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Scheda tipo d'acquaCapitolo 3.279· 6 min di lettura

Arsenico nell’acqua di rubinetto: valori, rischi e soluzioni

Arsenico nell’acqua di rubinetto: valori, rischi e soluzioni. Valori attesi, rischi e trattamento per questo tipo di acqua.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Nell’acqua di rubinetto proveniente dall’acquedotto l’arsenico è un parametro monitorato per legge dal gestore idrico, che deve rispettare il valore limite fissato dal D.Lgs. 18/2023. Nella maggior parte dei centri urbani i valori restano nella norma, ma in alcune aree con acquiferi vulcanici o geotermici possono verificarsi superamenti, spesso oggetto di deroghe temporanee comunicate dall’ente gestore. Un’analisi di laboratorio è l’unico modo per conoscere il valore reale al proprio rubinetto.

In breve

  • L’arsenico nell’acqua di rubinetto proveniente dall’acquedotto è monitorato per legge dal gestore idrico secondo il D.Lgs. 18/2023.
  • L’origine più frequente è naturale, legata alla geologia degli acquiferi da cui attinge la rete di distribuzione.
  • In alcune zone d’Italia sono state storicamente adottate ordinanze o deroghe temporanee per superamenti del valore limite.
  • L’acqua di acquedotto è diversa dall’acqua di pozzo: quest’ultima non è soggetta a controlli automatici del gestore.
  • Bollire l’acqua non elimina l’arsenico; servono trattamenti dedicati come l’abbattimento arsenico.
  • L’unico modo per conoscere il valore reale al proprio rubinetto è un’analisi arsenico di laboratorio.
  • Per neonati, gravidanza e soggetti fragili vale sempre un approccio prudente con rimando a medico o ASL.

Perché l’arsenico può arrivare nell’acqua di rubinetto

L’arsenico che si trova nell’acqua distribuita dall’acquedotto ha quasi sempre un’origine geologica: alcune falde, in particolare in aree di origine vulcanica o con formazioni geotermiche, cedono naturalmente arsenico all’acqua che le attraversa. Il gestore del servizio idrico integrato capta questa acqua e la immette in rete dopo i trattamenti previsti, ma se la fonte presenta concentrazioni elevate il parametro può risultare superiore al limite anche dopo la potabilizzazione.

A differenza di contaminazioni puntuali legate ad attività industriali o agricole, l’arsenico di origine geogenica interessa tipicamente intere porzioni di rete e può persistere nel tempo, motivo per cui in Italia esistono aree storicamente segnalate per questo parametro, descritte in dettaglio nell’atlante arsenico in Italia.

Come funziona il controllo sull’acqua di acquedotto

Il gestore idrico è tenuto, in base al D.Lgs. 18/2023 che recepisce la Direttiva UE 2020/2184, a effettuare controlli periodici sulla rete di distribuzione, compreso il parametro arsenico, e a comunicare eventuali superamenti alle autorità sanitarie competenti (ASL/ATS) e agli utenti. In caso di non conformità possono essere adottate ordinanze con limitazioni d’uso, ad esempio il divieto di utilizzo per la preparazione di alimenti destinati a lattanti, fino al rientro nei valori previsti o all’attivazione di trattamenti correttivi.

Aspetto Acqua di acquedotto (rubinetto) Acqua di pozzo privato
Monitoraggio arsenico Obbligatorio e periodico, a carico del gestore Non automatico, a carico del proprietario
Comunicazione superamenti Prevista da parte del gestore/ASL Assente se non richiesta dal proprietario
Punto di controllo tipico Rete pubblica fino al contatore Pozzo e impianto privato
Responsabilità oltre il contatore Utente (impianto interno, serbatoi, autoclavi) Interamente utente

Esempio pratico

Una famiglia riceve dal Comune una comunicazione che segnala il superamento del valore limite di arsenico nella rete che serve la propria zona, con l’indicazione di non utilizzare l’acqua per biberon e alimenti per lattanti fino a nuova comunicazione. In attesa degli interventi del gestore, la famiglia fa eseguire un’analisi indipendente al proprio rubinetto per verificare il dato puntuale nella propria abitazione (che può differire leggermente da quello medio di rete per effetto dell’impianto interno) e valuta, sulla base del risultato, l’installazione di un sistema di trattamento dedicato, scelto dopo aver consultato la pagina su come eliminare l’arsenico dall’acqua.

Cosa fare se si sospetta un problema di arsenico

La risposta corretta parte sempre dalla verifica: contattare il gestore per conoscere i dati di rete relativi alla propria zona e, se si vuole un dato puntuale al proprio rubinetto, richiedere un’analisi di laboratorio specifica per l’arsenico. Solo con un valore certo è possibile decidere consapevolmente se e quale trattamento adottare.

Per un inquadramento generale su origine, valori limite e rischi dell’arsenico nell’acqua, la pagina di riferimento è l’hub Arsenico nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi; per gli effetti sulla salute legati a un’esposizione prolungata si rimanda alla pagina dedicata arsenico e salute.

Domande frequenti

L’acqua del rubinetto può contenere arsenico?

Sì, se la fonte di approvvigionamento dell’acquedotto attinge da falde con arsenico di origine naturale. Il gestore è tenuto a monitorare il parametro e a intervenire in caso di superamento del limite di legge.

Come faccio a sapere se il mio acquedotto ha problemi di arsenico?

Puoi consultare i dati di qualità pubblicati dal gestore idrico locale o dall’ASL/ATS di competenza, oppure far eseguire un’analisi indipendente sull’acqua del tuo rubinetto.

Se il Comune comunica un’ordinanza sull’arsenico, l’acqua è pericolosa?

Un’ordinanza indica un superamento del valore di legge e limitazioni d’uso (ad esempio non usarla per la preparazione di alimenti per lattanti). Vanno seguite le indicazioni dell’ente e, per dubbi sanitari, va contattato il medico o l’ASL.

L’acqua di rubinetto con arsenico è diversa da quella di pozzo?

Il principio è lo stesso, ma l’acqua di acquedotto è soggetta a controlli periodici obbligatori del gestore, mentre l’acqua di pozzo privato non viene monitorata automaticamente e la responsabilità del controllo ricade sul proprietario.

Bollire l’acqua elimina l’arsenico?

No. La bollitura non riduce l’arsenico, anzi può concentrarlo leggermente per effetto dell’evaporazione dell’acqua. Serve un trattamento specifico di abbattimento.

Quali trattamenti domestici riducono l’arsenico nell’acqua di rubinetto?

Sistemi a osmosi inversa o specifici mezzi filtranti selettivi per arsenico, correttamente dimensionati e manutenuti, possono ridurre significativamente la concentrazione. La scelta va basata sul valore reale misurato in laboratorio.

Devo fare analizzare l’acqua anche se arriva dall’acquedotto pubblico?

Il monitoraggio del gestore riguarda la rete fino al contatore. Impianti interni datati, serbatoi o autoclavi possono introdurre variabili aggiuntive, per cui un’analisi al punto di utilizzo dà un quadro più preciso.

L’arsenico nell’acqua ha odore o sapore?

No, l’arsenico disciolto in acqua è inodore e insapore. L’unico modo per rilevarlo è l’analisi chimica di laboratorio.

Cosa fare se sono in gravidanza o ho un neonato in casa?

In presenza di ordinanze relative all’arsenico o di dubbi sulla qualità dell’acqua, è opportuno rivolgersi a pediatra, medico curante o ASL prima di continuare a usare l’acqua di rubinetto per la preparazione di alimenti o biberon.

In sintesi

L’arsenico nell’acqua di rubinetto è un parametro monitorato per legge dal gestore idrico, ma il dato di rete non sempre coincide con quello al proprio punto di utilizzo. Per avere certezza sulla propria acqua, il passo più utile è richiedere un’analisi arsenico mirata: LaboratorioAcqua offre un percorso guidato per impostare correttamente il prelievo e ottenere un risultato accreditato su cui basare eventuali decisioni, comprese quelle relative a un trattamento di abbattimento.

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