Vai al contenuto
LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
SaluteCapitolo 3.261· 7 min di lettura

Radon nell’acqua: effetti sulla salute

Effetti sulla salute di radon acqua effetti salute: rischi, soggetti sensibili e valori di riferimento. Fonti ISS e OMS.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Il radon disciolto nell’acqua potabile può liberarsi in aria durante la doccia o il lavaggio, aumentando il rischio di inalazione, e in piccola parte viene ingerito con il consumo diretto. L’evidenza scientifica associa l’esposizione prolungata al radon soprattutto al rischio di tumore polmonare per via inalatoria; per una valutazione personale rivolgersi a medico o ASL e far analizzare l’acqua da un laboratorio accreditato.

Il radon è un gas radioattivo naturale che può essere presente anche nell’acqua destinata al consumo umano, in particolare in quella proveniente da falde sotterranee. Questa pagina fa parte della guida ai parametri radiologici nell’acqua e approfondisce nello specifico gli aspetti legati alla salute.

In breve

  • Il radon nell’acqua rappresenta un potenziale rischio soprattutto per via inalatoria, quando il gas si libera in aria durante doccia, lavaggio o cottura.
  • L’ingestione diretta con l’acqua da bere è considerata una via di esposizione secondaria rispetto all’inalazione.
  • L’evidenza scientifica collega l’esposizione cronica al radon principalmente al rischio di tumore polmonare.
  • Il rischio aumenta in modo significativo nei fumatori ed ex fumatori, per un effetto combinato con il fumo di tabacco.
  • Il radon non provoca sintomi acuti riconoscibili: l’unico modo per saperne la presenza è un’analisi di laboratorio.
  • Le acque di pozzo e sorgente sono generalmente più esposte al rischio rispetto alle acque di acquedotto trattate.
  • Il radon è disciplinato come parametro radiologico dal D.Lgs. 18/2023.
  • Per dubbi di natura sanitaria personale è sempre opportuno rivolgersi al medico curante o all’ASL.

Come il radon nell’acqua influisce sulla salute

Il radon disciolto nell’acqua può passare in fase gassosa quando l’acqua viene agitata, riscaldata o nebulizzata, come avviene durante la doccia, il lavaggio dei piatti o la cottura. In questo modo si aggiunge al radon eventualmente già presente nell’aria degli ambienti chiusi, aumentando l’esposizione per inalazione, ritenuta la via più rilevante dal punto di vista sanitario.

Una quota minore di radon viene invece assunta per ingestione diretta, bevendo l’acqua. Le due vie di esposizione non vanno confuse: gli enti di riferimento in materia di radioprotezione, come l’Istituto Superiore di Sanità e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, concentrano l’attenzione soprattutto sull’esposizione inalatoria complessiva negli ambienti domestici e lavorativi, di cui l’acqua può essere una delle fonti.

Via di esposizione Meccanismo Rilevanza sanitaria
Inalazione Rilascio di radon in aria durante doccia, lavaggio, cottura Considerata la via principale di rischio
Ingestione Consumo diretto di acqua contenente radon Via secondaria, contributo minore

Quali effetti sulla salute sono associati al radon

La letteratura scientifica associa l’esposizione cronica al radon principalmente al rischio di tumore polmonare, legato all’inalazione dei prodotti di decadimento del gas che si depositano nelle vie respiratorie. Non esistono evidenze consolidate di un rapporto altrettanto diretto tra ingestione di acqua con radon e altre patologie specifiche, e la valutazione complessiva del rischio individuale dipende da molti fattori, incluse le abitudini di vita.

Il fattore che amplifica maggiormente il rischio è il fumo di tabacco: l’effetto combinato di fumo ed esposizione al radon è documentato come sinergico, non semplicemente additivo. Questo rende la valutazione del rischio radon particolarmente rilevante per fumatori ed ex fumatori.

Chi è più esposto al rischio radon nell’acqua

Il rischio non è uguale per tutta la popolazione: alcune condizioni aumentano la probabilità di un’esposizione significativa o di conseguenze più rilevanti.

  • Chi utilizza acqua di pozzo o di sorgente non trattata, per approfondimenti specifici si veda radon nell’acqua di pozzo e radon nell’acqua di sorgente.
  • Chi vive in aree geologiche con terreni a maggiore potenziale di radon (rocce vulcaniche, graniti).
  • Fumatori ed ex fumatori, per l’effetto sinergico documentato con il fumo di tabacco.
  • Chi trascorre molto tempo in ambienti chiusi poco ventilati, dove il radon rilasciato dall’acqua si può accumulare.

Esempio pratico

Una famiglia che vive in una zona collinare con un pozzo privato utilizza l’acqua per uso domestico da anni senza mai averla sottoposta ad analisi complete. Dopo aver letto informazioni sul radon, decide di far eseguire un’analisi radon nell’acqua da un laboratorio accreditato, secondo il metodo di analisi del radon più appropriato per questo parametro. Se il risultato evidenzia una concentrazione elevata, la famiglia può valutare, con il supporto di un tecnico, come eliminare il radon dall’acqua tramite sistemi di trattamento dedicati, e per aspetti di natura sanitaria confrontarsi con il proprio medico di base.

Cosa dice la normativa italiana sul radon nell’acqua

Il radon rientra tra i parametri radiologici disciplinati dal quadro normativo sull’acqua destinata al consumo umano, recepito in Italia con il D.Lgs. 18/2023, che ha sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001 (oggi abrogato, richiamabile solo come riferimento storico). La normativa prevede il monitoraggio dei parametri radiologici da parte dei gestori del servizio idrico e indica i criteri con cui gestire eventuali superamenti dei valori di riferimento.

Per il dettaglio dei valori e delle soglie applicabili, che non vengono riportati qui per evitare imprecisioni, si rimanda al testo del decreto in Gazzetta Ufficiale e alla pagina dedicata a radon nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi. Per un quadro più ampio sulla normativa acqua potabile in Italia, si veda la guida completa al D.Lgs. 18/2023.

Domande frequenti

Il radon nell’acqua fa male alla salute?

L’esposizione prolungata al radon, soprattutto per inalazione, è un fattore di rischio riconosciuto per il tumore polmonare; il contributo dell’acqua potabile riguarda sia l’inalazione durante l’uso domestico sia, in misura minore, l’ingestione.

Bere acqua con radon è pericoloso quanto respirarlo?

No: la via inalatoria, legata al rilascio di radon in aria durante doccia e altri usi domestici, è considerata la via di esposizione più rilevante rispetto alla sola ingestione.

Quali sintomi provoca il radon nell’acqua?

Il radon non causa sintomi acuti riconoscibili: il rischio è legato a un’esposizione cronica nel tempo, motivo per cui non ci si accorge dell’eventuale presenza senza un’analisi specifica.

Chi è più a rischio per il radon nell’acqua?

Fumatori ed ex fumatori, per l’effetto combinato con il fumo di tabacco, e chi vive in zone con terreni a maggiore potenziale di radon; per valutazioni individuali è opportuno rivolgersi al medico o all’ASL di competenza.

Il radon nell’acqua è regolato dalla legge italiana?

Sì, il radon rientra tra i parametri radiologici disciplinati dal quadro normativo sull’acqua potabile recepito con il D.Lgs. 18/2023; per i valori di riferimento specifici si rimanda al testo normativo e alle indicazioni dell’ente gestore.

Come si fa a sapere se la propria acqua contiene radon?

L’unico modo affidabile è un’analisi di laboratorio dedicata al radon, in particolare per acque di pozzo o sorgente non trattate, che rappresentano i casi con maggiore probabilità di concentrazioni significative.

Il radon nell’acqua evapora con la bollitura o la filtrazione domestica?

Il radon è un gas volatile e tende a disperdersi con l’agitazione e il riscaldamento dell’acqua, ma per una riduzione affidabile e verificata sono necessari trattamenti dedicati, non semplici accorgimenti casalinghi.

L’acqua di pozzo è più a rischio radon rispetto all’acquedotto?

Le acque sotterranee, come quelle di pozzo o sorgente, possono presentare concentrazioni di radon più elevate rispetto alle acque superficiali trattate, per il contatto diretto con rocce e terreni ricchi di uranio e radio.

Cosa fare se l’analisi rileva radon nell’acqua?

Va valutata l’installazione di un sistema di trattamento dedicato all’allontanamento del radon e, per aspetti sanitari personali, è consigliabile un confronto con il medico curante o l’ASL territoriale.

In sintesi

Gli effetti sulla salute legati al radon nell’acqua riguardano soprattutto l’esposizione per inalazione durante l’uso domestico, con un rischio ben documentato per il tumore polmonare, in particolare nei fumatori. Non essendo un rischio percepibile, l’unico modo per conoscere la situazione della propria acqua è un’analisi specifica presso un laboratorio accreditato, utile soprattutto per chi utilizza pozzi o sorgenti private. Per approfondire il termine tecnico si veda il glossario del radon. Per dubbi sulla propria salute, il riferimento resta sempre il medico curante o l’ASL; per verificare la propria acqua è possibile richiedere un’analisi con il pacchetto potabilità completa.

Un dubbio sulla tua acqua?

Per situazioni che riguardano la salute, in particolare di neonati, persone in gravidanza o immunodepresse, rivolgiti al tuo medico o alla ASL. Per una verifica analitica possiamo aiutarti a scegliere il controllo adatto.

Valuta un'analisi