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LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
Guida regionaleCapitolo 9.138· 7 min di lettura

Arsenico nell’acqua in Lazio

Arsenico nell’acqua in Lazio: valori tipici, criticita locali e dove far analizzare l’acqua.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua

Risposta rapida

Nel Lazio l’arsenico nell’acqua è un tema noto soprattutto nelle aree di origine vulcanica (Viterbese, Colli Albani, parte della provincia di Roma), dove il substrato geologico può rilasciare arsenico naturale nelle falde. Per l’acquedotto pubblico il gestore effettua i controlli previsti dal D.Lgs. 18/2023; per i pozzi privati la verifica è a carico del proprietario. L’unico modo per sapere il valore reale nella propria acqua è un’analisi di laboratorio.

In breve

  • Nel Lazio l’arsenico nell’acqua è legato soprattutto alla geologia vulcanica di alcune aree (Viterbese, Colli Albani, parte della provincia di Roma).
  • L’acqua da acquedotto pubblico è sottoposta a controlli periodici; i pozzi privati non lo sono automaticamente.
  • L’arsenico disciolto non si vede né si sente al gusto: serve un’analisi di laboratorio per saperlo.
  • Il riferimento normativo attuale è il D.Lgs. 18/2023, che ha sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001.
  • In caso di valori elevati esistono sistemi di trattamento dedicati all’abbattimento dell’arsenico.
  • Chi beve acqua da pozzo privato in zone vulcaniche del Lazio dovrebbe considerare un controllo periodico.
  • Per approfondire il quadro generale su questo elemento si veda la pagina arsenico nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi.
  • Per il quadro regionale complessivo consulta l’hub qualità dell’acqua in Italia per regione.

Perché l’arsenico è un tema nel Lazio

L’arsenico è un elemento naturalmente presente in alcune rocce e sedimenti; nel Lazio, il substrato di origine vulcanica di aree come il Viterbese e i Colli Albani può favorirne il rilascio nelle acque sotterranee. Questo lo rende un parametro da tenere in considerazione soprattutto per chi utilizza pozzi privati in quelle zone.

A differenza di contaminazioni legate ad attività industriali o agricole, l’arsenico geogenico ha origine dal contatto naturale tra acqua e roccia. La sua presenza può variare molto anche a distanza di pochi chilometri, in funzione della profondità della falda captata e della composizione locale del sottosuolo. Per questo motivo generalizzazioni su base comunale vanno prese con cautela: due pozzi vicini possono avere concentrazioni molto diverse.

Acqua di rete pubblica vs pozzo privato

Per l’acqua distribuita dagli acquedotti pubblici il gestore idrico effettua i controlli previsti dal D.Lgs. 18/2023, con parametri comunicati alle autorità sanitarie competenti; eventuali superamenti attivano procedure di intervento e informazione. Per i pozzi privati, invece, non esiste un monitoraggio automatico: la verifica è responsabilità di chi utilizza il pozzo.

Questa distinzione è centrale nel Lazio, dove l’uso di pozzi privati per irrigazione, uso domestico o come integrazione alla rete è diffuso in diverse aree, incluse alcune zone rurali del Viterbese e dei Colli Albani. Chi attinge acqua da pozzo, soprattutto per uso potabile o per la preparazione di alimenti per bambini, dovrebbe considerare un’analisi mirata, come descritto anche nella pagina dedicata all’arsenico nell’acqua di pozzo.

Fonte d’acqua Controlli previsti Chi verifica
Acquedotto pubblico Periodici, secondo D.Lgs. 18/2023 Gestore idrico e autorità sanitaria
Pozzo privato non allacciato Nessun obbligo automatico Proprietario del pozzo
Acqua minerale imbottigliata Normativa specifica propria Produttore e autorità competenti

Come si analizza l’arsenico nell’acqua

L’unico modo affidabile per conoscere la concentrazione di arsenico in un campione d’acqua è un’analisi condotta da un laboratorio accreditato, che utilizza tecniche di spettrometria specifiche per la rilevazione di metalli in tracce. Il risultato viene confrontato con il valore di legge indicato nella normativa vigente.

Il processo prevede in genere il prelievo del campione secondo modalità standardizzate (per evitare contaminazioni o alterazioni), l’analisi in laboratorio e la restituzione di un referto con il valore misurato. Per il dettaglio del metodo, si può consultare la pagina su come si analizza l’arsenico nell’acqua e quella su analisi arsenico nell’acqua: metodo.

Esempio pratico

Una famiglia che vive in un’area collinare del Viterbese utilizza da anni un pozzo privato per l’irrigazione dell’orto e, saltuariamente, per uso domestico. Non avendo mai effettuato analisi, decide di far verificare l’acqua prima di destinarla anche al consumo potabile per i figli piccoli. Il campione viene prelevato e inviato a un laboratorio accreditato, che restituisce un referto con il valore di arsenico riscontrato, confrontato con il limite di legge. In base al risultato, la famiglia può decidere se l’acqua è adatta all’uso previsto o se è necessario un sistema di trattamento dedicato, come descritto nella pagina su come eliminare l’arsenico dall’acqua e in quella sull’abbattimento dell’arsenico.

Cosa fare in caso di valori elevati

Se l’analisi conferma una concentrazione di arsenico superiore al limite di legge, la soluzione più efficace è l’installazione di un sistema di trattamento dedicato all’abbattimento dell’arsenico, dimensionato in base al valore rilevato e all’uso dell’acqua. Non esistono rimedi casalinghi generici affidabili per questo tipo di contaminante.

La scelta del trattamento va fatta sulla base del dato analitico reale, non per approssimazione: due pozzi con valori diversi possono richiedere soluzioni differenti per efficacia e dimensionamento. Per un quadro più ampio su cause, rischi e soglie normative si rimanda alla pagina generale arsenico nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi e all’atlante dell’arsenico in Italia, utile per un inquadramento nazionale del fenomeno.

Domande frequenti

Perché l’arsenico è un problema in alcune zone del Lazio?

Perché il territorio vulcanico del Viterbese e dei Colli Albani ha rocce e sedimenti che possono cedere arsenico naturale alle acque sotterranee, a differenza di zone con geologia diversa.

L’acqua del rubinetto in Lazio è sicura rispetto all’arsenico?

L’acqua distribuita dagli acquedotti pubblici è sottoposta a controlli periodici da parte del gestore e delle autorità sanitarie; in caso di superamenti sono previsti interventi. Per certezza sul proprio punto di erogazione serve comunque un’analisi.

I pozzi privati nel Lazio vengono controllati automaticamente?

No. I controlli obbligatori riguardano l’acqua destinata al consumo umano gestita dagli enti idrici; i pozzi privati non allacciati alla rete pubblica non sono monitorati d’ufficio e la verifica va richiesta dal proprietario.

Come faccio ad analizzare l’arsenico nella mia acqua in Lazio?

Rivolgendosi a un laboratorio accreditato che preleva o riceve un campione e misura la concentrazione di arsenico con tecniche di spettrometria, restituendo un referto confrontabile con i limiti di legge.

Cosa fare se l’analisi rileva arsenico oltre il limite?

Va valutata l’installazione di un sistema di trattamento dedicato all’abbattimento dell’arsenico e, per situazioni di consumo prolungato o categorie sensibili, un confronto con il medico o l’ASL territoriale.

L’arsenico nell’acqua si vede o si sente al gusto?

No, l’arsenico disciolto in acqua è inodore e incolore: non è percepibile con i sensi, quindi la sola analisi di laboratorio permette di individuarlo.

Quali comuni del Lazio sono più associati a criticità storiche da arsenico?

Diverse aree del Viterbese e dei Colli Albani sono note in letteratura tecnica per la presenza di arsenico geogenico nelle falde; la situazione può variare da pozzo a pozzo, per cui non va generalizzata senza un dato analitico specifico.

L’acqua in bottiglia nel Lazio è un’alternativa sicura all’arsenico?

Le acque minerali imbottigliate seguono una normativa e controlli propri, distinti da quelli dell’acqua potabile da rete; non sostituiscono la necessità di conoscere la qualità dell’acqua di casa se si beve acqua di rete o di pozzo.

In sintesi

Nel Lazio, la presenza di arsenico nell’acqua è legata soprattutto alla geologia vulcanica di alcune aree e riguarda in particolare chi utilizza pozzi privati non monitorati d’ufficio. Non essendo un contaminante percepibile con i sensi, l’unico modo per conoscere la situazione reale della propria acqua è un’analisi di laboratorio. Per impostare correttamente una richiesta di analisi dell’arsenico, è possibile consultare la guida generale su analisi dell’acqua e la pagina sulla normativa acqua potabile in Italia, oltre a rivolgersi a richiedi un’analisi per impostare il prelievo più adatto al proprio caso.

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