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Scheda tipo d'acquaCapitolo 3.322· 7 min di lettura

Radon nell’acqua di sorgente: valori, rischi e soluzioni

Radon nell’acqua di sorgente: valori, rischi e soluzioni. Valori attesi, rischi e trattamento per questo tipo di acqua.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Il radon può essere presente nell’acqua di sorgente quando questa emerge da terreni ricchi di uranio, come rocce granitiche, vulcaniche o alcune formazioni metamorfiche. A differenza dei pozzi profondi, le sorgenti hanno un tempo di contatto con la roccia spesso più breve, ma il valore effettivo dipende dalla geologia locale e va sempre verificato con un’analisi di laboratorio. Il D.Lgs. 18/2023 prevede il monitoraggio del radon nelle acque destinate al consumo umano.

In breve

  • Il radon nelle acque di sorgente dipende dalla geologia del punto di emergenza, non dalla profondità come nei pozzi.
  • Rocce granitiche, vulcaniche e alcune formazioni metamorfiche favoriscono concentrazioni più elevate.
  • Le sorgenti captate per le reti pubbliche rientrano nei controlli previsti dal D.Lgs. 18/2023; le captazioni private no.
  • Il radon è un gas radioattivo naturale, incolore e inodore: non è percepibile senza analisi.
  • Il rischio riguarda sia l’ingestione sia l’inalazione durante l’uso domestico dell’acqua.
  • L’unico modo per sapere se una sorgente specifica contiene radon è un’analisi di laboratorio dedicata.
  • Se rilevato, esistono soluzioni di trattamento tecnicamente collaudate, da valutare con un professionista.
  • Per approfondire il quadro generale del parametro si può consultare l’hub sul radon nell’acqua.

Perché il radon compare nelle acque di sorgente

Una sorgente emerge quando l’acqua sotterranea, dopo un percorso attraverso rocce e fratture, riaffiora naturalmente in superficie. Durante questo tragitto entra in contatto con minerali contenenti uranio e torio, i cui prodotti di decadimento generano radon disciolto. La concentrazione dipende quindi dalla litologia attraversata più che dalla profondità di captazione.

A differenza di un pozzo profondo, dove l’acqua permane a lungo a contatto con la roccia madre, una sorgente può avere tempi di residenza più brevi e percorsi più superficiali: questo in alcuni casi limita l’accumulo di radon, ma non lo esclude, specie in aree con substrati granitici, vulcanici o scistosi noti per l’arricchimento naturale in radionuclidi. Per un confronto specifico con le dinamiche dei pozzi si può consultare la pagina dedicata al radon nell’acqua di pozzo.

Tipologie di rocce e rischio potenziale

Contesto geologico Tendenza al radon Note
Aree granitiche (es. rilievi alpini, alcune zone appenniniche) Potenzialmente elevata Da verificare sempre con analisi puntuale
Aree vulcaniche Variabile, spesso significativa Dipende dalla composizione mineralogica locale
Calcari e dolomie Generalmente più bassa Non esclude valori anomali localizzati
Depositi alluvionali recenti Generalmente più bassa Minore contenuto di minerali radiogenici

Sorgenti pubbliche e private: chi controlla cosa

Le sorgenti captate dagli acquedotti rientrano nei piani di monitoraggio previsti dal D.Lgs. 18/2023, che ha recepito la Direttiva UE 2020/2184 sostituendo il precedente D.Lgs. 31/2001. Le sorgenti a uso privato — fontanili, captazioni domestiche o agricole — non sono soggette agli stessi controlli sistematici e la responsabilità della verifica ricade su chi utilizza l’acqua.

Chi si serve abitualmente di una sorgente privata per bere, cucinare o per un’attività ricettiva dovrebbe considerare un’analisi mirata, soprattutto se la zona è geologicamente predisposta. La pagina sul pacchetto potabilità completa descrive come inserire il radon in un quadro analitico più ampio insieme ad altri parametri chimici e microbiologici.

Come viene analizzato il radon in un campione di sorgente

Il campionamento del radon richiede accorgimenti specifici perché il gas tende a disperdersi rapidamente a contatto con l’aria: il prelievo va effettuato con contenitori e modalità che minimizzano il degassamento, per non sottostimare il valore reale. In laboratorio si utilizzano tecniche di spettrometria adatte alla misura della radioattività.

Per il dettaglio procedurale, dal prelievo alla refertazione, la pagina come si analizza il radon nell’acqua descrive il metodo passo per passo, mentre analisi radon nell’acqua: metodo e costo approfondisce cosa aspettarsi da un servizio di analisi.

Esempio pratico

Una famiglia utilizza da anni una sorgente privata situata in un’area collinare con affioramenti granitici, per l’irrigazione dell’orto e, saltuariamente, come acqua da bere quando si trovano nella seconda casa di campagna. Non avendo mai eseguito controlli, decidono di far analizzare un campione prelevato correttamente secondo le indicazioni del laboratorio. Solo con il referto in mano possono valutare, con l’aiuto di un tecnico, se il valore richiede un trattamento o se rientra in un intervallo che non desta preoccupazione secondo la normativa vigente.

Rischi per la salute e cosa fare in caso di valori elevati

Per un approfondimento specifico sugli effetti sanitari, la pagina radon nell’acqua: effetti sulla salute tratta l’argomento in modo più esteso. In caso di superamento dei livelli indicati dalla normativa, gli interventi tecnici più diffusi includono l’aerazione forzata dell’acqua prima dell’immissione in rete domestica e sistemi a carboni attivi, descritti nel dettaglio nella pagina come eliminare il radon dall’acqua.

Domande frequenti

Le acque di sorgente contengono sempre radon?

No, dipende dalla geologia dell’area di emergenza: sorgenti in zone granitiche o vulcaniche possono presentare concentrazioni più elevate, altre restano su valori trascurabili. Solo un’analisi di laboratorio dà una risposta certa.

Una sorgente captata per uso potabile viene controllata per il radon?

Gli enti gestori del servizio idrico effettuano monitoraggi previsti dal D.Lgs. 18/2023 sulle reti pubbliche; per sorgenti private o captazioni ad uso domestico il controllo non è automatico e va richiesto autonomamente.

Il radon nell’acqua di sorgente è più pericoloso di quello nell’aria?

Il radon disciolto in acqua rappresenta un rischio soprattutto se rilasciato in aria durante l’uso domestico (doccia, lavatrice) in ambienti poco ventilati, oltre che per ingestione diretta; la valutazione va fatta caso per caso da un medico o dall’ASL competente.

Come si misura il radon in un’acqua di sorgente?

Si utilizza un prelievo specifico che evita la perdita del gas per degassamento, seguito da analisi in laboratorio con tecniche di spettrometria adatte alla radioattività, come descritto nella pagina dedicata al metodo di analisi.

Bollire l’acqua di sorgente riduce il radon?

Il riscaldamento favorisce il degassamento del radon, ma non è un metodo di trattamento controllato né raccomandabile come soluzione stabile; per una riduzione affidabile servono sistemi di trattamento dedicati.

Le sorgenti di montagna sono più a rischio radon?

Non necessariamente per la quota, ma per la natura litologica: molte aree montane alpine e appenniniche presentano substrati granitici o vulcanici storicamente associati a concentrazioni di radon più elevate nelle acque.

Cosa fare se l’analisi rileva radon nella sorgente?

Valutare con un tecnico le opzioni di trattamento (aerazione forzata, filtrazione a carboni attivi) e, per aspetti sanitari, confrontarsi con il medico di base o l’ASL territoriale, soprattutto se l’acqua è utilizzata quotidianamente per il consumo.

Esiste un valore limite di legge per il radon nell’acqua potabile?

Il D.Lgs. 18/2023 stabilisce criteri di controllo per il radon nelle acque destinate al consumo umano; per il valore numerico esatto si rimanda al testo normativo in Gazzetta Ufficiale, poiché non va citato a memoria.

In sintesi

Il radon nell’acqua di sorgente non è un dato scontato: dipende dal contesto geologico specifico e può essere accertato solo con un’analisi di laboratorio dedicata. Per chi utilizza una sorgente privata in modo continuativo, il primo passo è capire cosa contiene davvero l’acqua prima di trarre conclusioni. Puoi approfondire il quadro generale nell’hub sul radon nell’acqua o, se vuoi passare all’azione, richiedere un’analisi dell’acqua impostata sul parametro radon insieme agli altri controlli utili per la potabilità.

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