Risposta rapida
La Lombardia, in particolare l’area tra le province di Vicenza (Veneto) e la fascia sud-ovest lombarda tra Milano, Pavia, Alessandria e Novara, è storicamente tra i territori italiani più monitorati per la presenza di PFAS nelle acque, a causa della prossimità a poli industriali chimici e conciari. Non esiste un dato unico regionale valido per ogni comune: la situazione va verificata punto per punto tramite i report degli enti di controllo o un’analisi di laboratorio specifica. Il D.Lgs. 18/2023 ha introdotto per la prima volta parametri dedicati ai PFAS nell’acqua destinata al consumo umano.
Per un quadro generale sulla presenza dei PFAS in Italia regione per regione consulta l’hub Qualità dell’acqua in Italia per regione. Questa pagina si concentra sul contesto lombardo: cosa sappiamo, dove nasce l’attenzione storica su questi inquinanti e come orientarsi se si vuole verificare la propria acqua di casa.
In breve
- La Lombardia è tra le regioni italiane storicamente più monitorate per i PFAS, per la vicinanza a distretti industriali chimici e conciari in alcune aree.
- Non esiste un valore unico "regionale": la situazione varia da comune a comune e da falda a falda.
- Il D.Lgs. 18/2023 ha introdotto per la prima volta limiti specifici sui PFAS per l’acqua potabile in Italia.
- I gestori del servizio idrico pubblicano periodicamente i dati di qualità dell’acqua erogata.
- Chi utilizza un pozzo privato non rientra nei controlli pubblici e dovrebbe verificare autonomamente la propria fonte.
- Un’analisi di laboratorio mirata ai PFAS è l’unico modo per avere un dato specifico sulla propria utenza.
- Per approfondire i rischi generali associati ai PFAS vedi la guida PFAS nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi.
Perché si parla di PFAS in Lombardia
In Lombardia l’attenzione ai PFAS nasce soprattutto dalla presenza, in alcune aree della regione, di insediamenti industriali storicamente legati alla produzione o all’uso di sostanze chimiche perfluoroalchiliche, in particolare nella fascia che comprende parte delle province di Pavia, Milano e Novara/Alessandria al confine piemontese. Questo non significa che tutto il territorio regionale presenti le stesse criticità: la situazione è fortemente locale.
I PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) sono una famiglia di composti chimici di sintesi utilizzati per decenni in numerosi processi industriali e prodotti di consumo, grazie alla loro resistenza a calore, acqua e grassi. Proprio questa stabilità chimica li rende molto persistenti nell’ambiente, incluse le acque superficiali e sotterranee. Per una panoramica completa su origine, tipologie e comportamento di questi composti puoi consultare la guida PFAS nell’acqua potabile: guida completa.
Cosa dice la normativa sui PFAS nell’acqua potabile
Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la Direttiva UE 2020/2184 e ha sostituito il precedente D.Lgs. 31/2001, ha introdotto per la prima volta in Italia parametri specifici dedicati ai PFAS nell’acqua destinata al consumo umano, insieme ad altri parametri emergenti. Il testo definisce responsabilità di controllo per i gestori idrici e per gli enti di vigilanza territoriale.
Per il valore limite esatto applicabile ai PFAS non riportiamo qui una cifra: il dato normativo preciso va sempre verificato sul testo ufficiale del decreto o tramite le fonti istituzionali, poiché può essere aggiornato o articolato per singolo composto e per somma di PFAS. Un approfondimento specifico sui parametri introdotti dal decreto è disponibile nella pagina Nuovi parametri del D.Lgs. 18/2023 (PFAS, bisfenolo A, microcistine).
| Aspetto | Prima (D.Lgs. 31/2001) | Oggi (D.Lgs. 18/2023) |
|---|---|---|
| PFAS come parametro specifico | Non previsto | Introdotto |
| Riferimento europeo | Direttiva 98/83/CE | Direttiva UE 2020/2184 |
| Controlli gestore/ASL | Previsti su parametri storici | Estesi ai nuovi parametri emergenti |
Come sapere se l’acqua della tua zona in Lombardia contiene PFAS
La risposta dipende dalla fonte di approvvigionamento: acquedotto pubblico o pozzo privato. Per l’acquedotto, il primo passo è consultare i dati di qualità pubblicati dal gestore del servizio idrico locale, che includono generalmente anche i parametri emergenti come i PFAS nelle aree dove il monitoraggio è attivo. Per un pozzo privato, l’unica strada affidabile è un’analisi diretta del campione.
Se vivi in un’area lombarda considerata storicamente più esposta, o semplicemente vuoi avere un dato aggiornato e specifico sulla tua utenza, puoi far analizzare un campione d’acqua prelevato direttamente dal rubinetto di casa o dal pozzo. Per capire come funziona il prelievo corretto vedi la pagina Campionamento per PFAS, mentre per il dettaglio del metodo analitico impiegato in laboratorio (tipicamente basato su cromatografia liquida abbinata a spettrometria di massa) trovi informazioni nella guida Come si analizzano i PFAS nell’acqua (LC-MS/MS).
Esempio pratico
Una famiglia residente in un comune della fascia sud-ovest della Lombardia, dopo aver letto notizie locali su possibili criticità PFAS nelle acque di falda della zona, decide di verificare la propria situazione. Consulta prima la scheda di qualità pubblicata dal gestore idrico per il proprio comune; non trovando un dettaglio sufficiente sui PFAS, richiede un’analisi indipendente del campione prelevato dal rubinetto di casa, per avere un riscontro specifico sulla propria utenza prima di decidere se adottare un sistema di trattamento domestico.
Cosa fare se sospetti una contaminazione da PFAS
Se hai il dubbio che l’acqua che utilizzi possa contenere PFAS, il percorso corretto è: verificare i dati pubblici disponibili, far eseguire un’analisi di laboratorio mirata e, solo in base al risultato, valutare eventuali sistemi di trattamento. Non esistono segnali visibili, di odore o di sapore che permettano di riconoscere la presenza di PFAS: serve necessariamente un’analisi chimica.
Se l’analisi conferma una presenza significativa, esistono tecnologie di abbattimento applicabili sia a livello di rete sia a livello domestico, come filtrazione a carboni attivi o osmosi inversa, il cui dimensionamento va valutato in base al risultato specifico. Per approfondire vedi Abbattimento PFAS: come funziona. Per capire meglio tempistiche e modalità di un’analisi PFAS in generale, la guida Analisi PFAS nell’acqua: metodo e costo offre un quadro pratico.
Per un confronto sulla situazione PFAS a livello nazionale, con mappatura delle aree monitorate in altre regioni, può essere utile anche l’Atlante PFAS in Italia.
Domande frequenti
In Lombardia l’acqua del rubinetto è sicura rispetto ai PFAS?
Nella maggior parte dei comuni i gestori idrici effettuano controlli periodici e pubblicano i risultati; nelle aree a maggiore pressione industriale i monitoraggi sono più frequenti. Per una verifica puntuale è comunque possibile richiedere un’analisi indipendente sull’acqua della propria utenza.
Quali zone della Lombardia sono più attenzionate per i PFAS?
Le aree con maggiore attenzione storica sono quelle vicine a distretti industriali chimici e conciari, in particolare nella fascia sud-ovest della regione; la situazione può variare nel tempo, quindi conviene consultare i dati aggiornati del gestore idrico locale o dell’ente di controllo.
Chi controlla i PFAS nell’acqua potabile in Lombardia?
Il controllo interno spetta al gestore del servizio idrico, mentre la vigilanza esterna è affidata alle Agenzie regionali per la protezione ambientale e alle Aziende sanitarie territoriali, in base al quadro definito dal D.Lgs. 18/2023.
Come faccio a sapere se la mia acqua di casa contiene PFAS?
Si può consultare la scheda di qualità dell’acqua pubblicata dal proprio gestore idrico oppure far analizzare un campione prelevato dal rubinetto di casa presso un laboratorio, per avere un dato specifico sulla propria utenza.
I filtri domestici eliminano i PFAS?
Alcune tecnologie di filtrazione, come i sistemi a carboni attivi o a osmosi inversa correttamente dimensionati, possono ridurre la presenza di PFAS, ma l’efficacia va verificata caso per caso: prima e dopo l’installazione è utile un’analisi di controllo.
I PFAS nell’acqua sono pericolosi per la salute?
L’esposizione prolungata a PFAS è oggetto di attenzione da parte della comunità scientifica e sanitaria. Non è possibile trarre conclusioni individuali da un dato generico: per valutazioni sulla propria salute è opportuno rivolgersi al medico curante o all’ASL di riferimento.
Il pozzo privato in Lombardia va controllato per i PFAS?
Sì, i pozzi privati non rientrano nei controlli pubblici sulla rete acquedottistica e la loro qualità dipende dal contesto locale: un’analisi mirata ai PFAS è il modo più affidabile per verificarne l’idoneità all’uso previsto.
Qual è la differenza tra PFAS, PFOA e PFOS?
PFAS è la famiglia generale delle sostanze perfluoroalchiliche; PFOA e PFOS sono due dei composti più noti e studiati all’interno di questa famiglia, oggi progressivamente sostituiti da altre molecole della stessa classe nei processi industriali.
In sintesi
La presenza di PFAS in Lombardia va valutata caso per caso, senza generalizzazioni: la storia industriale di alcune aree della regione giustifica un’attenzione particolare, ma il dato che conta davvero è quello relativo alla propria utenza specifica. Se vuoi avere un quadro chiaro e affidabile sull’acqua di casa tua, approfondisci prima la guida generale PFAS nell’acqua potabile: guida completa e valuta poi come impostare correttamente una richiesta di analisi. Per procedere puoi richiedere un’analisi dedicata ai PFAS, oppure consultare il pacchetto specifico Analisi PFAS per capire quali parametri include.
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