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LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
ParametroCapitolo 3.43· 10 min di lettura

Analisi PFAS nell’acqua: metodo e costo

Analisi pfas acqua: cos’e, valori limite di legge, rischi e come ridurlo. Analisi in laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

L’analisi PFAS nell’acqua è un esame di laboratorio in tecnica LC-MS/MS che ricerca e quantifica le sostanze perfluoroalchiliche, restituendo i singoli composti insieme ai parametri aggregati ’Somma di PFAS’ e ’PFAS totali’ previsti dal D.Lgs. 18/2023. Si richiede indicando la fonte d’acqua e l’uso; il campionamento segue procedure dedicate per evitare contaminazioni. Il costo non è indicativo a listino: si definisce a preventivo in base al set di parametri scelto.

Chi cerca di capire come funziona in pratica un’analisi PFAS dell’acqua — cosa viene misurato, come si organizza il prelievo, come si legge il referto — trova qui il percorso operativo. Per un inquadramento generale del tema PFAS, dalla loro origine agli effetti ambientali, la guida di riferimento è PFAS nell’acqua: guida completa; questa pagina fa parte del più ampio percorso sui contaminanti organici ed emergenti nell’acqua e ne rappresenta lo sportello operativo per chi vuole passare dalla domanda alla richiesta di analisi.

In breve

  • L’analisi PFAS è un esame di laboratorio in tecnica LC-MS/MS che identifica e quantifica singoli composti perfluoroalchilici in tracce.
  • Il referto riporta i singoli composti insieme ai due parametri aggregati del D.Lgs. 18/2023: "Somma di PFAS" e "PFAS totali".
  • La richiesta si costruisce indicando fonte d’acqua (acquedotto, pozzo, sorgente), uso e finalità del controllo, così da definire il set di composti più adatto.
  • Il campionamento è una fase critica: richiede contenitori dedicati e l’esclusione di materiali che rilasciano fluoro.
  • Il costo non è indicato a listino: dipende dal numero di parametri richiesti e si definisce sempre a preventivo.
  • È possibile abbinare i PFAS ad altri parametri nello stesso prelievo per un quadro più ampio con un solo campionamento.
  • Per gli aspetti sanitari il referto non sostituisce una valutazione clinica: il riferimento resta il medico o la ASL.

Cosa comprende un’analisi PFAS

Un’analisi PFAS comprende la ricerca in LC-MS/MS di un elenco di composti perfluoroalchilici, riportati singolarmente nel referto, più il calcolo dei due indicatori aggregati previsti dal D.Lgs. 18/2023: la "Somma di PFAS" e i "PFAS totali". Ogni valore è espresso con la propria unità di misura e confrontato con il relativo valore di parametro, quando applicabile alla matrice analizzata.

Il set di composti effettivamente ricercati non è sempre lo stesso: dipende dal pacchetto scelto e dal contesto della richiesta. Un controllo di base, orientato a rispondere alla domanda "l’acqua rispetta i parametri di legge", si concentra tipicamente sui composti indicati dalla normativa per il calcolo della "Somma di PFAS". Un’indagine più ampia, utile ad esempio in presenza di sospette contaminazioni industriali o per caratterizzare un sito, può includere un numero maggiore di molecole, per intercettare anche composti a catena corta o meno comuni. La logica di questi due indicatori e la loro differenza sono spiegate nel dettaglio nella scheda PFAS nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi.

Livello di richiesta Composti tipicamente coperti Quando è indicato
Controllo di base Composti previsti per il calcolo della "Somma di PFAS" Verifica ordinaria di un pozzo, prima caratterizzazione, tranquillità sull’acqua di casa
Indagine estesa Elenco più ampio di composti, incluse alcune catene corte Sospetta contaminazione industriale, aree note per pressione produttiva, caratterizzazione di un sito
Analisi combinata PFAS insieme ad altri parametri organici/inorganici Quadro complessivo su un’unica fonte con un solo prelievo

Per capire nel dettaglio come funziona la tecnica analitica alla base di questi risultati — perché serve la spettrometria di massa e non basta un test rapido — la guida dedicata è come si analizzano i PFAS nell’acqua (LC-MS/MS).

Come si richiede l’analisi

Per richiedere un’analisi PFAS occorre indicare al laboratorio alcune informazioni essenziali: la fonte (acquedotto, pozzo privato, sorgente, cisterna), l’uso dell’acqua (potabile, irriguo, altro) e la finalità del controllo (verifica ordinaria, sospetta contaminazione, dopo un trattamento). Queste informazioni permettono di proporre il set di parametri più adatto e di stimare correttamente tempi e organizzazione del prelievo.

Il percorso, in pratica, segue alcuni passaggi ricorrenti. Prima si definisce insieme al laboratorio l’ambito dell’analisi, cioè quali composti includere e se abbinare altri parametri. Poi si organizza il campionamento, che per i PFAS richiede attenzioni specifiche descritte più avanti. Il campione viene quindi analizzato in laboratorio e i risultati confluiscono in un referto che riporta ogni valore confrontato con il parametro di legge, quando pertinente. Il preventivo definisce con chiarezza cosa è incluso, evitando sorprese sul contenuto dell’analisi.

Esempio pratico. Un’azienda agricola che irriga con acqua di pozzo, situata in una zona dove in passato erano attivi insediamenti industriali, vuole verificare la presenza di PFAS prima di programmare eventuali interventi. Contatta il laboratorio, indica fonte, uso e la ragione del controllo; sulla base di queste informazioni viene proposta un’indagine estesa, con un numero di composti superiore al controllo di base. Il prelievo viene eseguito con contenitori dedicati secondo le istruzioni ricevute, e il referto finale riporta i singoli composti, la "Somma di PFAS" e i "PFAS totali", ciascuno confrontato con il relativo valore di parametro del D.Lgs. 18/2023.

Il campionamento: una fase delicata

Il campionamento per i PFAS non è equiparabile a quello di altri parametri: materiali comuni come alcune plastiche, guarnizioni o nastri in politetrafluoroetilene possono rilasciare fluoro e contaminare il campione, generando risultati non attendibili. Per questo servono contenitori idonei e una procedura di prelievo dedicata, concordata con il laboratorio prima di procedere.

Un errore in questa fase — un contenitore non idoneo, un risciacquo con acqua di dubbia provenienza, l’uso di materiali sbagliati — può produrre sia falsi positivi sia falsi negativi, indipendentemente dalla qualità della successiva analisi in laboratorio. Le indicazioni operative complete, comprese le accortezze su trasporto e conservazione del campione, sono raccolte nella guida al campionamento per PFAS.

Come leggere il referto

Il referto di un’analisi PFAS riporta, per ciascun composto ricercato, la concentrazione misurata con la relativa unità di misura, oltre ai valori aggregati "Somma di PFAS" e "PFAS totali", ciascuno confrontato con il proprio valore di parametro fissato dal D.Lgs. 18/2023. Un valore indicato come "minore di" una certa soglia significa che l’eventuale presenza è sotto il limite di quantificazione del metodo, non necessariamente che i PFAS siano del tutto assenti.

La lettura corretta tiene conto sia dei singoli composti sia degli indicatori aggregati: un valore basso su tutti i singoli composti non esclude che la somma si avvicini al parametro di riferimento, ed è per questo che entrambi gli indicatori vanno considerati insieme. Se il risultato solleva dubbi, il passo successivo tipico è valutare con un tecnico l’opportunità di un sistema di trattamento, argomento approfondito nella guida all’abbattimento PFAS: un trattamento va sempre dimensionato su un dato analitico di partenza, non scelto "al buio".

Voce nel referto Cosa indica
Singolo composto (es. PFOA, PFOS) Concentrazione misurata di quella specifica molecola
Somma di PFAS Sommatoria di un elenco definito di composti, confrontata con il relativo valore di parametro
PFAS totali Misura più ampia del contenuto complessivo, confrontata con il relativo valore di parametro
"< limite di quantificazione" Presenza eventuale sotto la soglia rilevabile dal metodo, non assenza certa

Normativa di riferimento e quadro generale

Il quadro normativo che rende obbligatori i parametri PFAS nell’acqua destinata al consumo umano è il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184 e ha sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001, oggi abrogato. La norma introduce per la prima volta i due parametri "Somma di PFAS" e "PFAS totali" con i relativi valori limite. Un quadro completo delle novità normative legate a questi e altri parametri emergenti si trova nella guida ai nuovi parametri del D.Lgs. 18/2023 (PFAS, bisfenolo A, microcistine), mentre l’inquadramento generale della normativa sull’acqua potabile è nella guida alla normativa acqua potabile in Italia.

Per chi vuole una panoramica sulla diffusione territoriale del tema in Italia, un riferimento utile è l’atlante PFAS in Italia. Per gli aspetti relativi alla salute, invece, il rimando corretto è la scheda dedicata PFAS nell’acqua: effetti sulla salute.

Domande frequenti

Cosa comprende esattamente un’analisi PFAS dell’acqua?

Comprende la ricerca di un elenco di singoli composti perfluoroalchilici in tecnica LC-MS/MS, più i due parametri aggregati "Somma di PFAS" e "PFAS totali" del D.Lgs. 18/2023. Il referto riporta ogni valore con l’unità di misura e il confronto con il relativo valore di parametro.

Quanto costa un’analisi PFAS in laboratorio?

Il costo non si comunica in modo generico perché dipende dal numero di composti ricercati, dal tipo di matrice e dalla fonte d’acqua. Per una cifra puntuale è necessario richiedere un preventivo indicando fonte, uso e finalità del controllo.

Quanto tempo serve per avere il referto PFAS?

I tempi dipendono dalla complessità del set di parametri e dal carico del laboratorio in quel momento. Vengono comunicati insieme al preventivo, così da poter programmare il prelievo e la consegna del referto in modo affidabile.

Serve un campionamento speciale per i PFAS?

Sì. I PFAS richiedono contenitori idonei e l’esclusione di materiali che possono rilasciare fluoro, come alcune plastiche o guarnizioni in politetrafluoroetilene. Il prelievo va eseguito seguendo le indicazioni del laboratorio per non compromettere il risultato.

Chi dovrebbe richiedere un’analisi PFAS?

In particolare chi si approvvigiona da pozzo o fonte privata in aree con storica presenza industriale, chi vuole verificare un sistema di trattamento già installato o chi ha bisogno di un dato indipendente sul punto di consumo, oltre ai controlli previsti per legge in ambito professionale.

L’acqua dell’acquedotto va comunque analizzata per i PFAS?

Il monitoraggio ordinario dell’acqua di acquedotto è a carico del gestore secondo il D.Lgs. 18/2023. Chi desidera comunque una verifica indipendente al proprio punto di consumo può comunque richiederla, ad esempio per tranquillità personale o per esigenze specifiche.

Il referto PFAS indica se l’acqua è sicura da bere?

Il referto riporta i valori misurati confrontati con i limiti del D.Lgs. 18/2023, non un giudizio sanitario personalizzato. La valutazione delle conseguenze per la salute individuale, specie per neonati o donne in gravidanza, va discussa con medico o pediatra e con la ASL.

Come scelgo quanti composti far analizzare?

La scelta dipende dal contesto: chi non ha indizi specifici può partire da un pacchetto che copre i composti previsti dal D.Lgs. 18/2023, mentre situazioni con sospetta contaminazione industriale possono richiedere un set più ampio. Il laboratorio aiuta a definire l’ambito corretto in fase di preventivo.

Posso analizzare i PFAS insieme ad altri parametri?

Sì, è comune abbinare i PFAS ad altri contaminanti organici o inorganici nello stesso campione, per avere un quadro più completo con un unico prelievo. La combinazione va concordata con il laboratorio in base alla fonte e all’uso dell’acqua.

In sintesi

Un’analisi PFAS ben impostata parte da una richiesta chiara — fonte, uso e finalità del controllo — prosegue con un campionamento eseguito secondo procedure dedicate e si conclude con un referto che confronta ogni composto e i parametri aggregati con i valori del D.Lgs. 18/2023. Il costo non è mai indicato in modo generico: dipende dal set di parametri e va sempre richiesto a preventivo.

Se vuoi verificare la presenza di PFAS nella tua acqua, il modo più efficiente per iniziare è richiedere l’analisi indicando fonte e uso: riceverai indicazioni sul set di parametri più adatto e un preventivo su misura. Per questo tema è disponibile anche un percorso analitico dedicato, il pacchetto PFAS. Per un inquadramento più ampio prima di procedere, restano utili la guida PFAS nell’acqua: guida completa e la panoramica sull’analisi dell’acqua.

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