamenti principali sono carboni attivi e osmosi inversa, selezionati sulla base del dato analitico, non applicati "a scatola chiusa".
  • Bollire l’acqua non elimina la maggior parte dei pesticidi disciolti.
  • Per gli aspetti di salute il riferimento resta sempre medico, pediatra e ASL.

Cosa sono i pesticidi nell’acqua e da dove arrivano

I pesticidi nell’acqua sono residui di sostanze attive impiegate in agricoltura, nel giardinaggio o nel diserbo di aree verdi, insieme ai loro prodotti di degradazione, chiamati metaboliti. Possono raggiungere falde e corsi d’acqua per infiltrazione nel terreno dopo un trattamento, per dilavamento superficiale dovuto alla pioggia, o per pratiche non corrette di smaltimento. Alcune sostanze, ormai vietate da anni, continuano a essere rilevate in falda perché persistenti nell’ambiente: il divieto d’uso non equivale a scomparsa immediata dall’acqua.

A differenza di cloro o durezza, i pesticidi non alterano in modo percepibile sapore, colore o odore dell’acqua, nemmeno a concentrazioni che superano il valore di parametro. Questo rende l’analisi di laboratorio l’unico strumento realmente affidabile per sapere se sono presenti e in che quantità.

Il valore di parametro: singola sostanza e totale pesticidi

La normativa italiana distingue due livelli di controllo: un valore di parametro molto restrittivo per ogni singola sostanza attiva individuata, e un valore separato per il totale pesticidi, cioè la somma delle concentrazioni di tutte le sostanze rilevate nello stesso campione. Un’acqua può quindi risultare non conforme anche se nessuna singola sostanza supera da sola la propria soglia, semplicemente perché la somma di più residui, ciascuno presente in piccola quantità, supera il valore totale.

Questa impostazione riflette un principio di cautela: più sostanze diverse, anche a basse concentrazioni individuali, possono comunque rappresentare un carico complessivo da tenere sotto controllo. Per il valore numerico esatto delle soglie, che non riportiamo qui per non rischiare imprecisioni, il riferimento è sempre il testo del D.Lgs. 18/2023 in Gazzetta Ufficiale.

Livello di controllo Cosa misura Perché conta
Singola sostanza attiva Concentrazione della singola molecola rilevata Individua superamenti puntuali legati a una specifica sostanza
Totale pesticidi Somma delle concentrazioni di tutte le sostanze rilevate Intercetta un carico complessivo anche quando nessuna sostanza singola eccede da sola

Dove si trovano più spesso: pozzi, falde e acquedotto

I pesticidi non sono distribuiti in modo uniforme: la loro presenza dipende fortemente dal contesto agricolo e territoriale della fonte. Chi si rifornisce da un pozzo o da una sorgente privata in un’area a coltivazione intensiva è generalmente più esposto al rischio, perché la falda superficiale risente più direttamente delle pratiche agricole circostanti. La guida pesticidi nell’acqua di pozzo approfondisce come impostare i controlli in questo scenario, mentre pesticidi nell’acqua di falda entra nel merito delle dinamiche di infiltrazione e persistenza a seconda della profondità e della composizione del terreno.

L’acqua di acquedotto è invece sottoposta a un monitoraggio periodico da parte del gestore e della ASL, che include anche il controllo dei pesticidi, seppure con una frequenza di campionamento non paragonabile a un’analisi dedicata e puntuale sulla propria fonte. In presenza di coltivazioni intensive nelle vicinanze del punto di captazione, un controllo autonomo aggiuntivo può comunque avere senso.

Esempio pratico: pozzo agricolo dopo la stagione dei trattamenti

Un’azienda agricola con pozzo a uso promiscuo (irrigazione e consumo umano per il personale) richiede un’analisi di potabilità completa a fine stagione, dopo il periodo dei trattamenti fitosanitari sulle colture circostanti. Il referto rileva due sostanze attive, entrambi i valori singoli entro soglia, ma la somma del totale pesticidi risulta superiore al valore di parametro. Sulla base di questo dato specifico, e non di una sensazione generica, si valuta l’installazione di un sistema a carboni attivi dimensionato sulle sostanze effettivamente rilevate, con un controllo di verifica programmato per la stagione successiva, nel periodo di maggior utilizzo dei prodotti fitosanitari in zona.

Come si analizzano i pesticidi nell’acqua

La determinazione dei pesticidi richiede tecniche analitiche in grado di distinguere e quantificare molecole diverse anche a concentrazioni molto basse: le più diffuse sono la gascromatografia e la cromatografia liquida abbinate alla spettrometria di massa. La scelta del pannello di sostanze da ricercare, e non solo della tecnica, è decisiva: cercare le sostanze "sbagliate" rispetto al contesto agricolo locale rischia di dare un falso senso di sicurezza.

L’approfondimento come si analizzano i pesticidi nell’acqua (GC-MS e LC-MS) descrive nel dettaglio queste tecniche, mentre la guida analisi pesticidi nell’acqua: metodo e costo spiega come impostare correttamente la richiesta al laboratorio, incluso il criterio con cui si sceglie il pannello di sostanze più pertinente. Il campionamento, spesso sottovalutato, incide direttamente sull’affidabilità del risultato: la pagina campionamento per pesticidi illustra le accortezze da seguire in fase di prelievo, dal contenitore alla conservazione del campione.

Come ridurre i pesticidi nell’acqua

Una volta accertata la presenza di pesticidi con un’analisi, i trattamenti più usati per ridurli sono la filtrazione su carboni attivi, efficace su molte molecole organiche, e l’osmosi inversa, che agisce con una membrana semipermeabile e ha generalmente uno spettro d’azione più ampio. La scelta tra le due opzioni, o la loro combinazione, dipende dal tipo di sostanza rilevata, dalla sua concentrazione e dalle altre caratteristiche dell’acqua.

La bollitura non è una soluzione: la maggior parte delle molecole organiche di sintesi non si degrada con il semplice calore e, riducendo il volume d’acqua per evaporazione, può addirittura concentrare leggermente i residui presenti. Il dettaglio delle soluzioni pratiche, dei criteri di scelta tra le tecnologie disponibili e delle indicazioni di manutenzione è raccolto nella guida come eliminare i pesticidi dall’acqua.

Pesticidi e salute: cosa dice la prudenza

L’esposizione prolungata ad alcune sostanze fitosanitarie attraverso l’acqua potabile è un tema seguito con attenzione dalle autorità sanitarie nazionali e internazionali, anche per questo la normativa fissa soglie molto restrittive rispetto ad altri parametri chimici. Questa pagina si limita a un inquadramento generale: gli effetti sulla salute, i gruppi più vulnerabili e le indicazioni pratiche sono approfonditi in modo specifico in pesticidi nell’acqua: effetti sulla salute.

Per i termini tecnici usati in questa pagina e nelle altre guide del cluster, il glossario dei pesticidi raccoglie le definizioni principali, utili a orientarsi tra sostanza attiva, metabolita e totale pesticidi.

Domande frequenti

Cosa si intende esattamente per pesticidi nell’acqua?

Sono residui di sostanze attive usate in agricoltura o per il verde (erbicidi, insetticidi, fungicidi) e i loro prodotti di trasformazione, i cosiddetti metaboliti, che possono infiltrarsi nell’acqua attraverso il suolo o il dilavamento superficiale.

Che differenza c’è tra valore di parametro per singola sostanza e totale pesticidi?

Il D.Lgs. 18/2023 fissa un valore di parametro molto restrittivo per ogni singola sostanza attiva rilevata e un valore separato per la somma di tutti i pesticidi individuati nel campione, indipendentemente dal fatto che i singoli valori siano rispettati.

I pesticidi nell’acqua si vedono o si sentono nel sapore?

No. Sono generalmente incolori, inodori e presenti a concentrazioni molto basse: la loro presenza non è percepibile con i sensi e può essere accertata solo con un’analisi chimica di laboratorio.

Quali pesticidi si cercano più spesso in un’analisi dell’acqua?

Il pannello dipende dall’uso del territorio, ma comprende tipicamente erbicidi storici e loro metaboliti, triazine, e altre sostanze attive diffuse in agricoltura, scelte anche in base alle colture prevalenti nella zona di prelievo.

I pesticidi riguardano solo l’acqua di pozzo o anche l’acquedotto?

Riguardano entrambi. L’acquedotto è monitorato periodicamente dal gestore e dalla ASL; pozzi e sorgenti private, specie in aree agricole, restano invece sotto la responsabilità di chi li utilizza e richiedono controlli autonomi.

Come si eliminano i pesticidi dall’acqua?

I trattamenti più usati sono la filtrazione su carboni attivi e l’osmosi inversa, scelti e dimensionati in base al tipo di sostanza rilevata e alla concentrazione misurata dall’analisi, non applicati genericamente.

I pesticidi nell’acqua sono pericolosi per la salute?

Un’esposizione prolungata a determinate sostanze è oggetto di attenzione da parte delle autorità sanitarie. Per qualsiasi valutazione sugli effetti sulla salute, in particolare per neonati, gravidanza o esposizione continuativa, il riferimento è sempre il medico, il pediatra e la ASL.

Bollire l’acqua elimina i pesticidi?

In genere no: la bollitura non degrada la maggior parte delle molecole organiche di sintesi e, evaporando parte dell’acqua, può anche concentrare leggermente i residui presenti. Servono trattamenti dedicati, scelti sulla base di un’analisi.

Ogni quanto conviene ripetere l’analisi dei pesticidi su un pozzo agricolo?

Non esiste una cadenza valida per tutti: dipende dall’uso del suolo circostante, dalla stagione dei trattamenti agricoli e dai risultati precedenti. È un aspetto da valutare caso per caso con il laboratorio, soprattutto in aree a coltivazione intensiva.

Un filtro a caraffa domestico basta contro i pesticidi?

Le caraffe filtranti standard hanno un’efficacia limitata e non uniforme sulle diverse famiglie di pesticidi: non vanno considerate una soluzione affidabile senza un dato analitico che ne confermi l’efficacia reale sulla specifica sostanza rilevata.

In sintesi

I pesticidi nell’acqua sono un contaminante silenzioso, non percepibile con i sensi, disciplinato da una doppia soglia normativa (singola sostanza e totale) che rende l’analisi di laboratorio l’unico strumento affidabile per sapere davvero cosa c’è nella propria acqua. Dal metodo analitico al campionamento, dagli effetti sulla salute alle soluzioni di trattamento, i link di questa pagina coprono ogni fase del percorso, con un approfondimento dedicato a pozzo e falda per chi si affida a una fonte privata.

Se la tua fonte si trova in una zona agricola, o vuoi semplicemente avere un quadro chiaro sulla presenza di pesticidi nella tua acqua, il primo passo è richiedere un’analisi con LaboratorioAcqua, indicando il contesto della fonte: un laboratorio accreditato ti aiuterà a costruire il pannello di sostanze più coerente, anche a partire dal pacchetto potabilità completa.

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