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LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
ParametroCapitolo 3.108· 10 min di lettura

Arsenico nell’acqua: cos’e, valori limite e rischi

Arsenico nell acqua: cos’e, valori limite di legge, rischi e come ridurlo. Analisi in laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

L’arsenico è un elemento chimico presente in natura che può disciogliersi nelle acque sotterranee, soprattutto in zone di origine vulcanica o geotermica, ed è incolore, inodore e insapore: si rileva solo con un’analisi di laboratorio. Il D.Lgs. 18/2023 fissa il valore di parametro per l’acqua destinata al consumo umano in 10 microgrammi per litro (µg/L), lo stesso limite indicato dall’OMS come valore guida. Riguarda soprattutto pozzi e sorgenti private non trattate; l’acqua di acquedotto è sotto controllo periodico di gestore e ASL.

L’arsenico è uno dei parametri più delicati tra i metalli pesanti nell’acqua: è di origine spesso naturale, non si percepisce con i sensi ed è disciplinato da un valore di parametro preciso. Questa pagina spiega cos’è, da dove arriva, quali sono i valori di riferimento normativi e quando rappresenta un rischio, con i link agli approfondimenti dedicati a salute, analisi, trattamento e diffusione territoriale.

In breve

  • L’arsenico è un elemento chimico naturale, incolore, inodore e insapore: si rileva solo con un’analisi di laboratorio.
  • Nell’acqua può derivare dal dilavamento di rocce vulcaniche o geotermiche (origine geogenica) o, più raramente, da contaminazione di origine industriale o agricola.
  • Il D.Lgs. 18/2023 fissa il valore di parametro per l’acqua destinata al consumo umano in 10 µg/L, in linea con il valore guida dell’OMS.
  • Esiste in due forme chimiche principali: arsenito (trivalente) e arseniato (pentavalente), con comportamento diverso nei trattamenti.
  • Il problema riguarda soprattutto pozzi e sorgenti private non trattate; l’acqua di acquedotto è sotto controllo periodico di gestore e ASL.
  • L’esposizione cronica è un tema sanitario che le autorità internazionali monitorano con attenzione: per la valutazione degli effetti il riferimento è sempre medico o ASL.
  • La presenza di arsenico non è uniforme sul territorio italiano: dipende dalla geologia locale.
  • Se un’analisi rileva un superamento, esistono trattamenti di abbattimento dedicati, da scegliere sulla base del dato analitico.

Cos’è l’arsenico e come arriva nell’acqua

L’arsenico è un elemento chimico (semimetallo) presente naturalmente nella crosta terrestre. Quando l’acqua sotterranea attraversa rocce, sedimenti o minerali che lo contengono — condizione più frequente in aree di origine vulcanica o geotermica — l’arsenico può passare in soluzione e finire nella falda. È la cosiddetta origine geogenica, la più comune in Italia e nel mondo per questo parametro.

Esiste anche una possibile origine antropica, legata ad attività industriali, minerarie o all’uso storico di alcuni pesticidi e conservanti del legno contenenti arsenico, ma nella maggior parte dei casi rilevati in acque sotterranee italiane il contributo geologico è predominante. In entrambi i casi, l’arsenico disciolto in acqua è incolore, inodore e insapore: nessun segnale sensoriale permette di sospettarne la presenza, che può essere confermata solo con un’analisi chimica in laboratorio.

Le due forme chimiche: arsenito e arseniato

La risposta diretta è questa: l’arsenico disciolto in acqua si presenta prevalentemente in due forme inorganiche, l’arsenito (arsenico trivalente, As III) e l’arseniato (arsenico pentavalente, As V). Le acque sotterranee anossiche tendono a favorire la forma trivalente, più mobile e più difficile da trattenere nei trattamenti comuni, mentre le acque superficiali ossigenate favoriscono la forma pentavalente.

Questa distinzione non è solo accademica: incide direttamente sulla scelta del trattamento quando un’analisi rileva un superamento del valore di parametro. Un impianto scelto senza sapere quale forma prevale rischia un’efficacia reale inferiore a quella attesa. Il tema è approfondito, insieme alle tecnologie disponibili, nella guida sull’abbattimento dell’arsenico.

Il valore di parametro: cosa dice il D.Lgs. 18/2023

Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184 e ha sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001, fissa per l’arsenico nell’acqua destinata al consumo umano un valore di parametro di 10 µg/L (0,010 mg/L). È lo stesso valore indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come guideline value nelle sue linee guida per la qualità dell’acqua potabile, e si applica sia alle reti di acquedotto sia, con responsabilità diverse in capo al proprietario, all’acqua di pozzi e sorgenti private destinata a uso potabile.

Aspetto Riferimento
Normativa attuale D.Lgs. 18/2023 (recepisce la Direttiva UE 2020/2184)
Normativa storica (abrogata) D.Lgs. 31/2001
Valore di parametro arsenico 10 µg/L (0,010 mg/L)
Valore guida OMS 10 µg/L
Ambito di applicazione Acquedotto pubblico e acque private a uso potabile

Il quadro normativo completo, con i criteri generali di potabilità e i controlli previsti, è trattato nella guida normativa acqua potabile in Italia (D.Lgs. 18/2023); per il contesto più ampio sulla sicurezza dell’acqua da bere si può partire dalla guida acqua potabile: cosa significa e quando è sicura da bere.

Pozzo, sorgente privata o acquedotto: cambia il rischio

La risposta diretta è questa: l’arsenico è un contaminante prevalentemente geologico, quindi riguarda soprattutto le acque sotterranee non trattate, come pozzi e sorgenti private, la cui qualità è responsabilità di chi le utilizza. L’acqua di acquedotto pubblico è invece sottoposta a controlli periodici obbligatori da parte del gestore e della ASL, che includono anche l’arsenico tra i parametri monitorati.

Questo non significa che l’acqua di rete sia esente da attenzione: variazioni locali, anomalie temporanee o approvvigionamenti misti possono comunque giustificare un controllo autonomo, soprattutto per chi vuole avere un dato aggiornato e specifico sul proprio punto di consumo. I due scenari sono approfonditi separatamente: arsenico nell’acqua di pozzo: valori, rischi e soluzioni per chi si rifornisce da una fonte privata, e arsenico nell’acqua di rubinetto: valori, rischi e soluzioni per chi è allacciato alla rete.

Esempio pratico: un caso frequente

Una famiglia acquista una casa con pozzo privato in una zona di origine vulcanica, dove l’acqua è sempre stata usata "da sempre" senza controlli recenti. Prima di continuare a berla, richiede un’analisi di potabilità completa, che include l’arsenico tra i parametri. Il referto rileva una concentrazione superiore al valore di parametro del D.Lgs. 18/2023, mentre gli altri parametri risultano nella norma. Sulla base di questo dato — e non di un’impressione soggettiva sulla qualità dell’acqua — la famiglia valuta un trattamento di abbattimento dedicato e, nel frattempo, usa acqua da una fonte alternativa verificata per bere e cucinare. Dopo l’installazione, una seconda analisi conferma che il valore è rientrato nei limiti.

Diffusione dell’arsenico in Italia

La presenza di arsenico nell’acqua non è uniforme sul territorio nazionale: dipende dalla geologia locale ed è più frequente in alcune aree di origine vulcanica o geotermica. Conoscere il contesto territoriale aiuta a valutare se dare priorità a questo parametro nelle prime analisi, ma non sostituisce mai il dato specifico della propria fonte, che può variare in modo significativo anche tra pozzi vicini o a diversa profondità.

Una panoramica sulla distribuzione geografica del fenomeno, utile per orientarsi ma sempre da confermare con un’analisi puntuale, è disponibile nell’atlante arsenico in Italia.

Effetti sulla salute e cosa fare se l’acqua supera il limite

L’esposizione cronica all’arsenico attraverso l’acqua potabile è considerata dalle autorità sanitarie internazionali un tema di rilievo per la salute pubblica, soprattutto quando prolungata nel tempo. Un approfondimento dedicato, con i riferimenti alle fonti scientifiche e istituzionali, è disponibile nella guida arsenico nell’acqua: effetti sulla salute.

Se un’analisi conferma un superamento del valore di parametro, il passo successivo è valutare un trattamento di abbattimento specifico, scelto in base alla concentrazione rilevata e, quando serve maggiore precisione, alla forma chimica prevalente. La guida come eliminare l’arsenico dall’acqua illustra le soluzioni pratiche disponibili, mentre l’abbattimento dell’arsenico ne descrive il quadro tecnico completo.

Come si misura l’arsenico: cenni sull’analisi

La determinazione dell’arsenico in acqua richiede tecniche di laboratorio in grado di rilevare concentrazioni molto basse, tipicamente basate sulla spettrometria per l’analisi dei metalli. Il prelievo corretto del campione è determinante quanto il metodo analitico per ottenere un risultato affidabile.

Per impostare correttamente la richiesta di analisi, dal prelievo alla lettura del referto, la guida analisi arsenico nell’acqua: metodo e costo è il riferimento operativo; per un approfondimento sulla tecnica analitica utilizzata, come si analizza l’arsenico nell’acqua (GFAAS) descrive il funzionamento della spettrometria di assorbimento atomico in fornetto di grafite, comunemente impiegata per questo parametro a basse concentrazioni.

Domande frequenti

Cos’è l’arsenico nell’acqua?

È un elemento chimico naturale che può passare in soluzione nelle acque sotterranee a contatto con rocce e minerali che lo contengono, soprattutto in aree vulcaniche o geotermiche. È incolore, inodore e insapore: la sua presenza non è percepibile senza un’analisi di laboratorio.

Qual è il valore limite di arsenico nell’acqua potabile?

Il D.Lgs. 18/2023 fissa il valore di parametro per l’arsenico nell’acqua destinata al consumo umano in 10 µg/L (0,010 mg/L), coerente con il valore guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e con la Direttiva UE 2020/2184.

L’arsenico nell’acqua è pericoloso per la salute?

L’esposizione cronica all’arsenico attraverso l’acqua potabile è considerata un rischio sanitario rilevante dalle autorità internazionali. Per una valutazione degli effetti sulla salute il riferimento è sempre il medico, il pediatra per i bambini, e la ASL territoriale.

Come faccio a sapere se la mia acqua contiene arsenico?

L’unico modo affidabile è un’analisi di laboratorio specifica per l’arsenico, eseguita su un campione prelevato correttamente dalla propria fonte, che sia essa un pozzo, una sorgente privata o il rubinetto di casa.

L’arsenico si trova più spesso nei pozzi o nell’acqua di rubinetto?

È un contaminante prevalentemente geologico, quindi riguarda soprattutto acque sotterranee non trattate come pozzi e sorgenti private. L’acqua di acquedotto è invece soggetta a controlli periodici obbligatori da parte del gestore e della ASL.

Bollire l’acqua elimina l’arsenico?

No. La bollitura non rimuove l’arsenico disciolto e, facendo evaporare parte dell’acqua, può addirittura concentrarlo leggermente. Servono trattamenti specifici, scelti sulla base di un’analisi.

Che differenza c’è tra arsenico trivalente e pentavalente?

Sono le due forme chimiche principali dell’arsenico disciolto in acqua. L’arsenico trivalente (arsenito) è generalmente più mobile e più difficile da rimuovere con i trattamenti comuni; l’arsenico pentavalente (arseniato) si ottiene per ossidazione ed è più facile da trattenere.

In quali zone d’Italia è più diffuso l’arsenico nell’acqua?

La presenza naturale di arsenico è più frequente in alcune aree di origine vulcanica o geotermica, ma la situazione va sempre verificata a livello locale con un’analisi, perché la concentrazione può variare molto anche tra falde vicine.

Cosa fare se un’analisi rileva arsenico oltre il valore di parametro?

Occorre valutare un trattamento di abbattimento dedicato, scelto sulla base della concentrazione e della forma chimica prevalente, e verificare l’efficacia con una seconda analisi dopo l’installazione. Nel frattempo, per l’uso potabile va seguita una fonte alternativa verificata o l’indicazione della ASL.

In sintesi

L’arsenico è un parametro che va conosciuto prima di tutto per la sua natura silenziosa: nessun segnale sensoriale ne rivela la presenza, e solo un’analisi di laboratorio può dire se e in che misura è presente nella propria acqua, rispetto al valore di parametro di 10 µg/L fissato dal D.Lgs. 18/2023. Riguarda soprattutto chi si rifornisce da pozzi e sorgenti private, ma un controllo indipendente ha senso anche per chi è allacciato all’acquedotto e vuole un dato aggiornato sul proprio punto di consumo.

Per orientarti tra i parametri da includere in un’analisi, il punto di partenza è la guida analisi dell’acqua: guida completa; se invece hai già motivo di sospettare la presenza di arsenico nella tua fonte, il passo più utile è richiedere un’analisi con LaboratorioAcqua, indicando origine e uso dell’acqua, eventualmente a partire dal pacchetto arsenico dedicato a questo parametro.

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