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Scheda tipo d'acquaCapitolo 3.300· 6 min di lettura

PFAS nell’acqua di pozzo: valori, rischi e soluzioni

PFAS nell’acqua di pozzo: valori, rischi e soluzioni. Valori attesi, rischi e trattamento per questo tipo di acqua.

A cura di Redazione LaboratorioAcqua · Revisione tecnica: Dott. Francesco Cavallari - Direttore Tecnico (Ordine Chimici Roma n. 3127)

Risposta rapida

I PFAS possono contaminare l’acqua di pozzo soprattutto in zone agricole, industriali o vicino a siti di smaltimento rifiuti, perché questi composti migrano nel terreno e raggiungono le falde. A differenza dell’acquedotto, l’acqua di pozzo privato non è monitorata da nessun ente pubblico: è chi possiede il pozzo a dover verificare la qualità con un’analisi di laboratorio mirata sui PFAS.

In breve

  • I PFAS ("sostanze poli- e perfluoroalchiliche") possono raggiungere le falde e contaminare i pozzi privati, soprattutto vicino a siti industriali, discariche o aree agricole.
  • L’acqua di pozzo non è soggetta agli stessi controlli periodici obbligatori dell’acqua di acquedotto: la verifica è a carico del proprietario.
  • Il D.Lgs. 18/2023 ha introdotto per la prima volta parametri specifici sui PFAS per l’acqua potabile pubblica; per i pozzi privati resta un riferimento utile, non un obbligo diretto.
  • L’unico modo per sapere se un pozzo contiene PFAS è un’analisi di laboratorio con metodo cromatografico dedicato.
  • In caso di rilevazione, esistono tecnologie di abbattimento PFAS da valutare in base alla concentrazione riscontrata.
  • Per neonati, gravidanza e soggetti fragili vale un principio di prudenza: senza dati di analisi recenti, meglio non usare l’acqua di pozzo per la preparazione di alimenti destinati a queste categorie.
  • Il campionamento va eseguito con criteri specifici per evitare contaminazioni crociate: affidarsi a un laboratorio accreditato fa la differenza.

Perché un pozzo privato può contenere PFAS

Un pozzo privato attinge da una falda che può essere raggiunta da PFAS rilasciati a monte, anche a distanza di chilometri e anni prima, perché queste sostanze sono persistenti e si muovono con le acque sotterranee. Il rischio non dipende dalla profondità del pozzo in sé, ma dalla storia del territorio circostante.

Le fonti di contaminazione più comuni includono siti industriali che producevano o utilizzavano PFAS (tessile, conciario, chimico), impianti antincendio con schiume specifiche, discariche non impermeabilizzate e, in alcune aree, l’uso agricolo storico di fanghi di depurazione. A differenza dei nitrati o dei microrganismi, i PFAS non si degradano facilmente nell’ambiente: una volta nella falda, tendono a rimanere per lungo tempo.

Differenza rispetto all’acqua di acquedotto

Aspetto Acqua di acquedotto Acqua di pozzo privato
Monitoraggio periodico A carico del gestore, secondo il D.Lgs. 18/2023 Nessun obbligo automatico, a carico del proprietario
Parametri PFAS Previsti dal decreto per le reti pubbliche Da verificare volontariamente
Responsabilità in caso di superamento Del gestore idrico Del proprietario del pozzo
Frequenza consigliata Definita dal piano di controllo Da valutare in base al contesto e alla destinazione d’uso

Come si analizzano i PFAS nell’acqua di pozzo

L’analisi dei PFAS richiede una tecnica cromatografica specifica, la spettrometria di massa accoppiata a cromatografia liquida (LC-MS/MS), capace di identificare e quantificare i singoli composti della famiglia PFAS, anche a concentrazioni molto basse. Non basta un test generico dell’acqua: serve una ricerca dedicata.

Il campionamento per PFAS è un passaggio delicato, perché alcuni materiali (come certi imballaggi o tessuti impermeabilizzati) possono introdurre contaminazioni accidentali nel campione. Per questo è importante seguire un protocollo rigoroso, fornito dal laboratorio insieme al kit di prelievo, e restituire il campione nei tempi indicati. Per un approfondimento sul metodo, vedi come si analizzano i PFAS nell’acqua.

Cosa fare se i PFAS vengono rilevati

Se un’analisi rileva PFAS nel pozzo, la prima cosa utile è capire la concentrazione riscontrata e l’uso che si fa dell’acqua (potabile, irriguo, per animali). In attesa di una valutazione più approfondita, è prudente limitare l’uso per bere e cucinare, specialmente per bambini piccoli, donne in gravidanza e persone immunodepresse.

Dal punto di vista tecnico, esistono sistemi di trattamento in grado di ridurre la presenza di PFAS, tra cui filtrazione a carboni attivi e osmosi inversa; l’efficacia reale va però sempre verificata con un’analisi di controllo dopo l’installazione, perché non tutti i sistemi funzionano allo stesso modo su tutti i composti PFAS. L’argomento è trattato in dettaglio nella pagina dedicata all’abbattimento PFAS.

Esempio pratico

Una famiglia con pozzo privato in una zona agricola vicino a un ex sito industriale decide di far analizzare l’acqua prima di usarla per l’orto e per l’uso domestico. Il laboratorio esegue il campionamento seguendo il protocollo per PFAS ed effettua l’analisi in LC-MS/MS. Il referto mostra la presenza di alcuni composti PFAS a livelli da valutare rispetto ai parametri della pagina PFAS nell’acqua potabile. Sulla base del risultato, la famiglia decide di installare un sistema di filtrazione e di ripetere l’analisi dopo l’installazione, per verificare l’effettiva riduzione.

Domande frequenti

I PFAS nell’acqua di pozzo sono più pericolosi di quelli dell’acquedotto?

Non necessariamente più pericolosi, ma più imprevedibili: l’acquedotto è monitorato periodicamente dal gestore, il pozzo privato no. Il rischio dipende dalla presenza di fonti di contaminazione vicine e va verificato con un’analisi specifica.

Come faccio a sapere se il mio pozzo ha PFAS?

L’unico modo affidabile è un’analisi di laboratorio con campionamento corretto e metodo cromatografico specifico (LC-MS/MS), che LaboratorioAcqua esegue su richiesta.

Il D.Lgs. 18/2023 si applica anche ai pozzi privati?

Il decreto disciplina l’acqua destinata al consumo umano fornita da gestori e reti pubbliche; per i pozzi ad uso privato la responsabilità di verifica ricade sul proprietario, che può comunque prendere questi valori come riferimento di qualità.

Quali zone sono più a rischio PFAS per i pozzi?

Aree vicine a siti industriali chimici o conciari, impianti di trattamento rifiuti, aeroporti e zone agricole con uso storico di fanghi di depurazione o prodotti fitosanitari contenenti PFAS.

Un filtro domestico basta a eliminare i PFAS dal pozzo?

Dipende dal tipo di filtro e dalla concentrazione di partenza: i filtri a carboni attivi o a osmosi inversa possono ridurre i PFAS, ma l’efficacia va verificata con un’analisi prima e dopo l’installazione.

Devo preoccuparmi se uso l’acqua di pozzo solo per irrigare l’orto?

Anche l’uso irriguo può comportare un’esposizione indiretta se si coltivano ortaggi consumati crudi; in caso di dubbio è utile far analizzare l’acqua, soprattutto in zone segnalate come a rischio.

Quanto costa analizzare i PFAS in un’acqua di pozzo?

Il costo dipende dal numero di composti PFAS ricercati e dal pacchetto scelto: LaboratorioAcqua fornisce un preventivo personalizzato dopo aver definito le esigenze specifiche.

I bambini possono bere acqua di pozzo non analizzata?

È prudente evitarlo: i lattanti e i bambini piccoli sono più vulnerabili agli inquinanti chimici. In assenza di un’analisi recente, meglio consultare il pediatra e l’ASL prima di usare l’acqua di pozzo per la preparazione di alimenti per l’infanzia.

In sintesi

Un pozzo privato non beneficia dei controlli automatici previsti per l’acquedotto: verificare la presenza di PFAS è una scelta consapevole di chi lo utilizza, soprattutto in zone a rischio o quando l’acqua è destinata a bambini o donne in gravidanza. Per orientarsi tra i diversi parametri e le soglie di riferimento, la pagina PFAS nell’acqua: cos’è, valori limite e rischi offre una panoramica generale. Per impostare correttamente una richiesta di analisi sul proprio pozzo, è possibile richiedere un’analisi descrivendo il contesto (posizione, uso dell’acqua, eventuali sospetti) così da ricevere indicazioni sul pacchetto più adatto.

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