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Come fareCapitolo 3.235· 8 min di lettura

Come eliminare Coliformi totali dall’acqua: bonifica e disinfezione

Come eliminare Coliformi totali dall’acqua: bonifica e disinfezione: procedura passo per passo, errori da evitare e consigli del laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

Per eliminare i coliformi totali dall’acqua servono in sequenza: individuazione della causa (pozzo, cisterna, tratto di rete), pulizia meccanica del serbatoio o del punto contaminato, disinfezione shock con cloro o altro biocida idoneo, risciacquo e infine un’analisi di conferma di laboratorio prima di tornare a bere l’acqua. Senza il controllo analitico finale non si può considerare risolto il problema.

In breve

  • I coliformi totali nell’acqua non si eliminano con un solo intervento generico: serve prima capire da dove entrano.
  • Il percorso corretto è: individuazione della causa, pulizia, disinfezione, risciacquo, analisi di conferma.
  • La clorazione shock è il metodo più usato per pozzi, cisterne e serbatoi domestici.
  • Bollire l’acqua è una misura tampone immediata, non una soluzione strutturale.
  • I filtri a carbone attivo da soli non risolvono la contaminazione microbiologica.
  • Senza un’analisi di laboratorio dopo il trattamento non si può sapere se il problema è davvero risolto.
  • Le recidive sono frequenti quando non si interviene sulla causa fisica (fessure, guarnizioni, ristagni).
  • Per approfondire cosa sono i coliformi totali e perché compaiono si può consultare la guida sui parametri microbiologici dell’acqua.

Come si individua la causa della contaminazione da coliformi totali

La rimozione efficace dei coliformi totali comincia sempre da un’ispezione del sistema idrico: pozzo, cisterna, autoclave o tratto di rete condominiale. Serve capire se l’acqua entra in contatto con terreno, insetti, animali o acque superficiali prima di procedere a qualsiasi disinfezione.

I punti più comuni in cui si origina una contaminazione da coliformi totali sono:

Elemento Criticità tipica
Pozzo Boccaporto non a tenuta, guarnizioni deteriorate, cavo elettrico passante privo di guaina
Cisterna/serbatoio interrato Fessure nelle pareti, coperchio non sigillato, infiltrazioni di acque meteoriche
Autoclave e tubazioni Ristagni in tratti poco utilizzati, vaso di espansione, filtri non manutenuti
Rete idrica condominiale Interventi di manutenzione recenti, rotture, pressione insufficiente

Se il punto di ingresso non viene identificato e chiuso, la disinfezione avrà un effetto solo temporaneo e i coliformi totali torneranno a essere rilevati nelle analisi successive, spesso entro poche settimane.

Come si esegue la pulizia meccanica prima della disinfezione

La pulizia fisica del serbatoio o della cisterna è un passaggio diretto: rimuovere sedimenti, biofilm e depositi organici dalle pareti prima di disinfettare, perché il cloro e altri biocidi perdono efficacia se devono agire su superfici sporche o incrostate.

In pratica si procede svuotando (dove possibile) il serbatoio, rimuovendo meccanicamente i depositi visibili sul fondo e sulle pareti, e risciacquando con acqua pulita prima di introdurre il disinfettante. Questa fase va sempre eseguita da personale con adeguati dispositivi di protezione, specie in ambienti confinati come cisterne interrate.

Come funziona la clorazione shock per eliminare i coliformi totali

La clorazione shock consiste nell’introdurre nell’acqua una concentrazione elevata di cloro (o di un altro disinfettante idoneo) per un tempo di contatto sufficiente ad abbattere la carica microbica, seguita da un risciacquo completo dell’impianto fino alla scomparsa dell’odore di cloro residuo in eccesso.

Il procedimento tipico prevede queste fasi in sequenza:

  1. Pulizia meccanica del serbatoio, come descritto sopra.
  2. Preparazione della soluzione disinfettante nella concentrazione indicata dal tecnico o dal fornitore del prodotto, in base al volume dell’impianto.
  3. Distribuzione del disinfettante in tutti i punti dell’impianto (rubinetti, docce, tratti terminali), fatti scorrere fino a percepire l’odore di cloro.
  4. Tempo di contatto adeguato, generalmente di alcune ore, secondo le indicazioni del prodotto utilizzato.
  5. Risciacquo completo dell’impianto fino all’eliminazione del cloro in eccesso.
  6. Stabilizzazione per qualche giorno prima del prelievo per l’analisi di conferma.

Esempio pratico

Una famiglia con pozzo privato riceve un esito di analisi con coliformi totali presenti ed E. coli assente. Il tecnico ispeziona il pozzo e trova il boccaporto non sigillato, con possibile ingresso di acque superficiali dopo le piogge. Si procede a: sigillatura del boccaporto, pulizia delle pareti interne accessibili, clorazione shock con tempo di contatto adeguato, risciacquo prolungato dei rubinetti fino alla scomparsa dell’odore di cloro, e infine un nuovo prelievo dopo alcuni giorni di stabilizzazione. Solo con l’esito negativo dell’analisi di conferma l’acqua può tornare a un uso normale.

Quali trattamenti alternativi o complementari esistono

Oltre alla clorazione, esistono altre tecnologie utili nella gestione della contaminazione microbiologica, ciascuna con un ruolo specifico e non sempre sostitutivo della disinfezione shock iniziale: la scelta va basata sul contesto (pozzo privato, impianto condominiale, uso alimentare) e va valutata da un tecnico competente.

Trattamento Ruolo tipico Limite principale
Lampada UV Disinfezione continua in linea, dopo la bonifica iniziale Non agisce su acqua torbida o con depositi; non risolve la causa
Filtrazione su membrana (ultrafiltrazione) Barriera fisica contro batteri in impianti dedicati Richiede manutenzione e sostituzione periodica delle membrane
Biossido di cloro o altri biocidi Alternativa al cloro in casi specifici Dosaggi e sicurezza d’uso da definire con un tecnico
Carbone attivo Rimozione di odori/sapori, non disinfezione Può favorire crescita batterica se non manutenuto

Perché serve sempre un’analisi di conferma dopo il trattamento

Un’analisi microbiologica di laboratorio dopo la bonifica è l’unico modo oggettivo per verificare che i coliformi totali siano stati eliminati: la percezione visiva o olfattiva dell’acqua non permette di stabilire l’assenza di contaminazione microbiologica.

Il prelievo per l’analisi di conferma va eseguito seguendo modalità corrette (contenitori sterili, punto di prelievo rappresentativo, tempi di consegna al laboratorio) per evitare falsi positivi o falsi negativi. Per approfondire come si esegue il test in laboratorio, si può consultare la pagina dedicata all’analisi dei coliformi totali e quella sul metodo di ricerca in laboratorio, il metodo Colilert/MPN.

Per capire la differenza tra coliformi totali, coliformi fecali/termotolleranti ed E. coli — utile per interpretare correttamente un referto — si possono consultare le pagine su coliformi fecali, coliformi termotolleranti ed E. coli o coliformi: differenze, oltre all’approfondimento sui rischi per la salute legati ai coliformi totali.

Domande frequenti

Quanto tempo serve per eliminare i coliformi totali dall’acqua?

Dipende dalla causa: una clorazione shock di un pozzo o serbatoio richiede in genere da poche ore a 1-2 giorni tra contatto del disinfettante, risciacquo e stabilizzazione, a cui va aggiunto il tempo del laboratorio per l’analisi di conferma.

Bollire l’acqua elimina i coliformi totali?

Sì, la bollitura è efficace come misura temporanea per rendere l’acqua sicura da bere, ma non risolve la causa della contaminazione: va comunque individuata e trattata la fonte del problema.

La clorazione shock basta da sola a risolvere il problema?

Spesso no: se la causa è un’infiltrazione, una guarnizione rotta o una rete fessurata, i coliformi ricompaiono dopo poco tempo. La disinfezione va sempre abbinata alla riparazione del punto di ingresso della contaminazione.

Quale disinfettante si usa per la clorazione shock?

Il cloro (in soluzione o ipoclorito) è il disinfettante più diffuso per pozzi e cisterne; in alcuni contesti si utilizzano biossido di cloro o altri prodotti autorizzati. La scelta e i dosaggi vanno definiti da un tecnico, senza affidarsi al fai-da-te approssimativo.

Dopo la disinfezione l’acqua è subito potabile?

No: dopo il risciacquo e la stabilizzazione del cloro residuo è necessario eseguire un’analisi microbiologica di conferma. Solo l’assenza di coliformi e degli altri parametri richiesti conferma il ripristino della potabilità.

Un filtro a carbone attivo elimina i coliformi totali?

I filtri a carbone attivo non sono progettati per la disinfezione microbiologica e possono anzi favorire la proliferazione batterica se non manutenuti; per i coliformi servono disinfezione e, se necessario, sistemi UV o a membrana dedicati.

Cosa fare se i coliformi totali ricompaiono dopo la disinfezione?

Va ricercata una causa strutturale non risolta (fessure nel serbatoio, guarnizioni, infiltrazioni, tratti di tubazione con acqua stagnante) e ripetuto il ciclo di bonifica, con il supporto di un tecnico e nuove analisi di verifica.

Serve avvisare l’ASL in caso di coliformi totali nell’acqua di un acquedotto?

Se la contaminazione riguarda un impianto pubblico o un pozzo che serve più utenze, è opportuno segnalare la situazione all’ASL competente, che può fornire indicazioni e, nei casi previsti, disporre controlli o restrizioni d’uso.

I coliformi totali indicano sempre un rischio per la salute?

I coliformi totali sono soprattutto un indicatore di integrità dell’impianto; da soli non indicano necessariamente contaminazione fecale, ma la loro presenza impone verifiche, perché segnala un punto debole nel sistema che può far entrare anche altri microrganismi.

In sintesi

Eliminare i coliformi totali dall’acqua richiede un percorso in quattro fasi — causa, pulizia, disinfezione, conferma analitica — e non un singolo prodotto o gesto isolato. Saltare l’analisi finale significa non sapere davvero se il problema è risolto. Se avete ricevuto un referto con coliformi totali presenti o volete verificare l’esito di una bonifica appena eseguita, potete richiedere un’analisi microbiologica con LaboratorioAcqua, anche tramite il pacchetto microbiologico dedicato a questi parametri. Per un quadro più ampio su tutti i parametri microbiologici monitorati, consultate la guida ai parametri microbiologici dell’acqua o la guida completa alle analisi dell’acqua.

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