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GlossarioCapitolo 12.84· 6 min di lettura

Radon: definizione

glossario radon nell’analisi dell’acqua. Definizione chiara e significato pratico.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua

Risposta rapida

Il radon è un gas nobile radioattivo naturale, incolore e inodore, che origina dal decadimento dell’uranio presente nelle rocce e nel suolo. Può disciogliersi nell’acqua sotterranea, in particolare in pozzi e sorgenti, e rilasciarsi poi in aria. Nel glossario dell’analisi dell’acqua indica il parametro radiologico misurato per valutare la qualità di acque destinate al consumo umano.

In breve

  • Il radon è un gas nobile radioattivo naturale, prodotto dal decadimento dell’uranio e del radio nelle rocce e nei suoli.
  • È incolore, inodore e insapore: non si percepisce senza strumenti di misura.
  • Nell’acqua si scioglie soprattutto nelle falde sotterranee, quindi in pozzi e sorgenti.
  • È un termine chiave del glossario dell’analisi dell’acqua, come parametro radiologico monitorato dal D.Lgs. 18/2023.
  • Si misura in becquerel per litro (Bq/L), unità di attività radioattiva.
  • Va distinto dal radon indoor (aria degli edifici), che segue riferimenti normativi diversi.
  • Per approfondire valori, rischi e soluzioni si rimanda alle pagine dedicate del cluster radon.

Definizione di radon

Il termine "radon" nel contesto dell’analisi dell’acqua indica il parametro radiologico che misura la concentrazione di questo gas disciolto in un campione idrico. Non è un contaminante di origine antropica: si forma spontaneamente nel sottosuolo e può migrare nelle acque sotterranee che attraversano formazioni rocciose ricche di uranio e radio, come i terreni vulcanici e alcune rocce granitiche.

A differenza di molti altri parametri chimici o microbiologici presenti nel glossario dell’analisi dell’acqua, il radon appartiene alla categoria dei parametri radiologici, disciplinati in modo specifico dal quadro normativo sulle acque destinate al consumo umano.

Origine e comportamento nell’acqua

Il radon si forma per decadimento radioattivo di elementi capostipite (uranio-238 e radio-226) contenuti nelle rocce e nei suoli. Essendo un gas, tende a diffondersi verso l’alto e, quando incontra falde acquifere, può disciogliersi nell’acqua che le attraversa, restando in soluzione fino a quando l’acqua non viene esposta all’aria.

Questo comportamento spiega perché le acque sotterranee - captate tramite pozzi o sorgenti - risultino generalmente più interessate dal fenomeno rispetto alle acque superficiali, dove il gas tende a disperdersi più facilmente in atmosfera prima del prelievo.

Caratteristica Descrizione
Natura Gas nobile radioattivo naturale
Origine Decadimento di uranio-238 e radio-226 nelle rocce
Percettibilità Incolore, inodore, insapore
Comportamento in acqua Solubile, tende a rilasciarsi se l’acqua è agitata o riscaldata
Contesti tipici Pozzi privati, sorgenti, acque sotterranee in aree geologiche specifiche
Unità di misura Becquerel per litro (Bq/L)

Radon come parametro nella normativa italiana

La normativa italiana di riferimento per la qualità delle acque destinate al consumo umano è il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184 e ha sostituito il previgente D.Lgs. 31/2001 (oggi abrogato, citabile solo come riferimento storico). Il decreto individua tra i parametri di interesse anche quelli radiologici, tra cui rientra il radon, accanto ad altri indicatori come la dose totale indicativa.

Per il valore di riferimento specifico e le soglie applicabili, si rimanda sempre al testo normativo aggiornato e alle indicazioni delle autorità competenti, poiché la materia può essere soggetta ad aggiornamenti tecnici.

Radon e salute: un cenno prudente

Per un approfondimento dedicato agli effetti sulla salute, consulta la pagina radon nell’acqua: effetti sulla salute.

Esempio pratico

Una famiglia che utilizza un pozzo privato per l’acqua potabile in una zona collinare a substrato vulcanico può chiedersi cosa significhi trovare il termine "radon" in un rapporto di prova. In quel caso, il rapporto indica la concentrazione di questo gas radioattivo naturale rilevata nel campione, espressa in Bq/L: un valore che, in presenza di formazioni geologiche ricche di uranio, richiede attenzione specifica, distinta da quella riservata ad altri parametri chimici come nitrati o metalli. Per un’interpretazione contestualizzata dei valori tipici e delle soglie, si rimanda alla pagina radon nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi.

Domande frequenti

Che cos’è esattamente il radon?

È un gas radioattivo naturale, appartenente alla famiglia dei gas nobili, generato dal decadimento radioattivo dell’uranio-238 e del radio presenti nelle rocce e nei terreni.

Il radon è visibile o ha odore?

No, è incolore, inodore e insapore: non è percepibile con i sensi, per questo serve una misurazione strumentale.

Perché il radon si trova nell’acqua?

L’acqua che scorre attraverso rocce e terreni ricchi di uranio può disciogliere il gas radon, che rimane in soluzione soprattutto nelle acque sotterranee di pozzi e sorgenti.

Il radon nell’acqua è lo stesso che si misura nell’aria degli edifici?

Si tratta dello stesso gas, ma le misurazioni e le unità di riferimento per l’acqua e per l’aria indoor sono trattate distintamente dalla normativa e dagli enti di controllo.

In quale unità si misura il radon nell’acqua?

Si esprime in becquerel per litro (Bq/L), unità che indica l’attività radioattiva del campione d’acqua analizzato.

Il termine radon è sinonimo di radioattività dell’acqua?

No: il radon è uno dei parametri radiologici che si possono ricercare nell’acqua, insieme ad altri indicatori come la dose totale indicativa; non esaurisce da solo il tema della radioattività naturale delle acque.

Che differenza c’è tra radon in acqua di pozzo e in acqua di rete?

Le acque sotterranee captate da pozzi privati e sorgenti sono generalmente più esposte al radon rispetto alle acque di rete, che seguono percorsi di trattamento e controllo differenti.

Dove si trova la definizione normativa di radon per le acque potabili?

Il quadro di riferimento italiano è il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184 e disciplina i parametri radiologici, incluso il radon, per le acque destinate al consumo umano.

In sintesi

Il radon è, in sintesi, un gas radioattivo naturale che può interessare in particolare le acque di pozzo e sorgente, e rappresenta uno dei parametri radiologici considerati dal D.Lgs. 18/2023. Per capire come impostare correttamente una richiesta di analisi, consulta il glossario dell’analisi dell’acqua o la guida completa alla normativa sull’acqua potabile in Italia. Se vuoi verificare la presenza di radon nella tua acqua, puoi richiedere un’analisi a LaboratorioAcqua.

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