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Come eliminare Microplastiche dall’acqua

Come eliminare Microplastiche dall’acqua: procedura passo per passo, errori da evitare e consigli del laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Per ridurre le microplastiche nell’acqua potabile si combinano filtrazione meccanica fine (fino a 1 micron o meno), filtri a carbone attivo e, per i casi più critici, osmosi inversa. Nessun sistema domestico garantisce l’eliminazione totale: la scelta corretta parte da un’analisi di laboratorio che verifichi presenza e concentrazione delle particelle prima di installare qualsiasi trattamento.

In breve

  • Non esiste un unico trattamento che garantisca la rimozione totale delle microplastiche: serve una combinazione di tecnologie scelta in base ai risultati di un’analisi.
  • La filtrazione meccanica fine e il carbone attivo riducono la presenza di particelle e composti organici associati.
  • L’osmosi inversa è la barriera domestica più selettiva, ma richiede manutenzione e sostituzione periodica delle membrane.
  • Bollire l’acqua non elimina le microplastiche: agisce solo sulla componente microbiologica.
  • Prima di installare un impianto, un’analisi di laboratorio verifica se e quanto le microplastiche sono effettivamente presenti nell’acqua di casa.
  • Il contaminanti-organici-ed-emergenti-acqua fornisce il quadro generale su questa categoria di contaminanti emergenti.
  • Per approfondire cosa sono le microplastiche e i valori di riferimento consulta microplastiche-nell-acqua.

Cosa sono e perché richiedono un approccio combinato

Le microplastiche sono frammenti di plastica di dimensioni generalmente inferiori a 5 millimetri, derivanti dalla degradazione di materiali plastici o da microfibre sintetiche. Nell’acqua possono provenire da tubazioni, materiali di rivestimento o contaminazione ambientale a monte della rete idrica. Proprio per la varietà di dimensioni e composizione, nessun singolo filtro le intercetta tutte: serve una strategia a più stadi.

Le tecniche di rimozione domestica si basano su tre principi complementari: trattenere meccanicamente le particelle più grandi con filtri a soglia fine, adsorbire componenti organici e residui con carbone attivo, e usare membrane a osmosi inversa per le particelle più piccole. La scelta della combinazione dipende dai risultati di un’analisi specifica sul glossario-microplastiche e dalla portata richiesta in casa.

Filtrazione meccanica: il primo livello di barriera

La filtrazione meccanica con cartucce a soglia fine (fino a 1 micron o inferiore) intercetta le particelle di microplastiche più grandi in sospensione. È un trattamento economico e facile da manutenere, ma da solo non è sufficiente per le particelle più piccole o per le fibre sottili, che possono attraversare i pori del filtro.

Questo tipo di filtro va scelto in base alla soglia dichiarata dal produttore e alla portata dell’impianto domestico. È generalmente il primo stadio di un sistema multi-barriera, seguito da carbone attivo o osmosi inversa per aumentare l’efficacia complessiva.

Tecnologia Soglia indicativa Efficacia su microplastiche Manutenzione
Filtro meccanico a cartuccia fino a 1 micron Buona su particelle grandi Sostituzione periodica cartuccia
Carbone attivo variabile, adsorbimento Parziale, utile su composti associati Sostituzione periodica del mezzo filtrante
Osmosi inversa soglia molto fine (membrana semipermeabile) Elevata, la più ampia tra i trattamenti domestici Manutenzione e sostituzione membrana
Bollitura non applicabile Nulla su particelle solide

Carbone attivo: adsorbimento e miglioramento organolettico

Un filtro a carbone attivo agisce principalmente per adsorbimento, trattenendo sostanze organiche, cloro residuo e in parte alcune microplastiche che aderiscono alla superficie porosa del carbone. Non è però progettato specificamente per intercettare tutte le particelle plastiche, in particolare quelle di dimensioni molto ridotte.

Viene spesso combinato con un pre-filtro meccanico per aumentarne la durata e l’efficacia complessiva del sistema. È una soluzione diffusa nelle caraffe filtranti e negli impianti sotto lavello, ma da sola non sostituisce un trattamento a barriera fine come l’osmosi inversa quando la presenza di microplastiche è confermata da analisi.

Osmosi inversa: la barriera più selettiva

L’osmosi inversa utilizza una membrana semipermeabile che trattiene un’ampia gamma di contaminanti disciolti e particellari, incluse le microplastiche di dimensioni più piccole rispetto a quanto intercettato dalla sola filtrazione meccanica. È generalmente considerata la tecnologia domestica con la barriera più ampia per questa categoria di contaminanti.

Richiede però un impianto dedicato, una manutenzione regolare (sostituzione dei pre-filtri e della membrana secondo le indicazioni del produttore) e comporta una produzione di acqua di scarto durante il processo. Va valutata insieme al fornitore dell’impianto in base alle caratteristiche dell’acqua di partenza, verificate tramite analisi.

Cosa NON funziona: errori comuni

Alcune pratiche diffuse non sono efficaci contro le microplastiche e possono generare false sicurezze.

  • Bollire l’acqua: elimina alcuni microrganismi ma non rimuove particelle solide sospese.
  • Filtri generici senza specifica soglia dichiarata: se il produttore non indica la soglia di filtrazione, non è possibile stimare l’efficacia reale contro le microplastiche.
  • Caraffe filtranti usate oltre la vita utile del filtro: un filtro esaurito perde capacità di adsorbimento e può persino rilasciare quanto trattenuto in precedenza.

Esempio pratico

Una famiglia rileva un sapore anomalo e un leggero residuo visibile nell’acqua del rubinetto dopo un intervento sulla rete idrica condominiale. Anziché installare subito un impianto, richiede un’analisi mirata che comprenda la ricerca di microplastiche oltre ai parametri chimico-fisici di base. L’esito guida la scelta: se la concentrazione risulta significativa, viene valutato un sistema combinato filtro meccanico più osmosi inversa; se il problema è limitato ad altri parametri, la soluzione può essere più semplice ed economica. Questo approccio evita spese non necessarie e garantisce che il trattamento scelto sia effettivamente adeguato al problema riscontrato.

Come impostare correttamente una richiesta di analisi

Per ottenere un dato utile alla scelta del trattamento, è importante specificare l’obiettivo dell’analisi (verifica presenza microplastiche, non solo parametri generici di potabilità), il punto di prelievo (rubinetto, cisterna, pozzo) e l’uso dell’acqua (potabile, uso domestico generale). Un laboratorio accreditato applica tecniche analitiche appropriate, come la spettrometria per l’identificazione di specifici contaminanti, adattando il metodo al tipo di campione. Per un quadro più ampio su come impostare un’analisi dell’acqua consulta analisi-acqua-guida-completa e, per la normativa di riferimento, normativa-acqua-potabile-italia.

Domande frequenti

Qual è il modo migliore per eliminare le microplastiche dall’acqua di casa?

Una combinazione di filtrazione meccanica a soglia fine e carbone attivo copre la maggior parte dei casi domestici; l’osmosi inversa offre la barriera più ampia per le particelle più piccole.

Bollire l’acqua elimina le microplastiche?

No: la bollitura non rimuove le particelle solide sospese e non è un trattamento efficace contro le microplastiche.

Le caraffe filtranti bastano per le microplastiche?

Le caraffe con filtro a carbone attivo trattengono in parte particelle e sostanze organiche, ma la soglia di filtrazione non è generalmente paragonabile a un impianto a osmosi inversa.

L’osmosi inversa elimina completamente le microplastiche?

L’osmosi inversa ha una soglia di filtrazione molto fine e rappresenta la barriera più efficace tra i trattamenti domestici, pur richiedendo manutenzione regolare delle membrane.

Come faccio a sapere se la mia acqua contiene microplastiche?

Solo un’analisi di laboratorio specifica può rilevare e quantificare la presenza di microplastiche nel campione d’acqua.

Le microplastiche nell’acqua del rubinetto sono pericolose per la salute?

Gli effetti sulla salute umana sono ancora oggetto di studio scientifico; in caso di dubbi specifici è opportuno rivolgersi al medico o all’ASL di competenza.

Quanto costa un sistema di filtrazione per le microplastiche?

Il costo dipende da tipologia di impianto, portata e caratteristiche dell’acqua di partenza: si richiede un preventivo dopo l’analisi.

Ogni quanto va sostituito un filtro anti-microplastiche?

La frequenza dipende dal modello e dal produttore del filtro; seguire sempre le indicazioni tecniche del fornitore dell’impianto.

In sintesi

Eliminare le microplastiche dall’acqua richiede un approccio combinato — filtrazione meccanica, carbone attivo ed eventualmente osmosi inversa — scelto sulla base di dati reali e non di supposizioni. Il primo passo corretto è sempre un’analisi di laboratorio mirata: richiedi la tua analisi tramite richiedi-analisi oppure valuta il pacchetto pacchetti/potabilita-completa per un quadro completo della potabilità della tua acqua prima di scegliere il trattamento più adatto.

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