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ParametroCapitolo 3.242· 10 min di lettura

Coliformi fecali nell’acqua: cos’e e perche e pericoloso

Coliformi fecali nell acqua: cos’e, valori limite di legge, rischi e come ridurlo. Analisi in laboratorio accreditato.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

I coliformi fecali sono un sottogruppo dei coliformi totali in grado di crescere anche a 44-45°C, condizione che li lega quasi esclusivamente a contaminazione da feci di uomini o animali a sangue caldo. La loro presenza nell’acqua indica un rischio microbiologico più diretto rispetto ai coliformi totali e richiede verifica con analisi di laboratorio e, se confermata, interventi di bonifica e disinfezione.

I coliformi fecali sono uno dei parametri microbiologici esaminati nell’ambito dei parametri microbiologici nell’acqua: capire cosa indicano e perché sono diversi dai coliformi totali aiuta a interpretare correttamente un referto e a decidere come muoversi.

In breve

  • I coliformi fecali sono un sottogruppo dei coliformi totali capace di crescere a temperature elevate (44-45°C).
  • Questa caratteristica li lega in modo più diretto a contaminazione fecale recente rispetto ai coliformi ambientali.
  • Escherichia coli è la specie più rappresentativa dei coliformi fecali ed è oggi spesso ricercata come indicatore principale.
  • La presenza di coliformi fecali nell’acqua potabile non è compatibile con il consumo diretto senza verifiche e interventi.
  • Le fonti di contaminazione più comuni sono pozzi vicini a scarichi, infiltrazioni, allevamenti o serbatoi non manutenuti.
  • La conferma richiede un’analisi di laboratorio con metodo specifico per la ricerca dei batteri.
  • In caso di positività, la bonifica va seguita da una nuova analisi di verifica prima di ripristinare l’uso potabile.
  • Il rischio per la salute riguarda soprattutto categorie fragili: neonati, donne in gravidanza, anziani, immunodepressi.

Cosa sono i coliformi fecali

I coliformi fecali sono batteri gram-negativi appartenenti al gruppo dei coliformi totali, selezionati per la capacità di fermentare il lattosio anche a temperature di incubazione elevate (44-45°C), condizione che le forme ambientali non tollerano. Per questo motivo vengono chiamati anche coliformi termotolleranti e sono considerati un indicatore più specifico di contaminazione da feci umane o animali.

Il gruppo dei coliformi totali comprende sia specie tipicamente presenti nell’intestino di uomini e animali a sangue caldo, sia specie che vivono normalmente nel suolo e nell’acqua senza alcun legame con contaminazione fecale. Il test a temperatura elevata serve proprio a separare questo secondo gruppo, riducendo il rischio di "falsi allarmi" legati a batteri ambientali innocui. Per questo la ricerca dei coliformi fecali (o, più spesso oggi, di E. coli) è considerata un passaggio complementare rispetto alla sola ricerca dei coliformi totali.

Coliformi fecali, coliformi totali ed E. coli: le differenze

I tre parametri sono collegati ma non intercambiabili: i coliformi totali sono il gruppo più ampio, i coliformi fecali il sottogruppo termotollerante, e l’E. coli è la specie che meglio rappresenta la contaminazione fecale in senso stretto, tanto da essere oggi l’indicatore preferito nei controlli ufficiali.

Parametro Cosa rappresenta Origine tipica Specificità come indicatore fecale
Coliformi totali Gruppo ampio, include specie ambientali Ambiente, acqua, suolo, feci Bassa
Coliformi fecali (termotolleranti) Sottogruppo che cresce a 44-45°C Prevalentemente feci di uomini e animali Media-alta
Escherichia coli Specie specifica del gruppo fecale Quasi esclusivamente intestino di uomini e animali a sangue caldo Alta

Per un approfondimento specifico sul confronto tra questi due ultimi parametri, vedi E. coli o coliformi: differenze. Chi desidera invece capire meglio il parametro "gemello" più generale può consultare la pagina dedicata ai coliformi termotolleranti nell’acqua.

Perché la presenza di coliformi fecali è un segnale da non ignorare

La presenza di coliformi fecali indica una probabile contaminazione recente da materiale fecale, quindi un rischio microbiologico concreto per chi beve o usa quell’acqua senza trattamento. Non significa automaticamente presenza di patogeni specifici, ma segnala che le condizioni per la loro presenza esistono.

I coliformi fecali di per sé, in molti casi, non causano malattia diretta: il problema è che la loro presenza segnala che nell’acqua potrebbero essere entrati anche altri microrganismi patogeni di origine intestinale (batteri, virus, parassiti), la cui ricerca diretta è più complessa e costosa. Per questo motivo i coliformi fecali/E. coli vengono usati come "sentinella": la loro assenza non garantisce sicurezza assoluta, ma la loro presenza è un forte segnale di allerta.

Per capire nel dettaglio le conseguenze sanitarie possibili, la pagina dedicata coliformi fecali nell’acqua: rischi per la salute approfondisce l’argomento; chi vuole invece un quadro generale sui rischi legati ai coliformi può consultare coliformi totali nell’acqua: rischi per la salute.

Da dove arriva la contaminazione

Le fonti più frequenti di contaminazione fecale nell’acqua sono infiltrazioni da fognature o pozzi neri, vicinanza a terreni agricoli con concimazione organica o allevamenti, serbatoi e cisterne non sanificate, e reti idriche con perdite o giunti non a tenuta.

Nei pozzi privati il rischio aumenta se la captazione è superficiale, se il pozzo non è adeguatamente sigillato in superficie, o se si trova a valle idrogeologica di fosse settiche, stalle o aree di spandimento di liquami. Anche piogge intense possono favorire infiltrazioni improvvise, motivo per cui in alcuni casi un pozzo "storicamente pulito" può risultare positivo dopo un evento meteorico importante. Nelle reti condominiali o negli impianti interni datati, invece, il problema può derivare da serbatoi di accumulo mal mantenuti o da tratti di tubazione con ristagni.

Esempio pratico

Una famiglia che utilizza un pozzo per uso domestico nota un cambiamento nel sapore dell’acqua dopo un periodo di piogge intense. Fa analizzare un campione: il referto conferma la presenza di coliformi fecali, oltre a coliformi totali elevati. Il laboratorio consiglia di sospendere subito l’uso potabile dell’acqua, di ispezionare la tenuta del pozzo e la distanza da eventuali fosse settiche, e di procedere a una disinfezione shock seguita da un nuovo campionamento non prima di alcuni giorni, per verificare che l’intervento abbia risolto la contaminazione in modo stabile e non solo temporaneo.

Come si rileva in laboratorio

La ricerca dei coliformi fecali/termotolleranti si basa su tecniche di filtrazione su membrana o su metodi enzimatici/colorimetrici che sfruttano l’incubazione a temperatura selettiva (44-45°C) per distinguerli dai coliformi ambientali, con conferma della crescita microbica dopo il periodo di incubazione previsto.

Il campionamento richiede contenitori sterili forniti dal laboratorio e un trasporto rapido a temperatura controllata, per evitare che la crescita batterica in transito alteri il risultato. Per una descrizione più dettagliata delle tecniche impiegate, la pagina come si cercano E. coli e coliformi nell’acqua (metodo Colilert/MPN) descrive il funzionamento dei metodi più diffusi.

Cosa fare in caso di positività

Se l’analisi conferma la presenza di coliformi fecali, il primo passo è sospendere l’uso potabile dell’acqua e informarsi presso l’ASL territorialmente competente, soprattutto se nel nucleo familiare sono presenti neonati, donne in gravidanza o persone immunodepresse.

Il secondo passo è individuare la causa: ispezione del pozzo o del serbatoio, verifica della distanza da fonti di contaminazione, controllo della tenuta delle tubazioni. Una volta identificata e rimossa la causa, si procede generalmente con una disinfezione (ad esempio a base di cloro, secondo le indicazioni di un tecnico) e con un nuovo campionamento di verifica dopo un intervallo di tempo adeguato, per accertare che il risultato sia stabile e non un miglioramento temporaneo. Per le tecniche di intervento più diffuse si può fare riferimento anche a come eliminare i coliformi totali dall’acqua: bonifica e disinfezione, applicabile con gli opportuni adattamenti anche al caso dei coliformi fecali.

Quadro normativo di riferimento

Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184, disciplina i controlli sull’acqua destinata al consumo umano, incluso il monitoraggio dei parametri microbiologici. In precedenza la materia era regolata dal D.Lgs. 31/2001, oggi abrogato.

Per il valore limite specifico e i dettagli tecnici dei parametri, è opportuno fare riferimento diretto al testo del decreto e alle indicazioni dell’ente gestore o dell’ASL competente, evitando di affidarsi a cifre riportate a memoria. Per un quadro normativo completo, la guida normativa acqua potabile in Italia (D.Lgs. 18/2023): guida completa raccoglie i riferimenti principali; per capire più in generale cosa rende un’acqua sicura da bere, utile anche la pagina acqua potabile: cosa significa e quando è sicura da bere.

Domande frequenti

Cosa sono esattamente i coliformi fecali?

Sono batteri della famiglia dei coliformi totali capaci di fermentare il lattosio anche a 44-45°C, temperatura che li seleziona rispetto ai coliformi ambientali e li associa a contaminazione fecale recente.

Coliformi fecali e coliformi totali sono la stessa cosa?

No: i coliformi totali comprendono anche specie ambientali innocue, mentre i coliformi fecali sono il sottogruppo termotollerante legato più specificamente a feci di uomini o animali.

Coliformi fecali ed Escherichia coli sono lo stesso parametro?

Sono correlati ma non identici: E. coli è la specie più rappresentativa e specifica dei coliformi fecali, tanto che oggi i laboratori tendono a ricercare direttamente E. coli come indicatore più affidabile.

L’acqua con coliformi fecali si può bere dopo la bollitura?

La bollitura a ebollizione piena per alcuni minuti inattiva la gran parte dei batteri, ma è una misura di emergenza: per un consumo prolungato serve un intervento risolutivo su rete e disinfezione.

Quanto tempo serve per avere l’esito dell’analisi?

I tempi dipendono dal metodo microbiologico impiegato (che prevede incubazione) e dal laboratorio: per l’organizzazione dell’analisi è utile richiedere un preventivo con indicazione dei tempi.

I coliformi fecali sono pericolosi per neonati o donne in gravidanza?

Le categorie fragili sono più esposte alle conseguenze di un’eventuale contaminazione microbiologica: in presenza di positività è prudente sentire il pediatra o il medico curante e contattare l’ASL.

Cosa fare se l’analisi rileva coliformi fecali nel pozzo?

Sospendere l’uso potabile dell’acqua, valutare la fonte di contaminazione (es. infiltrazioni, vicinanza a scarichi o allevamenti) e programmare una bonifica seguita da una nuova analisi di verifica.

Un filtro domestico basta a eliminare i coliformi fecali?

Dipende dal tipo di filtro: solo sistemi certificati per la rimozione microbiologica (es. ultrafiltrazione, osmosi inversa con post-disinfezione) sono adatti, mentre i filtri per il solo miglioramento organolettico non sono sufficienti.

I coliformi fecali riguardano anche l’acqua di rete pubblica?

Sì, anche se meno frequentemente rispetto a pozzi privati: il gestore effettua controlli periodici, ma è comunque possibile far analizzare l’acqua in autonomia, specialmente in caso di impianti interni datati.

Qual è la differenza pratica per chi commissiona un’analisi?

Chi sospetta una contaminazione fecale dovrebbe richiedere un pacchetto microbiologico completo, che includa coliformi totali, coliformi fecali/E. coli ed enterococchi, per un quadro più affidabile.

In sintesi

I coliformi fecali sono un indicatore più specifico rispetto ai coliformi totali e la loro presenza nell’acqua richiede attenzione immediata, soprattutto quando in casa ci sono soggetti fragili. Se sospetti una contaminazione o vuoi semplicemente verificare la sicurezza della tua acqua di pozzo o di rete, il modo più corretto per procedere è impostare un’analisi mirata: puoi richiedere un’analisi indicando il tipo di fonte e le tue esigenze, oppure orientarti prima leggendo la panoramica sui parametri microbiologici nell’acqua per capire quale pacchetto di analisi è più adatto al tuo caso.

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