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LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
Guida regionaleCapitolo 9.118· 9 min di lettura

PFAS nell’acqua in Campania

PFAS nell’acqua in Campania: valori tipici, criticita locali e dove far analizzare l’acqua.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua

Risposta rapida

In Campania la presenza di PFAS nell’acqua è un tema di attenzione soprattutto per i pozzi privati e le aree a vocazione industriale o agricola intensiva, mentre gli acquedotti pubblici sono soggetti ai controlli previsti dal D.Lgs. 18/2023. Non esistono dati regionali uniformi da citare senza fonte: chi utilizza acqua di pozzo o è in zone sensibili dovrebbe far analizzare la propria acqua da un laboratorio accreditato per verificare la situazione specifica.

Chi vive in Campania e si chiede se la propria acqua contenga PFAS deve distinguere subito tra due situazioni molto diverse: l’acqua fornita dagli acquedotti pubblici, soggetta ai controlli previsti dalla normativa, e l’acqua dei pozzi privati, che invece non rientra in alcun monitoraggio obbligatorio. Per un quadro più ampio sulla situazione italiana regione per regione, consulta la pagina qualità dell’acqua in Italia per regione.

In breve

  • I PFAS sono sostanze chimiche persistenti utilizzate in molti processi industriali, oggetto di crescente attenzione normativa e sanitaria.
  • In Campania non esiste un dato regionale unico e aggiornato da poter citare senza fonte: la situazione va verificata caso per caso.
  • Gli acquedotti pubblici sono sottoposti ai controlli previsti dal D.Lgs. 18/2023; i pozzi privati no.
  • Le aree a maggiore concentrazione industriale o agricola intensiva richiedono in genere più attenzione, ma non un allarme generalizzato.
  • L’unico modo per sapere se un’acqua contiene PFAS è un’analisi di laboratorio con metodo LC-MS/MS.
  • In caso di positività, esistono soluzioni di trattamento dedicate, da scegliere in base ai risultati dell’analisi.
  • Per dubbi sanitari specifici, il riferimento corretto è il medico curante o l’ASL territoriale, non l’autodiagnosi.

Cosa sono i PFAS e perché se ne parla anche in Campania

I PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) sono un’ampia famiglia di composti chimici di sintesi, utilizzati storicamente in numerosi settori industriali per le loro proprietà impermeabilizzanti e antiaderenti. La loro persistenza nell’ambiente e la possibile presenza in falde acquifere vicine a siti industriali li rendono un parametro oggi normato specificamente nell’acqua potabile.

In Campania, come in altre regioni a forte vocazione produttiva e agricola, il tema si intreccia con la storia di alcune aree soggette a pressione industriale e con la diffusione di pozzi privati usati per uso domestico o irriguo. Questo non significa che l’intera regione presenti criticità diffuse: significa che, dove esistono fattori di rischio potenziale (vicinanza a insediamenti industriali, discariche, aree a agricoltura intensiva con uso storico di determinati prodotti), è più prudente verificare con un’analisi mirata. Per un inquadramento generale del tema, la guida PFAS nell’acqua potabile approfondisce origine, diffusione e criticità di queste sostanze a livello nazionale.

Acqua di acquedotto vs acqua di pozzo privato in Campania

L’acqua erogata dagli acquedotti pubblici campani è soggetta ai controlli e ai parametri previsti dal D.Lgs. 18/2023, che ha introdotto per la prima volta limiti specifici sui PFAS nell’acqua destinata al consumo umano; l’acqua dei pozzi privati, invece, non rientra in questi controlli e la responsabilità di verificarne la qualità ricade sul proprietario o sull’utilizzatore.

Fonte d’acqua Controlli obbligatori sui PFAS Chi verifica
Acquedotto pubblico Sì, secondo D.Lgs. 18/2023 Gestore idrico e autorità sanitarie
Pozzo privato ad uso domestico No, non obbligatorio Proprietario/utilizzatore, su base volontaria
Pozzo ad uso irriguo o zootecnico No, non obbligatorio salvo casi specifici Proprietario/utilizzatore
Acqua minerale in bottiglia Sì, secondo normativa dedicata alle acque minerali Produttore e autorità competenti

Per approfondire il quadro normativo completo, la pagina normativa acqua potabile in Italia (D.Lgs. 18/2023) descrive nel dettaglio l’impianto legislativo, mentre la scheda sui nuovi parametri del D.Lgs. 18/2023 (PFAS, bisfenolo A, microcistine) spiega cosa cambia rispetto al passato regime del D.Lgs. 31/2001, oggi abrogato.

Chi in Campania dovrebbe prestare più attenzione ai PFAS

Chi utilizza acqua di pozzo per uso domestico o irriguo, chi vive vicino ad aree industriali attive o dismesse, e chi gestisce attività agricole o zootecniche in zone a storica pressione produttiva dovrebbe considerare un’analisi PFAS come parte di una verifica di sicurezza periodica, senza però trarre conclusioni allarmistiche senza dati concreti.

Questo vale in particolare per famiglie con neonati, donne in gravidanza o persone immunodepresse che utilizzano acqua non controllata da un ente pubblico: in questi casi la prudenza suggerisce sia l’analisi di laboratorio sia un confronto con il proprio pediatra o medico di famiglia.

Esempio pratico

Una famiglia in provincia campana con un pozzo privato utilizzato sia per uso domestico sia per l’orto di casa, situato a poche centinaia di metri da un’area a passato uso industriale, decide di far analizzare l’acqua prima di continuare a usarla per bere e cucinare. Richiede un campionamento a un laboratorio accreditato, riceve il rapporto di prova con i valori di PFAS confrontati con i limiti di legge e, in base al risultato, valuta se proseguire con l’uso attuale o installare un sistema di trattamento dedicato.

Come si analizza l’acqua per i PFAS

L’analisi dei PFAS richiede un campionamento eseguito secondo protocollo (per evitare contaminazioni da materiali plastici non idonei) e un’analisi in laboratorio con tecnica di cromatografia liquida abbinata a spettrometria di massa tandem (LC-MS/MS), l’unica in grado di identificare e quantificare i singoli composti PFAS alle concentrazioni rilevanti.

Le fasi tipiche del percorso, descritte in dettaglio nelle pagine campionamento per PFAS e come si analizzano i PFAS nell’acqua (LC-MS/MS), comprendono la scelta del punto di prelievo, l’uso di contenitori idonei, la catena di custodia del campione e l’interpretazione del rapporto di prova rispetto ai valori normativi. Chi vuole capire nel dettaglio l’intero percorso, dai costi indicativi al metodo, può consultare analisi PFAS nell’acqua: metodo e costo.

Cosa fare se l’analisi rileva PFAS nell’acqua

Se l’analisi conferma la presenza di PFAS sopra i valori di riferimento, la prima cosa da fare è sospendere l’uso dell’acqua per bere e cucinare, in attesa di valutare una soluzione di trattamento adeguata, che va scelta in base al tipo e alla concentrazione dei composti rilevati.

Le tecnologie più utilizzate per l’abbattimento dei PFAS includono i filtri a carboni attivi e le resine a scambio ionico, il cui dimensionamento dipende dai risultati dell’analisi iniziale. La pagina abbattimento PFAS: come funziona descrive nel dettaglio il funzionamento di questi sistemi e i criteri di scelta. Per un quadro d’insieme su origine, rischi e valori limite, resta un riferimento utile anche la pagina PFAS nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi, mentre chi vuole una visione più ampia sulla diffusione dei PFAS in Italia può consultare l’atlante PFAS in Italia.

Domande frequenti

In Campania l’acqua del rubinetto contiene PFAS?

Dipende dal gestore e dalla fonte di approvvigionamento: gli acquedotti pubblici sono soggetti ai controlli del D.Lgs. 18/2023, ma la situazione varia da comune a comune. Il gestore idrico pubblica i dati di qualità; in caso di dubbio si può richiedere un’analisi indipendente.

I pozzi privati in Campania vanno controllati per i PFAS?

Sì, soprattutto se si trovano vicino ad aree industriali, discariche o zone agricole intensive, perché i pozzi privati non rientrano nei controlli obbligatori degli acquedotti pubblici.

Quali zone della Campania sono considerate più sensibili per i PFAS?

Le aree a maggiore pressione industriale e agricola richiedono generalmente più attenzione, ma la situazione va sempre verificata caso per caso con un’analisi di laboratorio, senza generalizzare sull’intera regione.

Come faccio ad analizzare l’acqua del mio pozzo in Campania per i PFAS?

Occorre un campionamento eseguito secondo protocollo e un’analisi in laboratorio accreditato con tecniche come la cromatografia liquida abbinata a spettrometria di massa (LC-MS/MS), l’unica in grado di rilevare i PFAS alle concentrazioni richieste dalla normativa.

I PFAS si possono eliminare dall’acqua di casa?

Sì, con sistemi di trattamento dedicati come i filtri a carboni attivi o le resine a scambio ionico, la cui scelta dipende dai risultati dell’analisi iniziale e dal tipo di PFAS presenti.

Cosa dice la legge italiana sui PFAS nell’acqua potabile?

Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184, ha introdotto per la prima volta parametri specifici sui PFAS nell’acqua destinata al consumo umano, sostituendo il precedente D.Lgs. 31/2001.

I PFAS nell’acqua sono pericolosi per la salute?

Sono sostanze persistenti e bioaccumulabili oggetto di attenzione sanitaria; per valutazioni specifiche su rischi ed esposizione è opportuno rivolgersi al proprio medico o all’ASL di riferimento, evitando autodiagnosi.

Come faccio a sapere se la mia acqua è a rischio senza analizzarla?

Non è possibile: i PFAS sono incolori, inodori e insapori, quindi l’unico modo per saperlo con certezza è un’analisi di laboratorio, indipendentemente da dove ci si trovi in Campania.

L’acqua in bottiglia in Campania è più sicura rispetto ai PFAS?

Anche le acque minerali sono soggette a controlli specifici, ma la scelta tra acqua di rete e acqua in bottiglia dovrebbe basarsi su dati verificati e non su percezioni; in caso di dubbio sull’acqua di rete, l’analisi resta lo strumento più affidabile.

Chi contattare in Campania per un’analisi PFAS dell’acqua?

Ci si può rivolgere a un laboratorio accreditato per le prove sui PFAS, che organizza il campionamento secondo protocollo e fornisce un rapporto di prova con i risultati e l’eventuale confronto con i valori di legge.

In sintesi

In Campania la presenza di PFAS nell’acqua non è un dato uniforme da generalizzare: dipende dalla fonte (acquedotto o pozzo privato), dalla zona e da fattori di pressione industriale o agricola locale. L’unico modo per avere una risposta affidabile è un’analisi di laboratorio con metodo appropriato. Se hai un pozzo privato o vuoi verificare la tua acqua per i PFAS, puoi approfondire come funziona il percorso di analisi nella guida sulla normativa acqua potabile in Italia e poi richiedere un’analisi con LaboratorioAcqua, indicando il pacchetto PFAS più adatto al tuo caso.

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