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GlossarioCapitolo 12.80· 4 min di lettura

Arsenico: definizione

glossario arsenico nell’analisi dell’acqua. Definizione chiara e significato pratico.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua

Risposta rapida

L’arsenico è un semimetallo tossico presente naturalmente in alcune falde acquifere, soprattutto in aree vulcaniche o con rocce ricche di questo elemento. Nell’acqua potabile è disciplinato dal D.Lgs. 18/2023, che ne fissa il valore limite. Non ha odore né sapore percepibile, quindi la sua presenza si accerta solo con un’analisi di laboratorio.

In breve

  • L’arsenico è un semimetallo (metalloide), non un metallo pesante in senso stretto, ma viene spesso classificato insieme ad essi nei controlli sulle acque.
  • In acqua è presente soprattutto nelle forme inorganiche arsenito (As III) e arseniato (As V).
  • L’origine più comune è geologica: dissoluzione da rocce e minerali, specifica di alcune aree del territorio.
  • È incolore, inodore e insapore: la sua presenza si rileva solo con analisi di laboratorio.
  • Il parametro è regolato dal D.Lgs. 18/2023 per le acque destinate al consumo umano.
  • Questa voce fa parte del glossario dell’analisi dell’acqua: qui trovi solo la definizione tecnica del termine.
  • Per approfondire i valori e i rischi specifici, vedi la pagina arsenico nell’acqua.

Definizione

L’arsenico è un semimetallo naturalmente presente nella crosta terrestre, che può passare nell’acqua sotterranea per dissoluzione da rocce e sedimenti. Nel contesto delle analisi dell’acqua è classificato come parametro chimico-inorganico da monitorare, con un valore limite fissato dalla normativa vigente per le acque potabili.

Dal punto di vista chimico, in acqua l’arsenico si trova prevalentemente come arsenito (forma trivalente, As III) o arseniato (forma pentavalente, As V). Questa distinzione ha rilevanza sia analitica sia impiantistica: alcune tecnologie di trattamento richiedono una fase di ossidazione preliminare per convertire l’arsenito in arseniato, forma più facilmente rimovibile con i sistemi comuni di trattamento.

Origine e presenza nell’acqua

L’arsenico presente nell’acqua deriva soprattutto da fenomeni geologici naturali legati alla composizione delle rocce e delle falde di una determinata area, più raramente da contaminazioni antropiche localizzate. Per questo motivo la sua concentrazione varia molto da zona a zona, anche a distanza ravvicinata.

Le zone più interessate sono tipicamente quelle con substrato vulcanico o sedimenti ricchi di minerali arsenicali. Un pozzo privato non collegato all’acquedotto pubblico non è soggetto agli stessi controlli sistematici delle reti pubbliche, quindi la verifica periodica tramite analisi diventa lo strumento principale per conoscerne la qualità.

Caratteristica Descrizione
Tipo di elemento Semimetallo (metalloide)
Forme in acqua Arsenito (As III), arseniato (As V)
Origine prevalente Geologica naturale
Percezione sensoriale Assente (incolore, inodore, insapore)
Riferimento normativo D.Lgs. 18/2023

Esempio pratico

Una famiglia che utilizza un pozzo domestico per uso potabile in un’area con substrato vulcanico decide di far analizzare l’acqua prima di installarla come fonte abituale. Il referto di laboratorio riporta la concentrazione di arsenico in confronto al valore limite del D.Lgs. 18/2023: solo a questo punto è possibile valutare se sia necessario un trattamento di abbattimento dell’arsenico o se il valore rientri nei limiti previsti.

Domande frequenti

Cos’è l’arsenico in chimica dell’acqua?

È un semimetallo (metalloide) che in acqua si trova disciolto soprattutto nelle forme inorganiche arsenito e arseniato, quelle di maggiore interesse tossicologico.

L’arsenico nell’acqua si vede o si sente?

No: è incolore, inodore e insapore anche a concentrazioni superiori al limite di legge. Solo l’analisi di laboratorio lo rileva.

Da dove viene l’arsenico nell’acqua potabile?

Principalmente da fonti geologiche naturali, per dissoluzione da rocce e sedimenti; più raramente da contaminazioni antropiche localizzate.

Qual è il limite di legge per l’arsenico nell’acqua?

Il valore limite è stabilito dal D.Lgs. 18/2023 per le acque destinate al consumo umano; per il valore esatto consulta il testo normativo o la scheda dedicata.

Come si misura l’arsenico in un campione d’acqua?

Con tecniche di spettrometria specifiche per l’analisi di metalli e metalloidi in tracce, condotte da un laboratorio dotato di strumentazione idonea.

L’arsenico riguarda solo l’acqua di pozzo?

È più frequente nei pozzi privati non trattati, ma può interessare anche acquedotti pubblici in aree geologicamente predisposte.

L’acqua con arsenico si può bollire per renderla sicura?

No, la bollitura non riduce l’arsenico disciolto; anzi, l’evaporazione può concentrarlo leggermente. Serve un trattamento specifico di rimozione.

Il glossario riguarda anche la salute?

Questa voce si limita alla definizione tecnica; per gli effetti sulla salute e i rimandi medici consulta la pagina dedicata agli effetti sulla salute.

In sintesi

L’arsenico è un semimetallo di origine prevalentemente geologica, non percepibile ai sensi, il cui unico modo di rilevazione affidabile è l’analisi di laboratorio. Per capire come si comporta nella pratica, quali sono i valori limite e le soluzioni di trattamento, puoi consultare le pagine collegate su analisi dell’arsenico e come eliminare l’arsenico dall’acqua, oppure impostare correttamente una richiesta di analisi per il tuo caso specifico.

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