Vai al contenuto
LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
Come fareCapitolo 3.262· 7 min di lettura

Come eliminare Radon dall’acqua

Come eliminare Radon dall’acqua: procedura passo per passo, errori da evitare e consigli del laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Il radon disciolto nell’acqua si elimina soprattutto con l’aerazione forzata (stripping), che libera il gas prima dell’uso, e in alternativa con la filtrazione su carboni attivi granulari. La scelta dipende dalla concentrazione rilevata e dall’uso dell’acqua: la procedura corretta parte sempre da un’analisi accreditata che quantifichi il problema prima di installare qualsiasi trattamento.

In breve

  • Il radon nell’acqua si elimina principalmente con aerazione forzata (stripping), che allontana il gas disciolto prima del consumo.
  • I carboni attivi granulari sono un’alternativa per portate contenute, ma accumulano radioattività e vanno gestiti con attenzione.
  • Prima di scegliere un trattamento serve un’analisi accreditata che quantifichi la concentrazione reale di radon.
  • L’acqua di pozzo è più spesso interessata dal problema rispetto a quella di acquedotto, per motivi geologici.
  • Non esistono rimedi domestici affidabili: filtri brocca o bollitura non risolvono il problema in modo stabile.
  • Dopo l’installazione dell’impianto è indispensabile un controllo analitico per verificarne l’efficacia.
  • Per gli aspetti sanitari, il rimando è sempre a medico o ASL: la scelta del trattamento è tecnica, non clinica.

Perché bisogna eliminare il radon dall’acqua

Il radon è un gas radioattivo naturale che si scioglie facilmente nell’acqua, in particolare in quella captata da falde profonde o pozzi in zone a substrato geologico specifico. Una volta rilasciato in ambiente domestico (docce, lavaggi), contribuisce all’esposizione radioattiva per via inalatoria, oltre che di ingestione diretta. Per questo, quando un’analisi conferma concentrazioni rilevanti, è opportuno intervenire con un trattamento dedicato.

Il punto di partenza corretto è sempre la misura: senza un dato analitico affidabile non è possibile stabilire se e quale trattamento sia necessario. La pagina dedicata a radon nell’acqua approfondisce cos’è il parametro e quali sono i riferimenti di riferimento, mentre l’hub parametri radiologici nell’acqua offre una panoramica più ampia sui parametri di questa famiglia.

Le tecniche di rimozione del radon dall’acqua

Le due tecniche più diffuse per la rimozione del radon dall’acqua sono l’aerazione forzata (stripping) e l’adsorbimento su carboni attivi granulari. La prima allontana fisicamente il gas facendolo passare in fase aeriforme, la seconda lo trattiene sul supporto filtrante. La scelta dipende da concentrazione, portata e budget disponibile.

Tecnica Principio Punti di forza Attenzioni
Aerazione forzata (stripping) Il gas disciolto viene trasferito all’aria tramite ventilazione forzata in una torretta o serbatoio dedicato Alta efficacia anche su concentrazioni elevate, non produce accumulo di radioattività nel mezzo filtrante Richiede spazio, impianto elettrico e sfiato verso l’esterno; va dimensionato da un tecnico
Carboni attivi granulari (GAC) Adsorbimento del radon sulla superficie del carbone Ingombro contenuto, adatto a portate limitate Il carbone accumula radioattività nel tempo e va sostituito/gestito secondo indicazioni tecniche specifiche
Bollitura o aerazione naturale Evaporazione parziale del gas Nessun costo impiantistico Non praticabile su tutta l’acqua domestica, efficacia parziale e non costante

Aerazione forzata: come funziona nel dettaglio

L’aerazione forzata (spesso indicata come stripping) fa passare l’acqua attraverso una colonna o un serbatoio dove viene messa a contatto con un flusso d’aria generato da un ventilatore. Il radon, essendo un gas, si trasferisce dalla fase liquida a quella aeriforme e viene poi disperso all’esterno tramite uno sfiato dedicato, lontano da finestre e prese d’aria. Questa tecnica è generalmente considerata la più efficace per concentrazioni medio-alte, perché non dipende dalla saturazione di un materiale filtrante.

L’installazione richiede una progettazione impiantistica: dimensionamento del ventilatore, posizionamento dello sfiato, gestione della pressione e verifica periodica del funzionamento. Non è un intervento fai-da-te.

Carboni attivi: quando sono un’alternativa

I filtri a carboni attivi granulari possono essere una soluzione per impianti domestici con portate limitate, dove uno stripping risulterebbe sovradimensionato. Il limite principale è che il carbone, trattenendo il radon, accumula nel tempo radioattività: la gestione, sostituzione e smaltimento del mezzo filtrante vanno quindi seguiti secondo le indicazioni del tecnico installatore, per evitare che il filtro stesso diventi una sorgente di esposizione.

Come procedere passo dopo passo

La procedura corretta per affrontare un problema di radon nell’acqua segue un percorso in tappe: prima si misura, poi si valuta il trattamento più adatto, infine si verifica il risultato. Saltare la fase di analisi iniziale o quella di controllo finale rende impossibile sapere se l’intervento ha davvero funzionato.

  1. Richiedi un’analisi specifica del radon sull’acqua utilizzata (pozzo, sorgente o rete), per avere un dato di partenza affidabile. Il metodo di misura è descritto nella pagina come si analizza il radon nell’acqua.
  2. Valuta il risultato insieme a un tecnico o al laboratorio che ha eseguito la prova, per capire se e quale trattamento è opportuno.
  3. Scegli la tecnica di rimozione (aerazione forzata o carboni attivi) in base a concentrazione, portata d’acqua e caratteristiche dell’impianto idrico esistente.
  4. Fai installare l’impianto da un tecnico qualificato, con attenzione a sfiati, ventilazione e sicurezza elettrica.
  5. Ripeti l’analisi dopo l’installazione, per verificare che la concentrazione di radon nell’acqua trattata sia effettivamente diminuita in modo stabile.

Esempio pratico

Una famiglia che utilizza un pozzo privato per uso domestico riscontra, tramite un’analisi mirata, una concentrazione di radon superiore a quanto atteso. Dopo un confronto con il laboratorio, viene indicato un impianto di aerazione forzata dimensionato sulla portata dell’abitazione, installato da un tecnico impiantistico con sfiato verso l’esterno. A distanza di qualche settimana dall’installazione, viene effettuata una nuova analisi di controllo per confermare l’efficacia del trattamento. Questo percorso—misura, trattamento, verifica—è lo schema che vale in generale, indipendentemente dalla fonte d’acqua, ed è approfondito anche nella pagina dedicata a radon nell’acqua di pozzo.

Chi invece si approvvigiona da una sorgente privata può trovare indicazioni specifiche nella pagina radon nell’acqua di sorgente, mentre per un inquadramento generale della normativa sull’acqua potabile in Italia è utile consultare la guida normativa acqua potabile in Italia (D.Lgs. 18/2023).

Domande frequenti

Qual è il modo più efficace per eliminare il radon dall’acqua?

L’aerazione forzata (stripping) è generalmente la tecnica più efficace perché allontana il gas disciolto anziche trattenerlo; i carboni attivi sono un’alternativa valida soprattutto per portate limitate.

I filtri a carboni attivi bastano da soli?

Possono ridurre il radon ma accumulano radioattività nel tempo e vanno dimensionati e gestiti da un tecnico; per concentrazioni elevate l’aerazione resta la soluzione più robusta.

Bollire l’acqua elimina il radon?

L’ebollizione fa evaporare parte del radon disciolto, ma non è una soluzione praticabile per tutti gli usi domestici e non sostituisce un impianto di trattamento dedicato.

Quanto costa un impianto anti-radon?

Il costo dipende da portata, concentrazione di partenza e tipo di impianto: la valutazione va fatta caso per caso dopo l’analisi, tramite preventivo.

Serve un tecnico per installare il sistema di aerazione?

Sì, il dimensionamento e l’installazione richiedono competenze impiantistiche specifiche per garantire ventilazione dello sfiato ed efficacia del trattamento.

Dopo il trattamento devo rifare le analisi?

Sì, è opportuno verificare con un’analisi di controllo che la concentrazione di radon nell’acqua trattata sia scesa in modo stabile nel tempo.

Il radon nell’acqua è pericoloso per la salute?

Il radon è un gas radioattivo naturale; l’esposizione prolungata è associata a rischi per la salute, soprattutto per via inalatoria. Per approfondimenti clinici è opportuno rivolgersi al medico o all’ASL. Ulteriori dettagli sono disponibili nella pagina radon nell’acqua: effetti sulla salute.

Il radon nell’acqua di pozzo è più frequente?

Sì, le acque sotterranee captate da pozzi in zone con substrato geologico ricco di uranio tendono ad avere concentrazioni di radon più elevate rispetto alle acque di superficie.

In sintesi

Eliminare il radon dall’acqua è un percorso tecnico che parte sempre da un dato analitico affidabile e prosegue con la scelta del trattamento più adatto—aerazione forzata o carboni attivi—seguita da una verifica finale. Se sospetti la presenza di radon nella tua acqua, il primo passo concreto e richiedere un’analisi mirata: puoi farlo tramite richiedi un’analisi, oppure valutare il pacchetto potabilita completa per un quadro più ampio della qualita dell’acqua utilizzata in casa.

Vuoi analizzare la tua acqua?

Ti consigliamo il controllo «Potabilità Completa». Richiedi un preventivo gratuito e senza impegno.

Richiedi analisi Vedi cosa include il pacchetto Potabilità Completa