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LaboratorioAcquaIl libro guida dell'acqua
Guida regionaleCapitolo 9.174· 8 min di lettura

PFAS nell’acqua in Piemonte

PFAS nell’acqua in Piemonte: valori tipici, criticita locali e dove far analizzare l’acqua.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua

Risposta rapida

In Piemonte il controllo dei PFAS nell’acqua potabile segue il D.Lgs. 18/2023, che ha introdotto per la prima volta parametri specifici per queste sostanze. La regione non è interessata dal grande caso di contaminazione noto in Veneto, ma la presenza di siti industriali, aeroportuali e di captazioni da pozzo privato rende comunque utile una verifica puntuale, soprattutto per chi utilizza acqua di pozzo non gestita da un acquedotto pubblico.

In breve

  • Il D.Lgs. 18/2023 ha introdotto per la prima volta parametri specifici sui PFAS nell’acqua destinata al consumo umano, applicabili anche in Piemonte.
  • Il Piemonte non è interessato dal grande caso di contaminazione diffusa noto in altre regioni italiane, ma restano aree da monitorare con attenzione.
  • I controlli obbligatori riguardano gli acquedotti pubblici gestiti dai vari operatori idrici regionali e sono verificati anche da Arpa Piemonte.
  • Chi utilizza un pozzo privato non è coperto da questi controlli e dovrebbe valutare un’analisi indipendente, specie vicino a siti industriali o aeroportuali.
  • I PFAS si analizzano con tecniche di cromatografia liquida abbinata a spettrometria di massa (LC-MS/MS), non con test rapidi generici.
  • Per approfondire il quadro normativo generale è utile consultare la pagina dedicata alla normativa sull’acqua potabile in Italia.
  • Sistemi come i carboni attivi di qualità o l’osmosi inversa possono contribuire a ridurre i PFAS, ma vanno scelti dopo un’analisi mirata, come descritto nella guida sull’abbattimento dei PFAS.
  • Per un quadro comparativo tra regioni italiane si può consultare l’hub qualità dell’acqua in Italia per regione.

La situazione PFAS in Piemonte: cosa sappiamo davvero

In Piemonte non esiste, a oggi, un caso di contaminazione diffusa da PFAS paragonabile per estensione a quello documentato in altre regioni del Nord Italia. Questo non significa assenza di rischio: la regione ospita poli industriali, aree logistiche e aeroportuali che storicamente hanno fatto uso di sostanze appartenenti a questa famiglia chimica, e un controllo puntuale resta la via più affidabile per avere certezze locali.

I PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) sono un gruppo ampio di composti utilizzati per decenni in rivestimenti antiaderenti, tessuti impermeabili, schiume antincendio e alcuni processi industriali, tra cui la galvanica e la lavorazione tessile, entrambe presenti sul territorio piemontese. La loro persistenza ambientale è uno dei motivi per cui sono stati inseriti tra i parametri da monitorare nella normativa più recente sull’acqua potabile.

Per chi vive in Piemonte e vuole capire la situazione della propria zona, i due riferimenti principali sono il gestore idrico locale, tenuto a pubblicare i risultati dei controlli interni, e Arpa Piemonte, che effettua il controllo esterno sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Questi dati, tuttavia, riguardano la rete pubblica: chi si approvvigiona da pozzo privato non è automaticamente coperto.

Cosa dice il D.Lgs. 18/2023 sui PFAS

Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184 e ha sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001, ha introdotto per la prima volta in Italia parametri dedicati ai PFAS nell’acqua potabile, insieme ad altri parametri emergenti come bisfenolo A e microcistine. Prima di questa norma, il controllo di queste sostanze non era sistematicamente previsto per legge.

La normativa individua un insieme di composti PFAS la cui somma viene confrontata con un valore limite di legge. Non riportiamo qui la cifra esatta per evitare imprecisioni: il valore aggiornato va sempre verificato sulla fonte normativa ufficiale o richiesto al proprio gestore idrico. Per un quadro più ampio su questi parametri, la pagina dedicata ai nuovi parametri del D.Lgs. 18/2023 approfondisce anche bisfenolo A e microcistine.

Aspetto Acquedotto pubblico Pozzo privato
Controlli obbligatori per PFAS Sì, a carico del gestore No, nessun obbligo di legge generalizzato
Verifica esterna Arpa Piemonte Assente, salvo iniziativa del proprietario
Dati consultabili Report del gestore Solo tramite analisi commissionata
Consigliato per chi vive vicino a siti industriali/aeroportuali Verifica dei dati pubblicati Analisi dedicata

Chi dovrebbe far analizzare l’acqua per PFAS in Piemonte

Chi utilizza acqua di pozzo, chi vive nelle vicinanze di aree industriali, aeroportuali o siti con uso storico di schiume antincendio, e chi semplicemente desidera una verifica indipendente rispetto ai dati del gestore, può richiedere un’analisi dedicata. Non esiste un obbligo generalizzato per i privati, ma la scelta di verificare è ragionevole in presenza di questi fattori di contesto.

L’analisi si basa su tecniche di cromatografia liquida abbinata a spettrometria di massa (LC-MS/MS), l’unico approccio in grado di identificare e quantificare in modo affidabile i singoli composti PFAS. Il campionamento richiede attenzioni specifiche, descritte nella guida al campionamento per PFAS, perché una raccolta non corretta può alterare il risultato.

Esempio pratico

Una famiglia che vive in una zona agricola del Piemonte, non servita da acquedotto comunale ma da un pozzo privato utilizzato da decenni, decide di far analizzare l’acqua dopo aver letto notizie su contaminazioni da PFAS in altre regioni. Non essendoci un obbligo di controllo per i pozzi privati, la famiglia richiede un’analisi mirata sui PFAS, oltre ai parametri chimico-fisici di base. Il risultato del test permette di sapere con certezza se l’acqua rientra nei valori attesi e, in caso contrario, di valutare un sistema di trattamento adeguato, come descritto nella guida sull’abbattimento PFAS.

Come si svolge un’analisi PFAS: metodo e cosa aspettarsi

Un’analisi PFAS prevede un campionamento eseguito secondo protocolli specifici, per evitare contaminazioni accidentali del campione, seguito da un’analisi in laboratorio con LC-MS/MS. Il referto riporta le concentrazioni dei singoli composti ricercati e, dove previsto dalla normativa, la loro somma rispetto al valore limite di legge applicabile.

Per un approfondimento sul metodo analitico si può consultare la pagina su come si analizzano i PFAS nell’acqua, mentre per un quadro complessivo su tempi, modalità e aspetti pratici della richiesta è utile la guida analisi PFAS nell’acqua: metodo e costo. Chi vuole invece un inquadramento generale sul tema, senza il focus regionale, può leggere la guida completa su PFAS nell’acqua potabile o la pagina PFAS nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi.

Per chi vuole farsi un’idea più ampia della diffusione dei PFAS sul territorio nazionale, oltre al singolo dato piemontese, è disponibile anche l’atlante PFAS in Italia, utile per un confronto tra aree diverse.

Domande frequenti

In Piemonte l’acqua del rubinetto è a rischio PFAS?

I gestori degli acquedotti pubblici piemontesi effettuano i controlli previsti dal D.Lgs. 18/2023. Per avere un dato aggiornato sulla propria zona conviene consultare il gestore o Arpa Piemonte; chi vuole una verifica indipendente può far analizzare un campione.

Perché si parla di PFAS anche in Piemonte e non solo in Veneto?

I PFAS sono stati usati per decenni in molte lavorazioni industriali (tessile, galvanica, antincendio) diffuse su tutto il territorio nazionale, Piemonte incluso. La situazione piemontese non è paragonabile per estensione al caso veneto, ma il monitoraggio resta importante ovunque vi siano potenziali fonti di rilascio.

Chi ha un pozzo privato in Piemonte deve preoccuparsi dei PFAS?

I pozzi privati non rientrano nei controlli obbligatori degli acquedotti pubblici, quindi la responsabilità di verificarne la qualità è di chi li utilizza. È consigliabile far analizzare l’acqua, in particolare se il pozzo si trova vicino ad aree industriali, aeroportuali o a impianti che in passato hanno usato schiume antincendio.

Quali PFAS si cercano in un’analisi acqua?

Il D.Lgs. 18/2023 individua un gruppo di PFAS da monitorare, la cui somma viene confrontata con un valore limite di legge. Il laboratorio utilizza tecniche di spettrometria di massa accoppiata a cromatografia liquida (LC-MS/MS) per identificare e quantificare i singoli composti.

L’acqua in bottiglia è priva di PFAS?

Non esiste una garanzia assoluta valida per ogni prodotto: la sicurezza dipende dalla fonte e dai controlli del produttore. Chi ha dubbi specifici può far analizzare anche un campione di acqua imbottigliata, oltre a quella di rete.

Dove trovo i dati ufficiali sulla qualità dell’acqua in Piemonte?

I riferimenti principali sono il proprio gestore idrico, che pubblica i dati di controllo interno, e Arpa Piemonte, l’agenzia regionale per la protezione ambientale competente per i controlli esterni.

I filtri domestici eliminano i PFAS?

Alcune tecnologie, come i filtri a carboni attivi di qualità adeguata o l’osmosi inversa, possono ridurre la presenza di PFAS, ma l’efficacia dipende dal tipo di composto e dalle condizioni d’uso. È opportuno partire da un’analisi che confermi la necessità e orienti la scelta del sistema.

I PFAS nell’acqua sono pericolosi per la salute?

Gli enti sanitari internazionali segnalano possibili effetti a lungo termine legati a un’esposizione prolungata a determinate concentrazioni. Per valutazioni specifiche, in particolare su gravidanza, allattamento o bambini piccoli, è opportuno rivolgersi al medico o all’ASL di competenza.

Quanto costa un’analisi PFAS in Piemonte con LaboratorioAcqua?

Il costo varia in base al numero di parametri e al tipo di campionamento necessario. Per un preventivo su misura è possibile richiedere l’analisi PFAS direttamente online.

In sintesi

In Piemonte il quadro PFAS non presenta, allo stato attuale, un’emergenza diffusa come in altre regioni, ma il D.Lgs. 18/2023 ha reso il monitoraggio più strutturato e chi usa acqua di pozzo privato resta escluso dai controlli automatici. Per costruire una richiesta di analisi corretta è utile partire dal proprio contesto (rete pubblica o pozzo, vicinanza a siti industriali) e consultare l’hub qualità dell’acqua in Italia per regione per un confronto più ampio. Chi vuole procedere può richiedere l’analisi PFAS indicando la propria zona e il tipo di fonte idrica, oppure consultare il pacchetto dedicato ai PFAS per capire quali parametri sono inclusi.

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