Vai al contenuto
LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
ParametroCapitolo 3.44· 12 min di lettura

Trialometani (THM) nell’acqua: cos’e, valori limite e rischi

Trialometani thm nell acqua: cos’e, valori limite di legge, rischi e come ridurlo. Analisi in laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

I trialometani (THM) sono composti organici che si formano quando il cloro usato per disinfettare l’acqua reagisce con la sostanza organica naturale presente nella fonte. Il D.Lgs. 18/2023 fissa per i trialometani totali un valore di parametro pari a 30 µg/L nell’acqua destinata al consumo umano. Riguardano soprattutto l’acqua di acquedotto clorata, molto meno i pozzi privati non disinfettati. Solo un’analisi di laboratorio dice se la concentrazione reale rispetta il limite.

In breve

  • I trialometani (THM) sono composti organici che si formano quando il cloro usato per disinfettare l’acqua reagisce con la sostanza organica naturale presente nella fonte.
  • La famiglia comprende quattro composti principali: cloroformio, bromodiclorometano, dibromoclorometano e bromoformio.
  • Il D.Lgs. 18/2023 fissa per i trialometani totali un valore di parametro di 30 µg/L nell’acqua destinata al consumo umano.
  • Riguardano soprattutto l’acqua di acquedotto clorata: i pozzi privati non disinfettati ne sono in genere esenti.
  • Le concentrazioni tendono a essere più alte in estate, per le temperature elevate e i tempi di permanenza nella rete.
  • Bollire l’acqua non è un trattamento affidabile: l’effetto sui diversi composti è irregolare e non garantito.
  • Non hanno un odore distintivo riconoscibile: la loro presenza si conosce solo con un’analisi di laboratorio dedicata.
  • Per la riduzione si usano trattamenti mirati come filtrazione a carboni attivi o osmosi inversa, non filtri generici.

Questa pagina fa parte della sezione contaminanti organici ed emergenti nell’acqua di LaboratorioAcqua e introduce il parametro trialometani: cosa sono, come si formano, quali sono i valori di legge e i rischi generali. Per il quadro più ampio sulla sicurezza dell’acqua da bere si può partire dalla guida sull’acqua potabile e dalla normativa acqua potabile in Italia; per gli approfondimenti specifici, questa pagina rimanda alle guide dedicate su effetti sulla salute, metodo di analisi e rimozione.

Che cosa sono i trialometani e come si formano

I trialometani sono composti organici che si formano come sottoprodotto della disinfezione dell’acqua con cloro o suoi derivati, quando il disinfettante reagisce con la sostanza organica naturale (acidi umici e fulvici, residui vegetali) presente nella fonte. Non vengono aggiunti intenzionalmente: sono un effetto collaterale chimico di un processo, la clorazione, che resta comunque essenziale per garantire la sicurezza microbiologica dell’acqua.

La famiglia dei trialometani comprende quattro composti principali, che si formano in proporzioni diverse a seconda della composizione dell’acqua di partenza, in particolare della presenza di bromuri.

Composto Origine prevalente Note
Cloroformio (triclorometano) Reazione cloro-sostanza organica in acque povere di bromuri Generalmente il composto più rappresentato nelle acque interne
Bromodiclorometano Presenza di bromuri in concentrazione moderata Intermedio tra le forme clorurate e bromurate
Dibromoclorometano Presenza di bromuri più significativa Più frequente in acque con apporto costiero o salino
Bromoformio (tribromometano) Acqua ricca di bromuri, es. aree costiere o falde saline Meno comune nell’entroterra

La quantità di sostanza organica naturale nella fonte d’acqua è il fattore di partenza più importante: acque superficiali (fiumi, laghi, invasi) sono generalmente più ricche di precursori organici rispetto a molte acque sotterranee profonde, e per questo tendono a produrre concentrazioni di THM più alte a parità di dosaggio di cloro.

Il valore limite di legge secondo il D.Lgs. 18/2023

Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184 e ha sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001, fissa per l’acqua destinata al consumo umano un valore di parametro di 30 µg/L per i trialometani totali, inteso come somma delle quattro specie principali. È un parametro chimico di conformità: il suo superamento rende l’acqua non conforme, non un semplice segnale di anomalia qualitativa.

Questo valore era già più severo di quello indicato a livello europeo dalla precedente direttiva 98/83/CE, che ammetteva fino a 100 µg/L: l’Italia aveva scelto, già con il D.Lgs. 31/2001, un limite più cautelativo, mantenuto anche nel testo attuale. Per l’acqua di acquedotto il rispetto del limite è responsabilità del gestore del servizio idrico, che effettua controlli periodici lungo la rete; per un pozzo o una sorgente privata che venga sottoposta a disinfezione con cloro, la responsabilità di verificare la conformità ricade su chi gestisce l’impianto.

Il quadro normativo generale, comprese le altre categorie di parametri e le responsabilità di gestori e ASL, è descritto nella guida alla normativa acqua potabile in Italia (D.Lgs. 18/2023).

Acquedotto o pozzo: dove si formano davvero i THM

I trialometani sono legati in modo diretto al processo di disinfezione con cloro: dove non c’è clorazione, la formazione di THM è strutturalmente molto meno probabile. Questo distingue nettamente l’acqua di acquedotto pubblico, quasi sempre disinfettata, dall’acqua di pozzo privato, che spesso non lo è.

Fonte Disinfezione tipica Rischio THM
Acquedotto pubblico Clorazione o derivati del cloro, quasi sempre presente Rischio strutturale, da monitorare periodicamente
Pozzo privato non disinfettato Assente Rischio molto basso in assenza di clorazione
Pozzo o cisterna con clorazione domestica Cloro o ipoclorito aggiunto dall’utente Rischio possibile, dipende da dosaggio e sostanza organica presente
Acqua di sorgente non trattata Assente Rischio molto basso in assenza di clorazione

I fattori che fanno aumentare la concentrazione di THM

La quantità di trialometani che si forma in un impianto di distribuzione non è fissa: dipende da alcuni fattori che possono combinarsi tra loro, aumentando o riducendo il risultato finale rispetto allo stesso dosaggio di cloro applicato all’origine.

Fattore Effetto sulla formazione di THM
Quantità di sostanza organica nell’acqua grezza Più precursori organici, più THM a parità di cloro dosato
Dose di cloro applicata Dosaggi più alti aumentano la reazione e quindi i THM
Temperatura dell’acqua Temperature più alte accelerano la reazione chimica
Tempo di contatto e permanenza in rete Più tempo tra la clorazione e il rubinetto, più THM si formano
Presenza di bromuri Favorisce le forme bromurate (dibromoclorometano, bromoformio)
pH dell’acqua Valori di pH più alti tendono a favorire la formazione di alcuni THM

Questa combinazione di fattori spiega perché la concentrazione di trialometani in una stessa rete di acquedotto non è costante nel tempo, ma può variare in modo significativo tra un periodo e l’altro dell’anno.

Esempio pratico: variazione stagionale in una rete di acquedotto

Una famiglia allacciata alla rete di acquedotto del proprio comune fa analizzare l’acqua del rubinetto due volte, a distanza di alcuni mesi: una prima volta in un periodo invernale, una seconda in piena estate. Il referto invernale riporta trialometani totali entro il valore di parametro, con una concentrazione contenuta; il referto estivo, sullo stesso punto di prelievo, mostra un valore più alto, pur restando entro il limite di legge in questo scenario ipotetico. La differenza è coerente con l’effetto combinato di temperature più elevate, maggiore tempo di permanenza dell’acqua nei tratti terminali della rete durante i picchi di consumo estivo e, in alcuni periodi, un dosaggio di cloro leggermente superiore da parte del gestore per garantire la sicurezza microbiologica. Questo esempio mostra perché un unico controllo, fatto una sola volta nell’anno, racconta solo una parte della situazione reale: per chi vuole un quadro più completo, ripetere l’analisi in periodi diversi è una scelta utile, soprattutto in presenza di neonati o donne in gravidanza in famiglia.

Rischi per la salute: cosa dice la scienza

L’esposizione cronica a concentrazioni elevate di trialometani nell’acqua potabile è un tema studiato dalle autorità sanitarie internazionali, che ne monitorano gli effetti a lungo termine anche attraverso l’ingestione, l’inalazione durante la doccia e l’assorbimento cutaneo. Il rispetto del valore di parametro di 30 µg/L fissato dal D.Lgs. 18/2023 rappresenta il riferimento di conformità per l’acqua distribuita in Italia.

Per una trattazione più estesa dei meccanismi di esposizione, delle popolazioni più attente da monitorare e delle evidenze disponibili, la pagina dedicata a trialometani (THM): effetti sulla salute approfonde specificamente questo aspetto; qui ci limitiamo a inquadrare il tema nel contesto generale del parametro.

Come si misura la concentrazione di trialometani

La determinazione dei trialometani in laboratorio si effettua con tecniche di gascromatografia abbinate a un sistema di campionamento headspace, che consente di analizzare i composti volatili presenti nell’acqua senza alterarne la concentrazione durante la preparazione del campione. Il risultato riporta sia il valore delle singole specie sia il totale, il dato da confrontare con il limite di legge.

Il campionamento è un passaggio delicato: i THM sono composti volatili e un prelievo non corretto, per esempio con un contenitore non idoneo o tempi di trasporto lunghi in condizioni inadeguate, può alterare il risultato. La guida analisi trialometani (THM) nell’acqua: metodo e costo spiega come impostare correttamente la richiesta, mentre l’approfondimento su come si analizzano i trialometani nell’acqua (GC headspace) descrive nel dettaglio la tecnica strumentale utilizzata.

Come si riducono i trialometani nell’acqua

Una volta accertata la presenza di trialometani sopra il valore desiderato, la riduzione richiede trattamenti mirati, non un filtro generico. I sistemi più utilizzati a livello domestico sono la filtrazione a carboni attivi, che adsorbe efficacemente molti composti organici volatili se dimensionata e manutenuta correttamente, e l’osmosi inversa, che agisce con una membrana semipermeabile. Anche una semplice aerazione dell’acqua in un contenitore aperto può favorire la volatilizzazione di alcuni THM, ma con un effetto meno prevedibile e non uniforme tra i diversi composti della famiglia.

Il dettaglio delle soluzioni disponibili, dei criteri di scelta e delle indicazioni di manutenzione è raccolto nella guida come eliminare i trialometani (THM) dall’acqua, pensata per chi ha già un dato di analisi e deve passare alla fase operativa.

Domande frequenti

Cosa sono esattamente i trialometani (THM)?

Sono una famiglia di composti organici (cloroformio, bromodiclorometano, dibromoclorometano e bromoformio) che si formano come sottoprodotto della disinfezione dell’acqua con cloro, quando questo reagisce con la sostanza organica naturale presente nella fonte.

Qual è il limite di legge per i trialometani nell’acqua potabile?

Il D.Lgs. 18/2023 fissa il valore di parametro a 30 µg/L per i trialometani totali, cioè la somma delle quattro specie principali, nell’acqua destinata al consumo umano.

I trialometani si trovano anche nell’acqua di pozzo?

Raramente, e solo se l’acqua viene disinfettata con cloro prima dell’uso. I THM si formano dalla reazione tra cloro e sostanza organica, quindi riguardano soprattutto l’acqua di acquedotto, dove la clorazione è il metodo di disinfezione più diffuso.

Bollire l’acqua elimina i trialometani?

La bollitura prolungata in ambiente aperto può favorire la volatilizzazione di alcuni THM, ma non è un trattamento affidabile né uniforme: alcuni composti si degradano più di altri e il risultato non è garantito. Per una riduzione affidabile servono trattamenti dedicati.

I trialometani nell’acqua sono pericolosi per la salute?

Un’esposizione prolungata a concentrazioni elevate di trialometani è oggetto di attenzione da parte delle autorità sanitarie internazionali. Per la valutazione degli effetti sulla salute il riferimento corretto è il medico curante e, per approfondimenti, la ASL territoriale.

Come si misura la concentrazione di trialometani nell’acqua?

In laboratorio si utilizza la gascromatografia con tecnica headspace, che separa e quantifica le quattro specie di THM in un unico campione, restituendo sia il valore delle singole specie sia il totale da confrontare con il limite di legge.

Perché i trialometani aumentano in estate?

Le temperature più alte accelerano la reazione chimica tra cloro e sostanza organica e possono coincidere con un maggiore dosaggio di disinfettante da parte dei gestori; per questo le concentrazioni di THM tendono a essere più alte nei mesi caldi rispetto all’inverno.

Come si riducono i trialometani nell’acqua di casa?

I sistemi più usati sono i filtri a carboni attivi, dimensionati e manutenuti correttamente, e l’osmosi inversa; anche la semplice aerazione dell’acqua in un contenitore aperto può favorire la riduzione di alcuni composti, ma in modo meno prevedibile.

Un’acqua senza odore di cloro è comunque a rischio THM?

Sì. L’assenza di odore di cloro percepibile non esclude la presenza di trialometani: questi composti non hanno un odore distintivo riconoscibile e la loro concentrazione si conosce solo con un’analisi di laboratorio specifica.

L’acqua in bottiglia contiene trialometani?

In generale l’acqua minerale in bottiglia non subisce disinfezione con cloro, quindi il rischio di formazione di THM è strutturalmente più basso rispetto all’acqua di acquedotto trattata, ma la garanzia di qualità resta comunque affidata ai controlli previsti per ciascuna tipologia di prodotto.

In sintesi

I trialometani sono un parametro tecnico ben definito, legato al processo di disinfezione con cloro più che a una singola causa di inquinamento: conoscerli significa capire come si formano, quando cercarli e come interpretare un referto, non temere genericamente "l’acqua clorata". Se vuoi sapere se la tua acqua, di acquedotto o con disinfezione domestica, rispetta il valore di parametro del D.Lgs. 18/2023, il punto di partenza corretto è un’analisi mirata: la pagina analisi trialometani (THM) nell’acqua: metodo e costo spiega come impostare la richiesta, mentre puoi avviare direttamente la richiesta di analisi indicando la fonte dell’acqua e il periodo dell’anno del prelievo. Per una visione più ampia dei contaminanti organici e dei parametri correlati, resta disponibile l’hub contaminanti organici ed emergenti nell’acqua.

Costruisci la richiesta giusta

Ti consigliamo il controllo «Potabilità Completa». Richiedi un preventivo gratuito e senza impegno.

Richiedi analisi Vedi cosa include il pacchetto Potabilità Completa