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GlossarioCapitolo 12.85· 4 min di lettura

Microplastiche: definizione

glossario microplastiche nell’analisi dell’acqua. Definizione chiara e significato pratico.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua

Risposta rapida

Le microplastiche sono frammenti di materiale plastico con dimensioni comprese tra 1 micrometro e 5 millimetri, generati dalla degradazione di oggetti più grandi o prodotti già in scala micrometrica. Possono essere presenti nell’acqua potabile e nelle acque superficiali; la loro ricerca richiede tecniche analitiche specifiche di filtrazione e spettroscopia.

Voce del glossario dell’analisi dell’acqua dedicata al termine "microplastiche", utile per orientarsi tra le pagine tecniche dedicate a questo parametro emergente.

In breve

  • Le microplastiche sono frammenti di plastica tra 1 µm e 5 mm.
  • Si distinguono in primarie (prodotte già piccole) e secondarie (da frammentazione).
  • Possono provenire da rifiuti, tessuti sintetici, pneumatici e cosmetici.
  • Sono oggetto di studio scientifico crescente, anche da parte di OMS e ISS.
  • La loro rilevazione richiede filtrazione e analisi spettroscopica dedicata.
  • Il quadro normativo italiano è in evoluzione: verifica sempre la fonte aggiornata.
  • Per approfondire rischi e presenza nell’acqua, vedi la pagina su microplastiche nell’acqua.

Definizione

Le microplastiche sono particelle solide di materiale polimerico plastico con dimensioni comprese tra 1 micrometro e 5 millimetri. Il termine comprende sia frammenti derivati dalla degradazione di oggetti plastici più grandi, sia particelle prodotte già in questa scala dimensionale per uso industriale o cosmetico.

Si distinguono due categorie principali:

Tipo Origine Esempi
Primarie Prodotte già come particelle micrometriche Microsfere in cosmetici, pellet industriali
Secondarie Frammentazione di oggetti plastici più grandi Sacchetti, bottiglie, reti da pesca degradate

Origine e presenza nell’acqua

Le microplastiche possono raggiungere corpi idrici superficiali, falde e reti di distribuzione attraverso più vie: dilavamento di rifiuti dispersi nell’ambiente, usura di pneumatici e tessuti sintetici durante il lavaggio, degradazione di imballaggi e, in misura minore, prodotti cosmetici con microsfere.

La loro presenza è stata documentata sia in acque superficiali sia in acqua potabile, con concentrazioni e composizione polimerica molto variabili a seconda del contesto ambientale. Per un quadro completo su fonti, valori riscontrati in letteratura e possibili rischi, la pagina dedicata a microplastiche nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi offre un approfondimento specifico.

Come si analizzano

L’identificazione delle microplastiche in un campione d’acqua avviene tipicamente in due fasi: filtrazione su membrana per isolare le particelle solide dal volume liquido, e successiva caratterizzazione tramite tecniche spettroscopiche in grado di identificare il tipo di polimero presente.

Esempio pratico: un privato che desidera verificare la propria acqua di pozzo per uso domestico può richiedere un’analisi mirata alle microplastiche, specificando l’uso previsto dell’acqua (potabile, irriguo, altro); il laboratorio indicherà il metodo di campionamento più idoneo prima di procedere.

Riduzione dell’esposizione

Alcune soluzioni di trattamento domestico possono contribuire a ridurre la presenza di microplastiche in acqua, ma l’efficacia dipende dal tipo di tecnologia e dalla dimensione di taglio del sistema utilizzato. La pagina come eliminare le microplastiche dall’acqua descrive le opzioni disponibili e i relativi limiti pratici.

Domande frequenti

Cosa si intende esattamente per microplastiche?

Particelle solide di polimeri plastici con dimensione tra 1 µm e 5 mm, di origine primaria o secondaria.

Le microplastiche sono diverse dalle nanoplastiche?

Sì, le nanoplastiche sono più piccole, generalmente sotto 1 µm, e richiedono tecniche di rilevamento più sensibili.

Da dove derivano le microplastiche nell’acqua?

Da degradazione di rifiuti plastici, usura di pneumatici e tessuti sintetici, cosmetici con microsfere e frammentazione di imballaggi.

Esiste un valore limite di legge per le microplastiche nell’acqua potabile in Italia?

Il quadro normativo, incluso il D.Lgs. 18/2023, è in evoluzione su questo parametro; verifica la fonte normativa aggiornata o richiedi un preventivo di analisi.

Come si misurano le microplastiche in un campione d’acqua?

Con filtrazione su membrana e successiva identificazione spettroscopica del tipo di polimero.

Le microplastiche sono pericolose per la salute?

Gli studi sono in corso; per valutazioni specifiche rivolgersi al medico o all’ASL di riferimento.

Le microplastiche si trovano solo nell’acqua in bottiglia?

No, sono state rilevate sia in acqua in bottiglia sia in acqua di rete e in acque superficiali.

Un filtro domestico elimina le microplastiche?

Dipende dal tipo di filtro e dalla dimensione di taglio; l’efficacia va verificata caso per caso.

In sintesi

Le microplastiche sono un parametro emergente nell’analisi delle acque, con definizione dimensionale chiara ma quadro normativo ancora in evoluzione. Per orientarti tra gli altri termini tecnici consulta il glossario dell’analisi dell’acqua, oppure, per capire come impostare correttamente un’analisi mirata, visita la pagina richiedi un’analisi.

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